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Saggistica d'arte e architettura

Libri di saggistica di arte e architettura, con immagini a colori. Libri di arte, storia e architettura locale, novarese, piemontese e nazionale, raccolte di testi e studi: scopri il nostro catalogo.

Novara littoria

L’architettura fascista del ventennio

di Matteo Gambaro

editore: Interlinea

pagine: 168

Per la prima volta un volume illumina la Novara del Ventennio attraverso gli edifici più rappresentativi della città, con disegni, progetti, fotografie inedite e cartoline d’epoca, con i resoconti delle due visite di Mussolini.

Gli angeli di Raffaello

di Marco Carminati e Raffaello Sanzio

editore: Interlinea

pagine: 64

Il libro "Gli angeli di Raffaello" svela un aspetto particolare dell’artista nel 500° anniversario con i segreti dei suoi celebri angeli, che molti ritengono un quadro a sé stante ma sono in realtà un particolare della "Madonna Sistina"

Costruire il paesaggio

L’architettura italiana tra contesto ambientale e globalizzazione

a cura di Matteo Gambaro, Marco Romano, Fabrizio Schiaffonati, Paolo Zermani

editore: Interlinea

pagine: 120

Un punto di vista critico sul paesaggio italiano contemporaneo e sul ruolo e le responsabilità dell’architettura nella configurazione delle città e nella trasformazione del contesto ambientale. Ma anche una comune riflessione, con peculiarità e approfondimenti culturali differenti, sulle «architetture contemporanee svuotate di qualunque razionalità, espressione di una globalizzazione superficiale che sta snaturando il paesaggio delle nostre città, nel silenzio della comunità scientifica, intellettuale e della classe politica che ci governa» (Matteo Gambaro).

Natività

La sorpresa del divino nel mondo

di Leonardo da Vinci

editore: Interlinea

pagine: 64

Per Leonardo il mistero del Natale ha sempre al centro il Bambino, che lui dipinge sotto diverse luci. Celebre, tra le sue opere, resta l’Adorazione dei Magi, una storia tormentata iniziata nella sua Toscana nel 1481 e narrata anche da molti disegni preparatori. Ma l’anno dopo il genio di Vinci deve partire per Milano e lascia il quadro incompiuto. Completa invece molte Madonne e L’Annunciazione, con olio e tempera su una tavola di pioppo che riproduce un’annotazione dell’autore, «li movimenti siano annunziatori del moto de l’animo…» In questo piccolo libro a colori, a cura di Alessandro Rovetta, sono presentate grandi opere che riportano nel clima del Natale l’arte di Leonardo da Vinci come «sorpresa del divino nel mondo».

Il mestiere di architetto

di Vittorio Gregotti

editore: Interlinea

pagine: 112

«Capacità di modificazione creativa e critica dello stato delle cose» sono alla base della lezione e dei ricordi di un grande maestro dell’architettura internazionale. Vittorio Gregotti, superati i novant’anni, parte dal racconto della sua formazione intellettuale e degli anni novaresi per descrivere i tratti strutturali del suo modo di intendere l’architettura e la professione di architetto. Questo libro, arricchito da una raccolta di suoi disegni (significativi per l’approccio culturale nella costruzione del paesaggio), è una esortazione a non rinunciare alla passione per l’architettura, intesa come teoria e pratica capace di apportare contributi rilevanti alla trasformazione della società, nell’idea di Gregotti che «sono l’idea di passato e di futuro a costruire insieme un frammento di verità del presente».

