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Storia

Mafia. Punto e a capo

Ripartire dalla coscienza

di Massimo Savastano

editore: Interlinea

pagine: 136

Lottare contro la mafia significa battersi per il primato della persona umana quale principale valore da garantire e tutelare.

Guido Cantelli

Il direttore d'orchestra entrato nel mito

di Mario Giarda

editore: Interlinea

pagine: 48

Il 24 novembre 1956 moriva, in una sciagura aerea a Orly, Guido Cantelli, il giovane musicista novarese che da una settimana appena era stato nominato direttore stabile dell'orchestra del Teatro alla Scala.

Lisàndar

Sandro Bermani: il sindaco poeta

di Mauro Begozzi

editore: Interlinea

pagine: 48

Poeta, musicista, avvocato, sportivo, tifoso, buongustaio, pittore, giornalista, militante e dirigente politico, amico, esempio e, su tutto, novarese tra i novaresi.

Io mi sono salvato

L'Olocausto del Lago Maggiore e gli anni dell'internamento in Svizzera (1943-1945)

di Aldo Toscano

editore: Interlinea

pagine: 280

Nei giorni immediatamente successivi all’armistizio, tra il 15 settembre e l’11 ottobre 1943, sulla sponda occidentale del lago Maggiore i soldati del primo battaglione SS del secondo reggimento della divisione corazzata Leibstandarte “Adolf Hitler” compirono uno dei più efferati eccidi di ebrei in territorio italiano. Ad oggi le vittime accertate sono 57, uomini, donne, vecchi e bambini, implacabilmente rintracciati e immediatamente sterminati. I contorni della strage emersero in tutta la loro tragica evidenza, soltanto nel 1963, grazie all’indagine condotta da Gerhard Wiedmann sull’attività del capitano delle SS Theodor Saewceke, prese avvio un’istruttoria giudiziaria che si concluse con un processo contro i maggiori responsabili dell’eccidio che venne celebrato nel 1968 a Osnabrück. Dopo 61 udienze e l’escussione di 180 testi, gli ufficiali vennero condannati all’ergastolo e i due sottoufficiali a pene minori. Nell’appello svoltosi il 17 aprile 1970, la corte suprema di Berlino li mandò assolti, con la stupefacente motivazione dell’avvenuta prescrizione dei termini. Si tratta non solo di un omaggio alla figura di chi con tenacia per primo portò all’attenzione dell’opinione pubblica un episodio trascurato nella ricostruzione degli eventi della guerra nei nostri territori, ma di un contributo alla formazione della coscienza civile delle nuove generazioni.

Don Giuseppe Rossi

Un prete martire per la sua gente

di Mario Perotti

editore: Interlinea

pagine: 64

Nato a Varallo Pombia il 3 novembre del 1912 da Girolamo e da Angela De Ambrogio, venne introdotto nel popolo sacerdotale del Signore la domenica 10 novembre quando, nel Battesimo, rinacque come figlio di Dio con i nomi di Giuseppe e di Pietro. La sua esistenza lineare ebbe una svolta con l'ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1937, fu poi parroco di Castiglione Ossola sino alla tragica morte, subita dopo una giornata convulsa, iniziata con un attentato partigiano e continuata con la rappresaglia fascista. Don Rossi non fugge e si lascia arrestare per stare, in coerenza al suo ministero pastorale, tra gli ostaggi e rincuorarli, con la presenza e la parola. Liberato e quindi non considerato colpevole, viene poi prelevato per iniziativa di alcuni militi assetati di vendetta, e senza nessuna prova di colpevolezza e di condanna, barbaramente ucciso. Da quel giorno il nome di don Giuseppe viene ricordato come fulgido esempio di dedizione e associato a quanti hanno dato la vita per la patria, in quella che fu la resistenza.

Un anno in A

Novara Calcio 2011-2012: l'avventura continua

di Renato Ambiel e Mario Finotti

editore: Interlinea

pagine: 160

Progetto editoriale dedicato a una stagione comunque storica del Novara Calcio in serie A. Infatti la squadra in maglia azzurra e la sua città meritano un volume che ricordi un anno sotto i riflettori dei maggiori mass media nazionali e di un grandissimo pubblico. Grazie alla penna e all'obiettivo di due professionisti dell'informazione novarese, firme della "Stampa", il giornalista Renato Ambiel e il fotografo Mario Finotti, nasce un volume a colori di grande formato che si distingue per essere curato editorialmente da Interlinea. L'originalità dell'opera risiede nell'impianto: non tanto cronachistico ma a capitoli tematici che fanno sintesi e raccontano i più interessanti aspetti di un anno in prima pagina: una narrazione dalla festa per la serie A agli allenamenti, da Novarello allo stadio, dai tifosi alle bandiere, dalle grandi sfide ai personaggi dentro e fuori dal campo, senza dimenticare le principali tappe che hanno portato il Novara Calcio fin qui. In questo modo il libro interesserà tifosi e lettori vari e soprattutto resterà un ricordo anche per il futuro.

Credere nei valori

Discorsi sulla Costituzione e sull'Italia

di Oscar Luigi Scalfaro

editore: Interlinea

pagine: 76

"Dico sempre che la costituzione chiede di essere amata e per essere amata ha bisogno di essere conosciuta.

