Interlinea
Natale di guerra a Gaza
Interviste, omelie e immagini
a cura di Papa Francesco Jorge Bergoglio, Ibrahim Nino, Pierbattista Pizzaballa, Valerio Rossi
editore: Interlinea
pagine: 112
«Qui Dio piange con gli occhi dei bambini» ha detto padre Gabriel Romanelli, di recente ferito negli attacchi alla chiesa cattolica di Gaza. È una terra devastata dal dolore e dalla morte. Qual è il senso del Natale in una situazione di questo genere in cui tutto sembra portare alla disperazione? Sono raccolte in queste pagine testimonianze che ci giungono dalla città di Gaza, dove nonostante tutto non si vuole cedere alla disperazione. È una piccola comunità sempre all’opera quella che vive il ricordo della natività in questa città, sostenuta dalla certezza – espressa dal patriarca Pizzaballa – che «un bambino è nato per noi e ha riempito di speranza la storia e il mondo intero» e che «dobbiamo custodire i nostri cuori per essere capaci di ricostruire». Il ricavato è devoluto alla parrocchia di Gaza.Con testi del patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e di papa Francesco
Dacci la grazia della tenerezza
Sullo spirito del Natale
di Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio
editore: Interlinea
pagine: 72
La tenerezza, la carezza di Dio: sono le espressioni che ritornano più volte in questi discorsi e scritti che, in occasione del Natale, il cardinale Bergoglio rivolge al suo popolo di Buenos Aires. Un invito a ridestare nel cuore lo stupore davanti alla promessa che quel bambino, il figlio, sarà compagno nel cammino, sarà sempre accanto a ogni uomo per lenire il dolore delle sue piaghe. L'annuncio di un Dio vicino, che "si innamora della nostra piccolezza, che si fa tenerezza per accarezzarci meglio".
I miei Natali Regency
di Jane Austen
editore: Interlinea
pagine: 176
250 anni fa, pochi giorni prima di Natale, il 16 dicembre 1775, nasceva Jane Austen, penultima di otto figli, una delle più famose scrittrici inglesi, antesignana del genere romance oggi tanto di moda. Per lei il 25 dicembre resterà sempre un momento magico, grazie anche alla sua grande famiglia che si riuniva in quel periodo concentrando incontri e visite. Le lettere alla sorella Cassandra, vicina d’età, testimoniano sentimenti e attese durante le feste, tra giochi, segreti, banchetti e balli. Un’antologia dei suoi romanzi propone pagine indelebili su questi pranzi con tacchino e pudding al centro e sui lavori che richiedeva l’organizzazione. Con illustrazioni originali d’epoca, a cura di Linda Poncetta.Con illustrazioni d’epoca.
La croce sui girasoli
Diario di un cappellano sul fronte russo
di Aldo Del Monte
editore: Interlinea
pagine: 304
«C’è un campo di girasoli, poi c’è un’altura sempre battuta dal vento; ecco, appena a valle, c’è il cimitero» ricorda il cappellano militare Aldo Del Monte nel suo tragico diario della ritirata di Russia durante l’ultima guerra, uno dei più intensi della nostra letteratura accanto al Sergente nella neve di Rigoni Stern e alle Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi. Al giovane reduce, rimasto ferito gravemente, un medico prescrive di consegnare alla scrittura l’angoscia di quell’esperienza nel «vallone della morte», per tentare di liberarsene. E lo pubblica pochi mesi dopo la fine della guerra. Don Aldo, nato a Montù Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia del secondo conflitto mondiale, sarà amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento del Concilio Vaticano II; trascorre gli ultimi anni nel paese di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore e dal 2005 riposa nel cimitero dell’abbazia benedettina dell’isola di San Giulio a Pella, in riva al lago d’Orta. In questo libro ci fa comprendere perché «gli uomini hanno avuto paura di quell’ora che batteva sulla steppa» dove su molti di quei settantacinquemila morti ora «veglia una croce gigantesca levata sui girasoli» condividendo con noi, ieri come oggi, «lo sforzo di trovare – anche in mezzo alla burrasca – qualche raggio di luce». Nuova edizione con le lettere di guerra dell’autore e presentazione del generale Francesco Paolo Figliuolo.
Nuova edizione con le lettere di guerra dell’autore, presentazione del generale Francesco Paolo Figliuolo, con una lettera di Don Carlo Gnocchi
Terra d’acque
Novara, la pianura, il riso
di Sebastiano Vassalli
editore: Interlinea
pagine: 152
Uno scrittore racconta se stesso e i luoghi a lui più cari. Le sue storie ripercorrono momenti significativi della storia, dal Seicento della Chimera e della caccia alle streghe, all’Ottocento risorgimentale, fino a tempi a noi più vicini, con un ricordo personale del 25 aprile 1945. L’inventore del gorgonzola, il bandito Caccetta (il don Rodrigo della bassa), l’architetto Antonelli, il poeta “babbo matto” Campana, l’esploratore Ferrandi... sono i personaggi che, grazie alla scrittura di Sebastiano Vassalli (1941-2015), rivivono nella città e nella pianura ai piedi del monte Rosa, dove regna il “riso amaro” di Silvana Mangano, simbolo della fine della civiltà contadina.