Napoleone a palazzo Avogadro della Motta

Narrazioni d’arte, storia e fantasia da una dimora vercellese

di Paolo Pomati e Luca Villani

editore: Interlinea

pagine: 136

Il 5 maggio 1821 moriva a Longwood House, nella sperduta isola britannica di Sant’Elena nel mezzo dell’oceano Atlantico, Napoleone Bonaparte, già console, poi imperatore dei francesi e re d’Italia, deposto ed esiliato. Alessandro Manzoni, appresane la notizia, lo celebrò nell’ode in cui pose in risalto tanto le gesta quanto la fragilità umana del grande condottiero, interrogandosi retoricamente sulla sua gloria militare («Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza»): una gloria che passò, lasciando terreno alla disperazione, allietata però dalla misericordia divina, che la elevò alla contemplazione della vita ultraterrena.Non è ancora stato scritto un regesto di tutti i luoghi dove passò Napoleone; l’Italia è piena di epigrafi che ne ricordano almeno una breve sosta. Anche Vercelli ne ha una, posta nell’androne di palazzo Avogadro di Collobiano e della Motta, il grandioso edificio che domina via Duomo, l’antica strada dei Nobili; Napoleone dormì nell’appartamento padronale alcune volte e tale presenza bastò per attribuire all’ambiente l’aggettivo “napoleonico”, che per traslato suggerisce valori di grandiosità e di eccezionalità. Queste pagine aiuteranno a conoscere meglio il luogo e a comprendere se la gloria sia transitata e appassita o se sia rimasta in qualche modo imprigionata nelle tappezzerie e nei mobili d’epoca.Ho per la prima volta raccontato la storia di palazzo Avogadro della Motta nel volume Case private, giardini segreti. Vercelli raccontata con la storia e la fantasia, pubblicato da Whitelight nel 2007. Il libro, arricchito dalle immagini di Angela White e dai disegni di Claudio Tambornino, vinse la menzione d’onore al premio Hanbury e fu gratificato da buone recensioni di riviste prestigiose. È stato questo, credo, il motivo per cui Carlo e Miretta Sarasso, gli attuali proprietari dell’appartamento, mi hanno incoraggiato a riprendere gli studi di questo angolo vercellese.Carlo e Miretta hanno da poco concluso la ricreazione scrupolosa del raffinato contesto aristocratico della fine del Settecento, non solo vercellese; un’operazione ben più ambiziosa (e stupendamente riuscita) del semplice lavoro di restauro e di riarredo di una casa. Hanno ritenuto che le mie parole potessero essere utili a produrre un testo a disposizione di chiunque desideri ripassare stralci di storia vercellese e conoscere qualche dettaglio su cui finora poco o nulla è stato scritto.Ancora un’anticipazione per i lettori. Nel libro si troveranno frammenti d’arte, di storia e di fantasia, in un mix di generi che spaziano dal racconto alla scheda di visita al saggio di storia. Mi sono divertito a mescolare le carte per solleticare lo stesso piacere in chi avrà la pazienza di leggere queste pagine, arricchite dalle immagini di Luca Villani, che ha curato con me questo progetto editoriale, di Mauro Porta e di altri contributori. L’analisi non può considerarsi terminata ed esaustiva; rimangono spazi e questioni inesplorati, meritevoli di approfondimento o stimolanti interpretazioni diverse da quelle fornite. È il fascino misterioso e giocoso che sprigiona ogni luogo del cuore.

Filippo Abbiati regista del Barocco in Lombardia

a cura di Filippo Abbiati, Marina Dell'Omo, Filippo Maria Ferro

editore: Interlinea

pagine: 320

Filippo Abbiati (Milano 1640-1715) è stato, insieme con Andrea Lanzani e il Legnanino, tra i maggiori pittori milanesi del secondo Seicento lombardo e ha operato anche a Novara.Per la prima volta si raccolgono gli studi e le opere su questo gran regista del Barocco lombardo, tra committenze pubbliche e collezioni private, con inediti e novità provenienti dai documenti ritrovati. Si offre l’attività grafica e il catalogo dei dipinti con notizie dalle quadrerie private oltre a una rassegna delle opere perdute, disperse e non identificate. Infine un regesto dettagliato. «La sua inclinazione a un barocco sontuoso, che aveva caratterizzato con convinzione l’avvio ceranesco e alimentato la sua vis drammatica, verrà presto archiviato per dar luogo e voce alle orchestre dello Spatbarock e a una fioritura che tocca, con la Lombardia e l’Italia Settentrionale, l’Europa tutta, in una koinè di linguaggio tanto estesa da rammentare per diffusione solo il precedente del gotico fiorito. Le grandi macchine allestite da Filippo Abbiati, l’azzardo della sua regie e dei suoi effetti speciali sembrano trascorrere nell’oblio. Eppure una premonizione, quasi una profezia vichiana, rimane sospesa, attiva e tenace, tra le navate del Duomo, in palazzi e cattedrali romaniche, sul sito del carcere di Zebedia e attorno al monile barbarico di Monza: in attesa della coppia Manzoni-Hayez» (Filippo Maria Ferro).