Mafie al nord

Il radicamento visto da Novara

a cura di Alessandro Barbaglia, Anna Canepa, Ciro Vittorio Caramore, Nando Dalla Chiesa, Lorenzo Frigerio, Marco Nebiolo, Francesca Rispoli, Giulia Rodari, Domenico Rossi, Francesca Rubino

editore: Interlinea

pagine: 192

Un dossier sul radicamento mafioso nel nord Italia, basato sui risultati delle due maxi inchieste delle Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e Milano

Margherita, Alberto e Isabella. Ingressi trionfali a Pavia nel 1599

di Fabrizio Fiaschini

editore: Interlinea

pagine: 144

Il lavoro di Fiaschini nasce nell’ambito di una ricerca sul viaggio italiano della regina di Spagna. L’entrata pavese di Margherita d’Austria mostra caratteristiche peculiari legate all’impegno rigoroso della élite aristocratica e delle sue istituzioni, università e accademie, nell’organizzare l’accoglienza. In considerazione dell’importanza politica dell’evento e della dignità della regale ospite, certo gli effimeri erano d’obbligo; ma soprattutto, secondo quel che ci mostra Fabrizio Fiaschini nel suo erudito e intelligente saggio, ciò che si rimarca è il progetto comunicativo organico e articolato volto a esaltare, tramite la produzione poetica e oratoria, la specifica qualità culturale della città.

Varallo Pombia

Storia e memorie di una millenaria comunità

a cura di Dorino Tuniz

editore: Interlinea

pagine: 384

L’importante insediamento dell’Ovest Ticino, protagonista e testimone di significativi avvenimenti e trasformazioni di questa parte del territorio novarese nel corso dei secoli medievali e dell’età moderna, è oggetto di una ricerca e di una presentazione a più mani, che ne definiscono il profilo e ne tracciano le vicende storiche e artistiche. Dopo le pagine iniziali dedicate da Carlo Mazzella ai primi insediamenti umani e ai ritrovamenti archeologici, Franco Dessilani si concentra sulla istituzione della pieve e sulla diffusione del cristianesimo in quest’area ad ovest del Ticino. La chiesa di San Vincenzo è oggetto di una attenta analisi da parte di Simone Caldano: lo studioso, che ha già affrontato lo studio approfondito di altre chiese romaniche novaresi, discute della struttura architettonica e delle decorazioni dell’edificio. Il territorio e lo sviluppo del tessuto urbano, le vicende del feudo e dei feudatari di Varallo Pombia e della sua comunità parrocchiale sono affrontate da Maria Grazia Porzio, Gian Paolo Prinetti e Dorino Tuniz, mentre Salvatore Ussia traccia la vicenda di un singolare personaggio, Martino Paolo Nibbia, feudatario di Varallo ma soprattutto editore e commentatore della Divina Commedia. Marina Dell’Omo, Silvia Angiolini, Ivana Teruggi e Susanna Borlandelli prendono in esame gli edifici di culto e le decorazioni delle chiese del territorio, mentre Flavia Fiori studia i paramenti sacri conservati sul territorio della parrocchia. Dopo la presentazione di Roberta De Filippi dell’ambiente e della vita della frazione Cascinetta, Francesco Omodeo Zorini e Giuseppe Veronica ricordano alcuni episodi della guerra e della lotta di liberazione a Varallo, mentre Mario Perotti conclude il volume con un bel ritratto di un nobile figlio di Varallo, don Giuseppe Rossi, parroco di Castiglione d’Ossola, ucciso dai nazifascisti nel 1944. Chiude la pubblicazione un ricco apparato fotografico e cartografico.

Risorgimento a Novara

Lo sviluppo della città nell'Ottocento

a cura di Alessandro Barbero, Paolo Cirri, Sebastiano Vassalli

editore: Interlinea

pagine: 184

La scelta di realizzare un volume sulle vicende di Novara durante il Risorgimento, proprio in occasione del 150° anniversario dell’unità nazionale, è stata dettata dalla volontà di far prendere pienamente coscienza, una volta per tutte, non solo del ruolo fondamentale e indiscutibile avuto – dalla città, dal suo territorio e dalle personalità da essi espresse – nella costruzione della nuova Italia, ma anche di come questo periodo coincida con il decisivo salto di qualità di Novara da semplice borgo, pur capoluogo amministrativo-militare, a vero centro urbano motore di attività commerciali e produttive, di crescita edilizia, sede di istituti di istruzione e luogo di promozione sociale e culturale.Si può veramente affermare che la città di oggi non è altro che l’evoluzione, il frutto dello sviluppo di quella impostata con spirito d’iniziativa, lungimiranza, senso del bene comune, impegno e sacrificio dai nostri concittadini di allora, nessuno escluso.Per fornire un quadro che fosse il più completo possibile, si è chiesto il contributo di alcuni fra i migliori studiosi specializzati ciascuno nella ricerca su singoli aspetti della storia cittadina. L’ambito di approfondimento è concentrato sulla città di Novara, mentre gli estremi di studio sono stati convenzionalmente fissati nel 1815 (fine dell’epoca napoleonica e inizio della Restaurazione) e nel 1870 (presa di Roma).Con più di 100 immagini a colori e in nero, un’opera fondamentale nella libreria di tutti i novaresi.

La chimera di Carlo VIII (1492-1495)

di Silvio Biancardi

editore: Interlinea

pagine: 824

Un ampio e documentatissimo volume sul periodo italiano del re di Francia carlo VIII di Valois (1470-1498): «Carlo VIII varca le Alpi alla testa della maggiore armata che gli italiani abbiano visto nel corso del secolo, non motivato da sete di conquista, ma dall’onesto intento di riavere qualcosa che secondo lui gli appartiene: il regno di Napoli. Sua Maestà, convinta di averlo ereditato dai propri antenati, lo vuole anche per farne la base di una crociata contro il Turco. Paradossalmente, sarà proprio un sovrano animato dalle "migliori intenzioni" a rovinare una delle più splendide civiltà che l’uomo abbia saputo costruire, e fare della Penisola un campo di battaglia corso per trecentocinquanta anni dagli eserciti di tutta Europa» (dall'Introduzione).

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