Interlinea
Questa mia bassa (e altre terre)
di Cesare Angelini
editore: Interlinea
pagine: 101
Più che un libro di viaggio, Questa mia Bassa è un atto d’amore verso la terra, la memoria e l’anima dei luoghi. Nelle pagine di Cesare Angelini la Bassa pavese, la Lomellina, l’Oltrepò e molte altre terre d’Italia e non solo si trasformano in paesaggi dello spirito, dove storia, natura, arte e fede si intrecciano in una prosa di straordinaria eleganza. Tra risaie, castelli, santuari, città e ricordi d’infanzia, l’autore restituisce il volto autentico di un mondo ricco di umanità e cultura. Emerge uno scrittore ancora vivo nel suo radicamento alla piccola patria padana, amata però di un amore inclusivo che abbraccia anche Torino, la Romagna di Renato Serra, naturalmente Assisi (il cristianesimo di Angelini è francescano naturaliter), spingendosi sino a Napoli. Un capitolo a parte riguarda la Terrasanta, in cui la sua biblica simpatia per gli ebrei fratelli maggiori va a braccetto con quella per gli altri fratelli in Abramo, i musulmani. Parole da rileggere, da tenere con sé, antidoto ai troppi rancori che intristiscono la vita.In occasione del cinquantesimo dalla morte e a 140 anni dalla nascita di Cesare Angelini.
Quaderni montaliani 6
rivista: Quaderni montaliani
pagine: 196
Sull’eco del centenario di Ossi di seppia, tre contributi analizzano risvolti meno esplorati del libro come il “sommerso” testuale, l’architettura sonora e le risonanze musicali. Segue un’indagine sulla persistenza di Irma Brandeis come lato oscuro del personaggio di Clizia, insieme a un esame tra macrotesto e varianti per Fuori di casa. Il fascicolo si completa con una nuova selezione di inediti per l’epistolario del poeta, il significativo vis-à-vis di Umberto Fiori, un documentato studio di contesto sulla genesi della Primavera hitleriana, nonché con il nuovo, prezioso aggiornamento della bibliografia montaliana.Hanno collaborato a questo numero: Maria Silvia Assante, Carlo Danelon, Umberto Fiori, Roberto Leporatti, Quinto Marini, Giovanni Palmieri, Monica Schettino, Paolo Senna, Enrico Testa.TESTIMonica Schettino, Due lettere e due biglietti di Eugenio Montale a Raul Radice (1925-1975) SAGGI E NOTERoberto Leporatti, Confessioni e turbamenti: sulla parte sommersa di Ossi di seppia 1925 Enrico Testa, L’architettura sonora di Ossi di seppia 1925. Appunti Maria Silvia Assante, Gli Ossi musicali: suggestioni debussiste, una noticina filologica e un prestito pucciniano Giovanni Palmieri, Il lato oscuro di Clizia nei versi di Montale Quinto Marini, «Mai lo vidi più bello e prepotente…» Immagini da Primavera hitleriana nella lettera di un allievo ufficiale Carl o Danelon, Appunti sul macrotesto e le varianti di Fuori di casa Umberto Fiori, I miei Montale BIBLIOGRAFIA MONTALIANA 2017-2018 a cura di Paolo Senna Notizie sugli autori
La persona e il lavoro
Restare umani in un mondo che cambia
di Davide Maggi
editore: Interlinea
pagine: 120
Oggi più che mai la questione del lavoro chiede di essere ripensata in termini radicali in un tempo di grande transizione, segnato da accelerazioni tecnologiche, crisi ecologiche e trasformazioni socioculturali. Non si tratta soltanto di ridefinire competenze, adattare i sistemi produttivi o aggiornare le politiche del lavoro. Si tratta di interrogare la visione antropologica che sottende le scelte collettive. Parlare di futuro del lavoro significa parlare della possibilità di non smarrirsi nel cambiamento, ma di abitarlo con libertà, con relazioni vere e con un senso che tenga insieme il fare e l’essere. È in questo spazio che si gioca la sfida più grande: restare umani anche mentre il mondo, e il lavoro con esso, cambia. Un libro che chiarisce gli interrogativi e pone le basi per risposte e soluzioni necessarie.
