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Arte

Che cos’è mai un bacio?

I baci più belli nella poesia e nell’arte

a cura di Alessandro Barbaglia

editore: Interlinea

pagine: 176

Che cos'è un bacio? e in quanti modi si può baciare? per S. Valentino Alessandro Barbaglia firma un'antologia illustrata con le risposte offerte dalla letteratura, dalla poesia e dall'arte: da Neruda a Dante, da Catullo a De Andrè.

Napoleone a palazzo Avogadro della Motta

Narrazioni d’arte, storia e fantasia da una dimora vercellese

di Paolo Pomati e Luca Villani

editore: Interlinea

pagine: 136

Il 5 maggio 1821 moriva a Longwood House, nella sperduta isola britannica di Sant’Elena nel mezzo dell’oceano Atlantico, Napoleone Bonaparte, già console, poi imperatore dei francesi e re d’Italia, deposto ed esiliato. Alessandro Manzoni, appresane la notizia, lo celebrò nell’ode in cui pose in risalto tanto le gesta quanto la fragilità umana del grande condottiero, interrogandosi retoricamente sulla sua gloria militare («Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza»): una gloria che passò, lasciando terreno alla disperazione, allietata però dalla misericordia divina, che la elevò alla contemplazione della vita ultraterrena.Non è ancora stato scritto un regesto di tutti i luoghi dove passò Napoleone; l’Italia è piena di epigrafi che ne ricordano almeno una breve sosta. Anche Vercelli ne ha una, posta nell’androne di palazzo Avogadro di Collobiano e della Motta, il grandioso edificio che domina via Duomo, l’antica strada dei Nobili; Napoleone dormì nell’appartamento padronale alcune volte e tale presenza bastò per attribuire all’ambiente l’aggettivo “napoleonico”, che per traslato suggerisce valori di grandiosità e di eccezionalità. Queste pagine aiuteranno a conoscere meglio il luogo e a comprendere se la gloria sia transitata e appassita o se sia rimasta in qualche modo imprigionata nelle tappezzerie e nei mobili d’epoca.Ho per la prima volta raccontato la storia di palazzo Avogadro della Motta nel volume Case private, giardini segreti. Vercelli raccontata con la storia e la fantasia, pubblicato da Whitelight nel 2007. Il libro, arricchito dalle immagini di Angela White e dai disegni di Claudio Tambornino, vinse la menzione d’onore al premio Hanbury e fu gratificato da buone recensioni di riviste prestigiose. È stato questo, credo, il motivo per cui Carlo e Miretta Sarasso, gli attuali proprietari dell’appartamento, mi hanno incoraggiato a riprendere gli studi di questo angolo vercellese.Carlo e Miretta hanno da poco concluso la ricreazione scrupolosa del raffinato contesto aristocratico della fine del Settecento, non solo vercellese; un’operazione ben più ambiziosa (e stupendamente riuscita) del semplice lavoro di restauro e di riarredo di una casa. Hanno ritenuto che le mie parole potessero essere utili a produrre un testo a disposizione di chiunque desideri ripassare stralci di storia vercellese e conoscere qualche dettaglio su cui finora poco o nulla è stato scritto.Ancora un’anticipazione per i lettori. Nel libro si troveranno frammenti d’arte, di storia e di fantasia, in un mix di generi che spaziano dal racconto alla scheda di visita al saggio di storia. Mi sono divertito a mescolare le carte per solleticare lo stesso piacere in chi avrà la pazienza di leggere queste pagine, arricchite dalle immagini di Luca Villani, che ha curato con me questo progetto editoriale, di Mauro Porta e di altri contributori. L’analisi non può considerarsi terminata ed esaustiva; rimangono spazi e questioni inesplorati, meritevoli di approfondimento o stimolanti interpretazioni diverse da quelle fornite. È il fascino misterioso e giocoso che sprigiona ogni luogo del cuore.

