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Tutto su: Poesia

L'opera poetica

Con indediti

di Giovanni Orelli

editore: Interlinea

pagine: 720

In un solo libro l’intera opera di un autore di cui non si può fare a meno perché come pochi altri ha saputo raccontare in poesia la sua svizzera tra valli e città, l’amore familiare tra eros e thànatos e la passione per i libri. Giovanni Orelli (1928-2016) è stato «scrittore versatile e uomo intero», ma anche «poeta-profeta», come lo descrive Pietro Gibellini nell’introduzione. Partendo dalla narrativa e dalla critica militante è arrivato alla poesia con una parola che sempre salva perché «guizza dal cervello al cuore».

Stupro di guerra

di Mariastella Eisenberg

editore: Interlinea

pagine: 72

Lo stupro di guerra è arma antica che continua ad essere usata sotto ogni cielo e con continuità, vittime le donne, e non solo; soprattutto non una sola volta, perché il frutto della violenza le costringe a negarsi come madri diventando matrigne della propria carne. Questo è, forse, l’aspetto più atroce della violenza subita, rivederla continuamente nell’innocenza dei figli partoriti, incolpevoli e colpevoli di esistere. Ecco il tema del libro di Mariastella Eisenberg, declinato nell’antichità attraverso Andromaca, già sposa di Ettore e madre di Astianatte, e poi come schiava di Pirro madre di Molosso; fino ai giorni nostri attraverso Amina, vittima di Boko Haram e madre anch’ella di una bambina senza nome.    

Macbeth

di William Shakespeare

editore: Interlinea

pagine: 288

La tragedia più cruenta e ambigua di William Shakespeare – a partire da personaggi complessi come Lady Macbeth – torna in un’edizione del tutto nuova in Italia: nella traduzione (di Roberto Piumini) e nell’apparato di immagini (tavole di Salvador Dalí). L’opera mette in scena gli effetti fisici e psicologici devastanti provocati da un’ambizione politica volta all’interesse personale, sullo sfondo di sentimenti umani complessi e universali: «l’amore che ci è dato, qualche volta, è un po’ molesto: ma poiché è amore lo si gradisce sempre».

L’ordine invertito delle cose

di Luca Dell'Omo

editore: Interlinea

pagine: 136

«Questo secondo libro di Luca Dell’Omo, pur nell’ordine senza logica apparente che immediatamente vi si coglie, non è una raccolta di poesie, ma un libro di poesia in cui l’insieme – nella sua fitta rete di richiami e corrispondenze – conta di più della singola parte o della singola lirica. […] Luca Dell’Omo compie in uno “specchio frantumato” del reale un “viaggio allucinato” nella propria geografia mentale (sia spaziale sia temporale), tra buchi, vuoti, spazi minimi e spazi illimitati. Il grande tema del viaggio, seppur molto metaforizzato («vado avanti nonostante», «cammino lungo questo muro» ecc.), è emblematico per la sua “ricerca di senso”, è un viaggio che dal particolare si fa universale, divenendo specchio per il lettore ed essendo perciò rappresentativo per quello di ogni individuo nel suo cammino esistenziale» (dall’Introduzione di Franco Musarra).

La cospirazione dei tarli

L’universo di don Chisciotte

di Andrea De Alberti

editore: Interlinea

pagine: 80

«Ho tolto il suo peso a un uomo perduto»: La cospirazione dei tarli può essere letto come una biografia poetica di Cervantes. I tarli non sono quelli in una vecchia edizione del Don Chisciotte: sono tarli mentali eppure reali. Infatti questo libro racconta anche la storia di Francesco Pacheco, quel pittore che dipinse tutti i più grandi personaggi spagnoli del suo periodo a eccezione di Cervantes. La ragione è curiosa: Pacheco era ossessionato dal rumore dei tarli nella tela e non riuscirà mai a terminarne l’opera. Spetterà così solamente a Cervantes costruire passo dopo passo la sua vicenda personale e letteraria attraverso la figura del Chisciotte, perché «chi tradisce una segreta abitudine è sotto minaccia di una stagione di fuoco».

Mandato a memoria

di Stefano Pini

editore: Interlinea

pagine: 96

«La piega dei fogli che ho letto» e un «labirinto tra i campi» sono le tracce di un ritorno all’origine delle parole che Stefano Pini compie provando a esprimere l’indicibile che è il nervo sempre scoperto della poesia. È un tempo della memoria, proiettata nelle ombre del contemporaneo, da mappare come un reticolo urbano in una Milano dove «accadevano seconde e terze vite». Luoghi, paesaggi e città, personaggi misteriosi e ossessioni di una modernità cresciuta sulle macerie del muro di Berlino e approdata alla stentorea fissazione digitale si incontrano in un pendolarismo imperfetto tra metropoli e provincia, privato e pubblico. In questo «tempo sospeso» la parola riesce a far riemergere i lettori, come palombari dalle profondità, anche se nessuno spiega questa «azione sacra / che spera».