QUADERNI MONTALIANI - Abbonamento annuale 2026
editore: Interlinea
Vita mia
di Giovanni Tesio
editore: Interlinea
pagine: 96
«Dormono le parole dentro i libri» scrive Giovanni Tesio. Scritti in piemontese, questi versi che escono per gli 80 anni dell'autore affondano le radici nella lingua della memoria e dell'appartenenza, ma parlano a ogni lettore oltre i confini geografici e culturali, dimostrando tutta la libertà possibile dentro il campo ben perimetrato del sonetto, dimostrazione di un'ulteriore fedeltà, alla letteratura innanzi tutto. I testi di Vita mia si muovono tra i grandi temi dell'esistenza: il tempo e la memoria, il silenzio e la verità, la fragilità del corpo e la tenacia dell'anima. «Mi piace scrivere di cose piccole e nude / che sono come le campane del mezzogiorno / che ascolto con una gioia che non so dire» confida commosso in un testo che pizzica la corda dei sentimenti più sinceri. Nelle pagine di questa raccolta risuonano inoltre l'amore per la bellezza, la passione civile, il senso del limite e una mai spenta sete di conoscenza.Più il tempo passa, sembra dirci, più cresce l'amore per la vita e per la parola che la racconta. Per questo il miglior modo di festeggiare gli ottant'anni dell'autore è affidarsi alla sua stessa voce che continua a parlarci con una vitalità intatta, anche se tutto ciò che si scrive in dialetto è come «le fior d'un mond përdù».
L'ultimo testimone
Il violino della Shoah e la sua storia
di Carlo Alberto Carutti
editore: Interlinea
pagine: 80
La storia del “violino della Shoah”, appartenuto a una famiglia ebrea e finito in campo di concentramento ad Auschwitz.
Le carte di Don Mimì Domenico Rea negli archivi italiani
Autografo 75
rivista: Autografo
pagine: 240
Manoscritti, dattiloscritti annotati, lettere, appunti, ritagli e materiali di lavoro: le carte di Domenico Rea restituiscono il laboratorio di uno degli scrittori più originali del Novecento italiano. Attraverso i documenti conservati negli archivi (Centro Manoscritti di Pavia, Archivio di Stato di Torino, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Fondazione Mondadori, Gabinetto Vieusseux, Fondazione La Quadriennale di Roma, Università degli Studi di Salerno, Centro Studi Michele Prisco, Archivio Guida Editori), questo volume segue il percorso creativo dell’autore, illuminando la genesi delle opere, le relazioni intellettuali, il dialogo costante con la realtà sociale e culturale del Mezzogiorno. Ne viene fuori un’indagine su testimonianze edite e inedite che consente di ricomporre itinerari di scrittura, vicende editoriali e reti di relazioni culturali, aprendo nuove prospettive di lettura sull’opera e sulla figura dello scrittore di Nofi.SommarioAvvertenza dei curatoriPremessa di Franco ContorbiaSAGGIPasquale Sabbatino, Calvino e Rea: rapporti editoriali e dialogo sulla narrativa nella corrispondenza dal 1953 al 1955 Clara Allasia, «Un gomitolo di vere PAROLE»: la corrispondenza fra Italo Calvino e Domenico Rea (1955-1972) Gianni Turchetta, «Non posso scrivere romanzacci»: don Alberto e altri editori nelle carte della Fondazione MondadoriGianfranca Lavezzi, L’amara pietà di Ritratto di maggio in una recensione inedita di Franco AntonicelliSilvia Zopp i Garampi, Rea e il «toscano napoletanizzante» Betocchi attraverso il loro carteggio Nicoletta Trotta, «Ancora una volta ti ho scelto a mio confidente»: Domenico Rea nel carteggio con Luigi SantucciLaura Cannavacciuolo, «È più forte di me questo male di scrivere». Le lettere di Domenico Rea a Libero De LiberoVincenzo Salerno, Le carte di Domenico Rea poeta nell’archivio dell’Università degli Studi di Salerno Lucilla Lijoi, Il taccuino del 1946. Appunti di uno «scrittore di provincia» Margherita De Blasi, Domenico Rea nell’epistolario di Michele PriscoSara Stifano, «La Guida fu un sogno più che una programmazione»: Domenico Rea e la Saletta rossa negli anni sessantaINEDITI E RARILe lettere di Pomilio a Rea al Centro Manoscritti a cura di Vincenzo CaputoTre lettere a Domenico Rea dagli amici Luigi Santucci, Luigi Compagnone e Maria Corti a cura di Nicoletta Trotta ARCHIVIO DELLA MEMORIALucia Rea, Domenico Rea mio padreINSERTO FOTOGRAFICO ABSTRACTS Pubblicazioni del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Domenico Rea
Geografie della fame
Questione alimentare e letteratura (1834-1901)
di Elisa Chiocchetti
editore: Interlinea
pagine: 352
La questione del ventre e della fame, nel secondo Ottocento, diventa uno dei temi privilegiati con cui la letteratura italiana interpreta la modernità. Attraverso un metodo interdisciplinare che intreccia storia dell’alimentazione, inchieste sociali e analisi letteraria, il volume ricostruisce il dialogo tra scienze, società e varie forme narrative durante il periodo dell’unificazione nazionale (1834-1901). Organizzata secondo una duplice chiave di lettura ambientale e geografica – città/campagna, Nord/Sud – l’indagine passa in rassegna autori afferenti a diverse aree: dai rusticali del Lombardo-Veneto agli scapigliati, dai veristi alle voci del realismo napoletano. Emerge una rilettura originale della produzione letteraria di fine secolo, nella quale il paradigma alimentare non solo diventa un modo per comprendere le trasformazioni storiche e culturali dell’Italia unita, ma aiuta a delineare il ritratto dell’homo edens, figura moderna identificabile dalla qualità e dalla quantità del cibo che consuma.