Filippo Abbiati regista del Barocco in Lombardia

a cura di Filippo Abbiati, Marina Dell'Omo, Filippo Maria Ferro

editore: Interlinea

pagine: 320

Filippo Abbiati (Milano 1640-1715) è stato, insieme con Andrea Lanzani e il Legnanino, tra i maggiori pittori milanesi del secondo Seicento lombardo e ha operato anche a Novara.Per la prima volta si raccolgono gli studi e le opere su questo gran regista del Barocco lombardo, tra committenze pubbliche e collezioni private, con inediti e novità provenienti dai documenti ritrovati. Si offre l’attività grafica e il catalogo dei dipinti con notizie dalle quadrerie private oltre a una rassegna delle opere perdute, disperse e non identificate. Infine un regesto dettagliato. «La sua inclinazione a un barocco sontuoso, che aveva caratterizzato con convinzione l’avvio ceranesco e alimentato la sua vis drammatica, verrà presto archiviato per dar luogo e voce alle orchestre dello Spatbarock e a una fioritura che tocca, con la Lombardia e l’Italia Settentrionale, l’Europa tutta, in una koinè di linguaggio tanto estesa da rammentare per diffusione solo il precedente del gotico fiorito. Le grandi macchine allestite da Filippo Abbiati, l’azzardo della sua regie e dei suoi effetti speciali sembrano trascorrere nell’oblio. Eppure una premonizione, quasi una profezia vichiana, rimane sospesa, attiva e tenace, tra le navate del Duomo, in palazzi e cattedrali romaniche, sul sito del carcere di Zebedia e attorno al monile barbarico di Monza: in attesa della coppia Manzoni-Hayez» (Filippo Maria Ferro).

Gioielli su carta

Ricchezze dorate fra disegni e cartoline: da Valenza all’Italia

a cura di Walter Fochesato, Riccardo Massola

editore: Interlinea

pagine: 84

Esistono “gioielli su carta” capaci di far sognare chi li osserva. Sono gioielli disegnati su cartoline, locandine, copertine, pagine di periodici che talvolta, fiammeggiando, s’impongono all’occhio di chi guarda e altre volte tendono a sfuggire e si nascondono, quando spille o diademi si mescolano alle vesti e si rendono quasi indistinguibili. Ma esistono anche, negli archivi delle aziende orafe, disegni di gioielli che raccontano la storia di persone e oggetti d’arte che insieme dan­no valore al lavoro e alla creatività di generazioni, alimentando un im­maginario collettivo legato all’oro che ha Valenza come capitale italiana. Questi “gioielli su carta” sono per la prima volta raccolti insieme in un catalogo in cui il bello e il vero si fondono in un’atmosfera preziosa che non è soltanto legata al mondo della moda e del costume ma è anche storia di una città, Valenza, e della sua tradizione orafa.

Il campanile scocca la mezzanotte santa

Le poesie di Natale che abbiamo letto a scuola

a cura di Pino Boero, Walter Fochesato

editore: Interlinea

pagine: 152

«Il campanile scocca la mezzanotte santa» è uno dei ritornelli natalizi nell’orecchio di chi è stato bambino dal dopoguerra fino agli anni settanta e ottanta. Dai libri di lettura delle scuole elementari ecco un gioco della memoria e dell’immaginario collettivo. Chi non ricorda le poesie di Gozzano, Ada Negri, Rodari o Piumini? Molte sono raccolte in questa antologia, con le illustrazioni originali, su Gesù Bambino, presepe, albero di Natale, befana e anno nuovo. A ridarci un’infanzia mai perduta.

Sogno di una notte di Natale

di Marc Chagall

editore: Interlinea

pagine: 80

«Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo. Deve afferrare qualcosa di inafferrabile» ha scritto Marc Chagall, artista che ha assimilato tre culture – ebraica, russa e occidentale – che in questa raccolta producono una grande suggestione legata al tempo del Natale e della maternità. Una sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia, che esercitò sempre un grande fascino su di lui. Esse rivelano un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle scritture anche grazie all’originalissimo uso cromatico, perché «tutti i colori sono gli amici dei loro vicini e gli amanti dei loro opposti».

Piture parolà

Arte in poesia

di Giovanni Tesio

editore: Interlinea

pagine: 128

«La rappresentazione verbale del mondo impli­ca una massiccia dose di figurazione»

Quando cade la nebbia nasce l’infinito

Nuove poesie milanesi

di Massimo Bettetini

editore: Interlinea

pagine: 80

Dal poeta psichiatra di La luna nel Naviglio. Milano in poesia, una nuova raccolta di impressioni ambrosiane in cui gli scorci della città diventano specchi in cui svelare noi stessi. Da corso Magenta a San Cristoforo, dove «La rugiada ha bagnato lo scontrino / sopra il ponte arrugginito», fino a «L’ululato della morte / parla ancora sull’Alzaia / servito e levigato / dal cameriere in livrea». E «Quando su Milano / cade la nebbia / nasce l’infinito»; così la metropoli dei grattacieli diventa un piccolo presepe, dove «le strade si sciolgono al passato / il barbone diventa sindaco».

