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Storia

Panettone

I segreti di un dolce per tutte le feste

di Carla Icardi e Andrea Tortora

editore: Interlinea

pagine: 112

Il successo del panettone ha richiesto tempo, molti secoli. In questo libro sono svelati i segreti della sua storia con caratteristica forma a cupola, le ricette tradizionali e trasgressive, l’iconografia

Il sapere che resta

Memoria e comunità: Madonna del sasso tra Otto e Novecento

di Filippo Colombara

editore: Interlinea

pagine: 208

La memoria degli uomini e delle donne dei borghi di Madonna del Sasso, vissuti in veri e propri «paesi di mezzo» tra montagna, lago, collina; memoria assemblata attraverso interviste orali e documentazione d’archivio.

Pellegrini in terra novarese. Un’antologia di testi di Dorino Tuniz

Novarien. 50

rivista: Novarien.

pagine: 168

Il numero 50 della rivista “Novarien.” dedicata a Dorino Tuniz

Brigantaggio italiano

Considerazioni e studi nell’Italia unita

di Marco Vigna

editore: Interlinea

pagine: 560

Un libro sul fenomeno del brigantaggio nell'Italia Unita, con presentazione di Alessandro Barbero. Un vivido ritratto del Meridione nell’Ottocento, tra galantuomini, veri e propri burattinai delle compagnie brigantesche, cafoni e semplici cittadini vittime delle violenze, con uno sguardo originale su un problema attualissimo e irrisolto: quello delle mafie.

Quaderni borromaici 7

Saggi, studi, proposte

rivista: Quaderni Borromaici

pagine: 200

Il Borromeo […] poteva vantare come rettore Cesare Angelini, poeta e scrittore e raffinato manzoniano

L’allenatore ad Auschwitz

Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager

di Giovanni A. Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 128

Calcio e discriminazione: la storia di Árpád Weisz il grande allenatore degli anni trenta che scoprì Giuseppe Meazza, costretto dalle leggi razziali dai campi di calcio italiani al lager.

Il Duomo di Novara: 150 anni di storia

Novarien. 48-49

rivista: Novarien.

pagine: 232

DEDICATO A Agostino Temporelli, Per Dorino Tuniz. Profilo e memoria   IL DUOMO DI NOVARA: 150 ANNI DI STORIA Paolo Mira, Il Duomo di Novara. Considerazioni sul tempio “imperfetto” di Alessandro Antonelli Mario Perotti, La costruzione del Duomo antonelliano e la formazione del consenso/dissenso Franco Dessilani, Le vicende dell’atrio della cattedrale. Dal cimitero al quadriportico antonelliano Giampietro Morreale, Novara da città chiusa a città aperta Walter Ruspi, Il Duomo antonelliano: le sofferte decisioni del Capitolo dei canonici COMUNICAZIONI Marina Dell’Omo, Quasi un finale di partita: Giuseppe Argenti nella cattedrale di Novara, 1867-1869 Marina Dell’Omo, Filippo Abbiati a Novara, “oltre” i teleri di san Lorenzo: ritratti per la cattedrale Ivana Teruggi, Arte per devozione. Due opere mariane quattrocentesche nell’antico Duomo di Novara e i danni al campanile nel 1625 Susanna Borlandelli, Il pittore Vitale Sala a Novara: una meteora nella cultura figurativa di primo Ottocento Paolo Mira, Un altare nuovo per il Duomo: da Antonelli a Thorvaldsen. Influssi e protagonisti del Neoclassicismo a Novara TESTI E DOCUMENTI Elisabetta Filippini, Alcuni documenti novaresi negli Instrumenta Miscellanea dell’Archivio Segreto Vaticano (secoli XIII-XIV)  

Tra santi e città

Luci e ombre del Medioevo

di André Vauchez

editore: Interlinea

pagine: 400

André Vauchez torna con un libro che è sintesi dei suoi maggiori studi sulla storia religiosa del Medioevo, indagando diversi aspetti della spiritualità occidentale: dalla concezione della santità all’importanza di pellegrinaggi, santuari e luoghi sacri, con approfondimenti sulla storia delle città, delle religioni civiche e dei rapporti tra le grandi fedi monoteiste. Un affascinante itinerario storiografico, che abbraccia l’intero spazio temporale del Medioevo, tra Francesco d’Assisi, Gregorio IX, il culto di san Gennaro a Napoli, la Roma dei pontefici e la Gerusalemme delle crociate, incontrando visionari, mistici, profeti d’Italia e di Francia. La spiritualità studiata da Vauchez, spiega Giancarlo Andenna, è la «spiritualità popolare», che «non ha alcun rapporto privilegiato con il mondo ecclesiastico, ma si allarga all’intero mondo dei laici, donne comprese». È la dimensione religiosa dell’uomo, nella sua interezza, a emergere da queste pagine. Un tema che, tra luci e ombre, non smette di parlarci anche della nostra contemporaneità perché, scrive lo storico francese, con «le trasformazioni degli ultimi vent’anni […] l’importanza dei fattori religiosi nella vita politica, sociale e culturale dell’Europa e del mondo, ben lungi dal diminuire, non ha fatto che crescere».