La nostra villeggiatura celeste
Poesie 2012-2021
di Pietro Polverini
editore: Interlinea
pagine: 192
Una raccolta di testi inediti di Pietro Polverini (1992-2023), una delle voci poetiche italiane più intense e vertiginose della sua generazione, cresciuta tra analogico e digitale. L’intento è quello di fornire un “ritorno” da quella «vacanza celeste» ossessivamente profetizzata dai versi del poeta. «l’opera di Polverini consiste anzitutto in una profonda meditazione sul senso di scomparsa individuale: anche il suo esordio è un libro sullo sbiadimento e sulla memoria come ricerca ossessiva della parola fino alla dissoluzione. Più che un itinerario, una “vacanza” da cui non tornare, intesa nel senso etimologico di vuoto» (dalla Presentazione di Francesco Ottonello).
Canzoni alla fine
di Iryna Shuvalova
editore: Interlinea
pagine: 152
Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).Con testo originale ucraino a fronte.
Il senso del dono
Alla ricerca del Natale perduto
di Enzo Bianchi
editore: Interlinea
pagine: 148
Una lettura per «entrare di più nel mistero dei misteri, quello del Dio che si fa uomo»: così Enzo Bianchi, monaco laico e scrittore seguitissimo, presenta i testi qui raccolti, tra ricordi d’infanzia in campagna, prime esperienze spirituali e riflessioni sulla crisi contemporanea di tutti noi e della Chiesa stessa. Sono pagine di speranza, fede e solidarietà, grazie alla capacità della festa più amata di adattarsi e rielaborare tradizioni diverse. «La festa del Natale ha assunto un significato antropologico universale, è la festa della nascita e della novità, della fragilità della vita umana e della sua vocazione all’eternità». Una lettura che conforta e sorprende.
Angeli e asfodeli
di Paula Meehan
editore: Interlinea
pagine: 76
Per Paula Meehan, una delle voci più autorevoli della poesia irlandese contemporanea, «la poesia è discorso pubblico, per quanto privato o intimo possa esserne il materiale»: lo testimoniano gli inediti raccolti in questo volume, scritti espressamente per accompagnare due mostre e un concerto, e percorsi da un filo rosso, vale a dire il continuo rispecchiamento fra poeta e mondo, memorie personali e storia collettiva, passato e presente. «I testi di Meehan nascono da un profondo dialogo fra l’io che scrive e il noi cui l’io sente di appartenere. È questa la particolare accezione della sua poesia politica, che muove dall’esigenza di dare rappresentanza a quella comunità in cui è radicata la sua esperienza biografica (i quartieri operai nel nord di Dublino) e che nel tempo si è aperta al confronto con una declinazione del noi ancora più ampia, che comprende il mondo naturale, il non umano, il mito» (dalla Presentazione di Carla Pomarè).
Con testo originale a fronte.
Al figlio del pugile tremano le mani
Storie fragili di scuola
di Andrea Bianchetti
editore: Interlinea
pagine: 128
«Le scuole professionali / sono una terra di niente». Ecco una raccolta di poesie dedicata alla scuola professionale e ai ragazzi incontrati dall’autore nel corso dei suoi anni di insegnamento: studenti spesso sconfitti, persi, smarriti, senza punti di riferimento, a cui è importante far comprendere che «non esiste uno studente di serie A e uno studente di serie B. Tutti, perché esseri umani, hanno diritto alla migliore formazione che possiamo offrire». Le loro difficili storie hanno segnato indelebilmente, e inevitabilmente, anche quella dell’autore, che scrive: «io mi sono accorto, / mi sono accorto di tutti voi. / il mio paradiso portatile».
Una goccia di bene
di Paolo Steffan
editore: Interlinea
pagine: 148
I versi che compongono questo canzoniere, che si sostanzia di una «lirica filosofica, o poesia di pensiero in senso leopardiano», sono testimonianza di un lavoro ultradecennale sul reale, sul tempo, sulla bellezza. Un dialetto antico è in dialogo con l’italiano contemporaneo, nella costruzione di un discorso imperniato sui grandi temi di oggi e di sempre: il lavoro, l’amore, il rapporto uomo-natura, la memoria, il nesso realtà-linguaggio, la ricerca di Dio. La volontà di una voce solida – nuova ma in costante dialogo coi classici – di far ritrovare al lettore «la funzione “sociale”, o piuttosto “religiosa” e sempiterna, della poesia» si sposa con la costante consapevolezza che viviamo in una realtà “frantumata”, in cui forse ci resta «una goccia di bene / lerciato dal male». Con una nota di Rolando Damiani.
Christopher
di Matteo Bianchi
editore: Interlinea
pagine: 112
Christopher è una raccolta poetica ibrida, dolente e insieme precisa, concepita intorno a tre figure portanti: Christopher Channing (artista queer, attore teatrale, creatura notturna, in bilico tra il nudo e la maschera, tra la lingua inglese e la malinconia parisienne), Roberto Pazzi (il maestro, l’intellettuale esemplare, l’ultimo alfiere di una cultura che rifiuta il consumo e la finzione) e Napoleone Bonaparte (non il generale di Austerlitz, bensì il vinto dell’Elba, il nostalgico rifugiato nella propria disfatta). Tre individui diversi per epoca, postura, linguaggio, eppure accomunati da una stessa fragilità irriducibile, da un’identica quanto ostinata resistenza a scomparire del tutto.