Un santo per amico
Figure spirituali per l’oggi
di Renato Corti
editore: Interlinea
pagine: 296
I santi non appartengono al passato: continuano a parlare, a interrogare, a indicare strade. In queste pagine Renato Corti ci accompagna nell’incontro con sette grandi figure cristiane – da sant’Agostino a Charles de Foucauld, da Teresa di Lisieux a Dietrich Bonhoeffer – cogliendone il nucleo più vivo e attuale. Non ritratti da ammirare a distanza, ma compagni di viaggio capaci di illuminare le domande, le sfide e le speranze dell’uomo di oggi. Ogni capitolo diventa così un invito a riscoprire la fede, il coraggio delle scelte, la forza della speranza e la bellezza dell’amicizia spirituale. «Non si potrebbe vivere in modo felice senza avere un santo per amico» (Renato Corti).
Manzoni sul lago Maggiore
di Raffaele Fattalini
editore: Interlinea
pagine: 80
«La lettura di queste piacevoli e dettagliate pagine ci induce a pensare che Raffaele Fattalini abbia accompagnato Alessandro Manzoni nei suoi viaggi e soggiorni a Lesa, si sia seduto al suo fianco in carrozza, con lui abbia passeggiato in riva al lago o sulla costa del Vergante fino al Sacro Monte di Orta, per viali, vialetti e stradicciole, si sia seduto al tavolo del giardino e intrattenuto a osservare il battello che faceva la spola da e con la Svizzera, abbia ascoltato – con discrezione – le chiacchiere di Manzoni con gli amici e le conversazioni con Antonio Rosmini a Stresa, e ce le abbia diligentemente riferite. Come un fedele amico o un attento segretario ha saputo cogliere nei suoi occhi l’ammirazione per i luoghi che andava visitando, che lo hanno accolto, e che oggi ne conservano la memoria» (Jone Riva). «Un contributo vero, concreto e notevole – e piacevole, che non guasta – alla bibliografia e biografia manzoniana» (Carlo Carena).
Pensare e narrare le nuove forme del lavoro
Nuova corrente 177
rivista: Nuova Corrente
pagine: 128
Questo numero di “Nuova corrente” affronta il tema del lavoro come una delle categorie decisive della modernità: non soltanto attività produttiva, ma forma di esperienza attraverso cui si trasformano soggettività, tecnica e rapporti sociali. I contributi qui raccolti – che spaziano dalla filosofia alla teoria critica e alla letteratura – interrogano il Novecento e il presente: dalla mobilitazione totale teorizzata da Jünger alla riflessione di Benjamin sulla tecnica, dalla crisi dell’utopia socialista nella DDR alle più recenti scritture working class e al capitalismo digitale. Al centro emerge la trasformazione dell’esperienza moderna e contemporanea: precarietà, accelerazione, prestazione permanente, dissoluzione delle identità stabili. Ne risulta una mappa teorica e narrativa delle tensioni del nostro tempo, là dove il lavoro diventa il luogo in cui si misurano libertà e dominio, produzione ed esistenza, emancipazione e alienazione.
Sommario
Micaela Latini e Gabriele Guerra, Premessa. Il lavoro e le sue metamorfosi
Ubaldo Fadini, Le stanchezze contemporanee e l’orizzonte narrativo
Valentina Serra, Le «bestie del proletariato». Rappresentazioni zoomorfe del lavoro nella Repubblica di Weimar
Maurizio Guerri, La guerra come «tradimento della tecnica». Su Walter Benjamin ed Ernst Jünger
Raul Calzoni, Dalla fabbrica al palcoscenico: il lavoro come simbolo e utopia nella letteratura della DDR
Giorgio Fazio, Il significato politico della nuova letteratura working class. Il caso Didier Eribon
Daniele Balicco, Ribellarsi è giusto. Normazione digitale e pirateria: la lotta di classe nell’era del dark web
Abstracts
Notizie sugli autori