Quaderni borromaici 6

Saggi Studi Proposte

rivista: Quaderni Borromaici

pagine: 272

Tutti gli studenti del Borromeo lo ammiravano [Cesare Angelini], avvertendone il fascino e il prestigio: ci aiutava a non sottovalutare la realtà quotidiana, a ben valutare la cultura, a rispettare la memoria letteraria, a compiere con rigore i doveri dello studio. Aveva una straordinaria capacità educativa: aveva la virtù rara di saper stare con i giovani, non prevaricava mai, non era autoritario ma era di straordinaria autorevolezza. Aveva creato una singolare comunità di giovani speciali. Per esempio, il primo anno che io ero a Pavia, era al suo ultimo anno Emanuele Severino, anche lui bresciano. Severino suonava l’armonium alla messa di Angelini e suonava molto bene il pianoforte: in quegli anni era anzi indeciso se scegliere, dopo la laurea, la strada di pianista; in ogni caso, nel suo fare e parlare si avvertiva già allora la singolarità, la genialità. Parecchi degli studenti del Borromeo di allora sono diventati cattedratici in diverse discipline, Medicina soprattutto, poi Diritto e Chimica: insomma, il collegio formava buone squadre. Mino Martinazzoli  *** SOMMARIO Giorgio Mariani, Centosessant’anni dalla nascita di Contardo Ferrini. Il santo nelle parole di Cesare Angelini Alberto Lolli, La vita: un’opera d’arte da scoprire   SAGGI Emilio Manzotti, Noterelle pascoliane: ancora sul Gelsomino notturno Franco Rota, Configurations of Points in Algebraic Geometry Camilla Barbieri, Giustizia e immigrazione: un argomento per i confini aperti Giorgio Ficarelli, Identità dell’opera d’arte: struttura logica del fare artistico Ezio Barbieri, Il contesto documentario latino per comprendere i cimeli in arabo (secc. XV-XVI) dell’Archivio di Stato di Milano Federica Gamba, Sul trattamento dell’aumento in Omero: l’esempio di Odissea Francesca Crugnola, Il lamento di Ide e Giocasta e la marcia funebre delle Argive nella Tebaide: le donne si impossessano della scena tebana Eleonora Litta, On the use of Latin -bilis adjectives across time Mauro Campello, La “mano benedicente” fra depositum fidei e segno neurologico Federica Zampedri, L’atomo di Lucrezio: traduzioni e disposizioni semantiche nel De Rerum natura   SCAFFALE BORROMAICO Giovanni Bazoli, Lectio magistralis Francesco Bono, Martinazzoli «a debita distanza» Le note a Manzoni nel solco di Angelini Mario Pisani, Pietro Custodi espulso dal Borromeo e un rigoroso Manifesto disciplinare Giovanni Caravaggi, Per Giuseppe Mazzocchi (1960-2017)   BANCARELLA BORROMAICA Giuseppe Mazzocchi, Molte sono le strade (Nina Buffagni) Marco Sonzogni, Passaggi. Poesie e prose poetiche (2014-2017) (Andrea Giansante) Massimo Bocchiola, Marco Sartori, La battaglia di Teutoburgo (Eleonora Maiello) Franco Pierno, La parola in fuga. Lingua italiana ed esilio religioso nel Cinquecento (Roberto Zambiasi) Jeremy J. Baumberg, The Secret Life of Science (Dean Kos) Gli autori Abstract ***ABSTRACT   

Zixu 3

Studi sulla cultura celtica di Golasecca

rivista: Zixu. Studi sulla cultura celtica di Golasecca

pagine: 92

“Ziχu. Studi sulla cultura celtica di Golasecca” torna con questo terzo fascicolo a raccogliere indagini e ricerche inedite sulla civiltà diffusasi in area padana – e in particolare tra le Alpi, il Po e il lago Maggiore – tra il IX e il IV secolo a.C, in una rassegna sui più recenti risultati della ricerca archeologica. Il numero III di “Ziχu”, in particolare, intende offrire uno sguardo sulla fase denominata Golasecca III A (500-350 a.C.), l’ultimo stadio della civiltà golasecchiana precedente l’affermazione della cultura di La Tène portata dai Galli transalpini. I diversi saggi raccolti propongono inoltre una riconsiderazione delle basi culturali nell’area padana dalla prima età del Ferro al tramonto della cultura di Golasecca, presentando i risultati di indagini archeologiche condotte a Bergamo, a Sesto Calende, nonché dati di archivio e studi di materiali museali.