Sogno di una notte di Natale

di Marc Chagall

editore: Interlinea

pagine: 80

«Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo. Deve afferrare qualcosa di inafferrabile» ha scritto Marc Chagall, artista che ha assimilato tre culture – ebraica, russa e occidentale – che in questa raccolta producono una grande suggestione legata al tempo del Natale e della maternità. Una sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia, che esercitò sempre un grande fascino su di lui. Esse rivelano un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle scritture anche grazie all’originalissimo uso cromatico, perché «tutti i colori sono gli amici dei loro vicini e gli amanti dei loro opposti».

La chiesa di Santa Maria di Loreto e la confraterninta di Santa Marta di Arona dai Borromeo a oggi

Storia, restauro e valorizzazione

a cura di Sergio Monferrini, Ivana Teruggi

editore: Interlinea

pagine: 256

Le Associazioni culturali aronesi con questo volume dedicato alla chiesa di Santa Maria di Loreto o di Santa Marta hanno voluto contribuire alla valorizzazione di uno dei beni più importanti e cari della città di Arona. I curatori e gli autori hanno inteso riattribuire «sapore e verità a ogni sua pietra», facendo riaffiorare dai documenti d’archivio i nomi di architetti, scultori, pittori, scalpellini, stuccatori, artefici della sua bellezza. Accanto al protagonismo dei promotori, il cardinale Federico Borromeo e la madre Margherita Trivulzio, appare con evidenza l’impegno di tanti aronesi e della confraternita che per secoli se ne prese cura. I lettori potranno apprezzare così la splendida ed elegante facciata di pietra, la sobria architettura interna, i quadri che ne ornano le pareti, l’altare ricco di marmi preziosi e di statue, e la rustica semplicità che si respira all’interno della Santa Casa e che invita alla preghiera e alla meditazione.

Caravaggio. Natività

a cura di Andrea Camilleri, Filippo Maria Ferro

editore: Interlinea

pagine: 64

«Ne li occhi di Maria tutta la malinconia e la pena di me medesimo che pigliami a sera isguardando lo mare da la finestra» immagina Andrea Camilleri che Caravaggio annoti sul suo diario a Messina mentre dipinge l’Adorazione dei pastori, uno dei suoi capolavori in una Sicilia dove realizza un’altra Natività che sarà poi trafugata dalla mafia. La riscopre con altre suggestioni di buio e colori rossi questo piccolo libro a cura di un critico cresciuto sotto l’ala di Giovanni Testori, Filippo Maria Ferro.

Tracce di follia nelle «Vite» del Vasari

di Raul Capra

editore: Interlinea

pagine: 40

Per tutta l’età medievale e la moderna l’artista ha operato nei limiti di modelli e di canoni che consentivano la manifestazione di valori tecnici e stilistici, ma non l’emergenza di tratti caratteriali o di turbe psichiche. Di cui è possibile ricercare le eventuali tracce soltanto facendo riferimento alle biografie degli artisti: soprattutto a quella massima fonte che sono le vite de’ più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani di Giorgio Vasari. Ma le anomalie di carattere qui segnalate in artisti come Parri Spinelli, il Pinturicchio, Piero di Cosimo non trovano poi riscontro nelle loro opere. E soltanto nella seconda edizione delle Vite, del 1568, comparirà la biografia di Jacopo Pontormo: nei cui disegni e dipinti è possibile vedere, per la prima volta nella storia dell’arte, un riflesso delle sue turbe psichiche, emergenti dal racconto vasariano e confermate da un diario tenuto nei due ultimi anni di vita dal pittore.

Le più belle Natività al Louvre

a cura di Patrizio Aiello

editore: Interlinea

pagine: 80

Itinerario all'interno del Louvre, il museo più visitato e amato al mondo, attraverso le straordinarie opere d'arte dedicate alla natività: da Bernardino Luini a Rubens, da Giulio Romano a Fragonard, ecco celebrità e riscoperte che dal XIII al XVIII secolo offrono una rapida panoramica dell'evoluzione e del modo di intendere la natività, perché come sosteneva Federico Zeri "l'arte è svelamento di un mistero, soprattutto a Natale".

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