La chiesa di Santa Maria di Loreto e la confraternita di Santa Marta di Arona dai Borromeo a oggi

Storia, restauro e valorizzazione

a cura di Sergio Monferrini, Ivana Teruggi

editore: Interlinea

pagine: 256

Le Associazioni culturali aronesi con questo volume dedicato alla chiesa di Santa Maria di Loreto o di Santa Marta hanno voluto contribuire alla valorizzazione di uno dei beni più importanti e cari della città di Arona. I curatori e gli autori hanno inteso riattribuire «sapore e verità a ogni sua pietra», facendo riaffiorare dai documenti d’archivio i nomi di architetti, scultori, pittori, scalpellini, stuccatori, artefici della sua bellezza. Accanto al protagonismo dei promotori, il cardinale Federico Borromeo e la madre Margherita Trivulzio, appare con evidenza l’impegno di tanti aronesi e della confraternita che per secoli se ne prese cura. I lettori potranno apprezzare così la splendida ed elegante facciata di pietra, la sobria architettura interna, i quadri che ne ornano le pareti, l’altare ricco di marmi preziosi e di statue, e la rustica semplicità che si respira all’interno della Santa Casa e che invita alla preghiera e alla meditazione.

Castello di Masino

Catalogo della Biblioteca dello Scalone - vol. IV: S-Z e indici

a cura di Lucetta Levi Momigliano, Laura Tos

editore: Interlinea

pagine: 504 + XXXII

Ecco il quarto volume del Catalogo della Biblioteca dello Scalone del Castello di Masino. Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, con Decreto del 28 maggio 1988, aveva definito la raccolta libraria custodita nel Castello Valperga di Masino «di eccezionale interesse artistico, storico, culturale», e l’aveva sottoposta a tutte le disposizioni di tutela stabilite dalla legge. A partire dal 1988, fu possibile iniziare la pulitura, il riordinamento e la catalogazione informatizzata di circa 25 000 volumi. La raccolta libraria è frutto di un collezionismo di alto livello rappresentato, sin dall’inizio del XVII secolo, dai personaggi più importanti della famiglia Valperga, sempre aggiornati sulla cultura scientifica e letteraria del loro tempo e in contatto con l’intellettualità della corte sabauda e delle altre corti europee. Il Catalogo è uno strumento importante per la diffusione della conoscenza delle memorie di una tra le più prestigiose famiglie aristocratiche subalpine e per l’approfondimento delle ricerche sulla storia del Piemonte. La schedatura dei singoli volumi è stata condotta dalla bibliotecaria del Castello che ha prestato attenzione ai singoli esemplari individuando ex libris, firme di possesso, dediche, e ogni possibile notazione utile a ripercorrere il filo delle collezioni, il gusto e la cultura dei singoli committenti.

L’arte di Gaudenzio Ferrari tra Novara e Varallo Sesia

a cura di Franco Giulio Brambilla, Raul Capra, Casimiro Debiaggi, Filippo Maria Ferro, Guido Gentile, Pier Giorgio Longo, Carlo Maria Scaciga, Giovanni Testori

editore: Interlinea

pagine: 160

In occasione della rinnovata attenzione verso Gaudenzio Ferrari sono raccolti, su iniziativa dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, interventi dedicati al pittore e scultore valsesiano del nostro Rinascimento pubblicati nel corso degli anni sulla rivista “Novarien.” e in edizioni collegate nel catalogo di Interlinea.

Caravaggio. Natività

a cura di Andrea Camilleri, Filippo Maria Ferro

editore: Interlinea

pagine: 64

«Ne li occhi di Maria tutta la malinconia e la pena di me medesimo che pigliami a sera isguardando lo mare da la finestra» immagina Andrea Camilleri che Caravaggio annoti sul suo diario a Messina mentre dipinge l’Adorazione dei pastori, uno dei suoi capolavori in una Sicilia dove realizza un’altra Natività che sarà poi trafugata dalla mafia. La riscopre con altre suggestioni di buio e colori rossi questo piccolo libro a cura di un critico cresciuto sotto l’ala di Giovanni Testori, Filippo Maria Ferro.

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