Nìvole da prim. Nuvole di primavera

di Remigio Bertolino

editore: Interlinea

pagine: 144

«Il suo è un mondo di silenzi, di solitudini, di nudità. Persone e voci che parlano dicendo la loro vita, aggrappandosi ai loro sentieri, descrivendo le loro abitudini, esprimendo le loro afflizioni, ma anche annunciando le loro redenzioni» scrive Giovanni Tesio a proposito di queste Nìvole da prim (Nuvole di primavera), libro di Remigio Bertolino che segna la sua piena maturità letteraria perché «con coerenza estrema e consapevolezza discreta è il poeta che più di ogni altro riesce oggi ad allineare la poesia in piemontese ai risultati della più provve­duta (e pur nei suoi limiti, più nota) poesia in lingua».

Suite Etnapolis

di Antonio Lanza

editore: Interlinea

pagine: 128

Che cos’è il conflitto di classe nell’epoca post­ideologica? Per trovare tracce di risposta questo libro ci porta dentro la vita di Etnapolis, centro commerciale ai piedi dell’Etna progettato da Massimiliano Fuksas, durante la crisi economica che ha connotato i primi anni del nuovo millennio. Sistema materiale e metafisico, il centro commerciale ridefinisce spazi e tempi dell’esistenza secondo le necessità del consumo e del profitto. Ma alla voce meccanica di Etnapolis si alterna quella dei lavoratori con un retroterra di affetti e una storia “altra”. Raccontando questa polifonia dell’annichilimento nel suo esordio letterario, Lanza ci restituisce, nel finale dell’opera, un elemento estraneo, irriducibile ai principi che ne regolano il funzionamento e il senso, in grado di creare una possibile liberazione dalla «antica offesa all’uomo».Si può fare poesia su un centro commerciale? La risposta di Lanza su "Etnapolis"

Omonimia

di Jacopo Ramonda

editore: Interlinea

pagine: 144

Il tema dell’identità e dell’omologazione nella società contemporanea è al centro del libro di Jacopo Ramonda. L’autore s’interroga su una dicotomia forse soltanto apparente: da un lato il diffuso senso di spaesamento interiore in una società caratterizzata da una condizione di precariato che va ben oltre la sfera lavorativa; dall’altro il culto della personalità nell’epoca dei social network, che esalta e spettacolarizza la presunta unicità di ogni individuo, come in un talent show della mediocrità, finendo invece per alimentare conformismo e massificazione. È un piccolo viaggio dai «nomi» all’«omonimia»; cioè dal tentativo di difendere un’identità, o ciò che resta di essa, alla resa e alla totale omologazione.

Sibilla Aleramo

Una donna nel Novecento

di Giovanna Ioli

editore: Interlinea

pagine: 168

«Ho fatto della mia vita il capolavoro che avevo sognato di creare con la poesia». Così scrive in uno dei suoi Diari Sibilla Aleramo, che espresse quel “sogno d’amore” in una pluralità di generi letterari destinati a segnare l’inizio di un nuovo modello di emancipazione femminile. Per la sua modernità, per la diffusione che ebbe anche all’estero, per i rapporti con i maggiori autori del suo tempo, per l’impegno civile nel rivendicare pari opportunità per le donne, ebbe una stagione di grande intensità rispetto a quella che oggi si deve registrare. «È tempo di fare giustizia alla scrittrice», scriveva Maria Corti, e non fu la sola voce che si alzò per testimoniarlo. L’orchestrale pluralità dei saggi compresi in questo volume ha proprio questo intento: mettere in chiaro le rotte principali dell’opera di Sibilla Aleramo, lo stile, la lucidità e il coraggio che esprime attraverso i «viottoli della scrittura», per riaffermare con autorevolezza la sua importanza nel quadro storiografico della storia letteraria del Novecento.

L'impazienza

di Renato Pennisi

editore: Interlinea

pagine: 88

«Abbaglia il bianco della pagina» dove «le storie i libri si consumano» in questi testi di Renato Pennisi che consiglia: «per meglio vedere occorre mettersi distanti». Lo fa a partire da «tutte le cose mai possedute» nella sua Sicilia, terra di simboli, mare, donne e segreti. È un racconto lirico e interiore in cui «la sorpresa fermatasi sul volto / descrive storie giunte da lontano».

Traduzione e poesia in Luciano Erba

Autografo 56

rivista: Autografo

pagine: 136

Il numero offre un ritratto di Luciano Erba, poeta, francesista e traduttore, muovendo dall’archivio affidato al Centro Manoscritti di Pavia. Le carte e i documenti, descritti nella Vetrina da Federico Milone, illuminano la storia interna ed esterna del suo lavoro: lo mostrano i contributi critici dello stesso Milone sulla genesi del Prato più verde (1977) e di Samuele Fioravanti sulla raccolta L’ippopotamo (1989), cui si affianca il saggio di Anna Stella Poli sulle traduzioni. Roberto Cicala, Arnaldo Di Benedetto ed Emilio Isgrò, nell’Archivio della memoria, tracciano segmenti complementari di un ritratto dell’intellettuale e del poeta, attraverso schegge di vita privata e riflessioni critiche. Dal ricco corpus epistolare di poeti, amici, critici ed editori, vengono proposte, a cura di Annamaria Azzarone, ventidue lettere inedite di Gianfranco Contini, segnate dalla consueta vivacità linguistica del mittente, ricca di allusioni culturali e no, testimonianza del legame di stima e amicizia tra il critico e il poeta.

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