Scritti sul Piemonte orientale

a cura di Carmen Aina, Gian Carlo Avanzi, Gian-Luigi Bulsei, Giorgia Casalone, Cesare Emanuel, Paolo Ghinetti, Maria Napoli, Paolo Pomati, Davide Porporato, Claudio Rosso, Marcello Tadini

editore: Interlinea

pagine: 184

Questo volume conclude in bellezza i festeggiamenti del ventesimo anniversario di fondazione dell’Università del Piemonte Orientale, aperti il 2 febbraio 2018 dal mio predecessore, professor Cesare Emanuel. Queste celebrazioni non si esauriscono in riti di aggregazione e in operazioni di memoria nostalgica, ma evolvono in occasioni per narrarsi, per riflettere su ciò che è stato compiuto e per pianificare il futuro dell’istituzione. Non a caso il mio intervento durante la cerimonia del passaggio di consegne rettorali si intitolava L’UPO che verrà: un Ateneo che trarrà linfa dai risultati fin qui realizzati e si proietterà in una visione in cui l’ambizioso progetto di identificare il territorio con la propria Università (il Multicampus) si espanderà a scale sempre più estese (l’Open Campus), coinvolgendo attivamente gli attori locali in contagiose collaborazioni, in dialoghi innovativi, in strategie internazionali.Il fertile terreno che permette di prefigurare un programma così importante è stato preparato in questo ventennio e il libro racconta come i frutti già raccolti abbiano lasciato condizioni ottimali per ulteriori e copiose mietiture. Cesare Emanuel riassume bene nella sua Introduzione i processi che hanno consentito ai due cardini di riferimento, l’Ateneo e il territorio che lo ospita, di dialogare, interagire e conferire identità a una regione non più codificata, come avveniva nel passato, dai fenomeni naturali, dalla storia e dai governi. Questi processi pretendono requisiti di partenza, strategie in itinere ed esiti che i saggi del volume illustrano da molteplici angolazioni: storica, geografica, economica, etnografica, sociologica e linguistica. Ne deriva un bouquet fragrante di sollecitazioni che costituiscono la pietra angolare del Piano strategico del prossimo sessennio dell’Università, aperto alle istituzioni, al sistema economico-imprenditoriale, alle associazioni, a chiunque desidererà interagire nella fierezza di essere un piemontese orientale. È, appunto, la bellezza dell’Open Campus.

Scalfaro dalla Costituente al Quirinale

Cinquant’anni di storia italiana

a cura di Giovanni A. Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 192

La memoria collettiva su Oscar Luigi Scalfaro è indissolubilmente legata al suo settennato presidenziale, uno dei momenti più intensi e turbolenti della storia dell’Italia repubblicana. È in quella fase di transizione, di emergenza economica, di crisi politica e istituzionale, che la figura del Presidente Scalfaro emerge come pilastro a difesa della nostra Costituzione, dell’unità nazionale e delle prerogative del Parlamento. Ma la storia politica di Scalfaro affonda le sue radici nella storia stessa della Repubblica, in un lungo e prestigioso percorso politico: dalla militanza nell’Azione Cattolica all’Assemblea Costituente, dall’elezione ininterrotta alla Camera dei Deputati per ben undici legislature a importanti incarichi ministeriali. Questo libro rappresenta un primo contributo alla ricostruzione della biografia politica di Oscar Luigi Scalfaro, senza dimenticarne la dimensione sociale, umana, spirituale. L’impegno per la legalità, contro le mafie e la corruzione, la passione civile nella difesa della Resistenza e del movimento di liberazione sono ricostruite da studi e testimonianze che offrono nuova luce su un autentico protagonista della nostra storia repubblicana, la cui etica della politica emerge chiaramente da un suo testo inedito dedicato ad Alcide De Gasperi. «Tutto mi ha conquistato, tutto è richiamo alla responsabilità» scrive Scalfaro del grande statista democristiano: un richiamo alla responsabilità che non smette di essere attuale.

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