Tutti i prodotti: Interlinea
Fra Gioachino Uberti
Una vita umile sulle orme di Francesco d'Assisi
a cura di Dorino Tuniz
editore: Interlinea
pagine: 88
Nel primo anniversario della morte di fra Gioachino Uberti, vengono raccolte le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto e che hanno avuto modo di raccogliere il suo insegnamento, nel segno dell’umiltà francescana che ha caratterizzato tutta la sua vita. In tutti i luoghi in cui prestò servizio, fra Gioachino ottenne stima per il suo modo di operare e affetto per la carica umana che lo caratterizzava. Per tutti è stato un maestro di vita religiosa e un fratello a cui confidare pene e speranze, un silenzioso amico capace di accogliere sempre con partecipazione. Avvenimenti e momenti vissuti con lui, anche distanti ormai molti anni, hanno lasciato in un gran numero di persone profonde tracce e contribuito alla loro formazione umana e religiosa. Valgano le considerazioni scritte nel Numero unico del Gruppo ex chierichetti del 1972, curato da Otello Cerri: «In tutte queste nostre vicende troviamo sempre un personaggio che ha creato fiducia in noi stessi, lasciandoci lavorare senza farci violenza, al massimo spolverandoci con il cordone. In noi tutti sono familiari i suoi occhi severi e scrutatori, il suo incedere lento e controllato, ma soprattutto la fraterna partecipazione alle nostre tribolazioni e alle nostre felicità. Un punto fisso nella storia di tutte le persone sfilate nel tempo con le cotte da chierichetti nella comunità religiosa di Sant’Andrea». Con un album fotografico.
Vicino al cuore
di Simona Arrigoni
editore: Interlinea
pagine: 176
Vicino al cuore è il legame tra una donna di trent’anni e la nonna ultranovantenne, la storia di un destino che non ferma il tempo e richiede scelte fatte con la testa e con il cuore.
Natività agli Uffizi - Nativity at the Uffizi Gallery
a cura di Mario Luzi, Francesca Montanaro
editore: Interlinea
pagine: 80
Dieci Natività della Galleria Degli Uffizi. Dieci capolavori che segnano un viaggio nel percorso che dieci grandi maestri di scuole ed epoche diverse, nell’arco di quattro secoli, hanno intrapreso sul tema della nascita di Cristo, interpretandolo ogni volta in maniera diversa e spesso originale e adottando differenti soluzioni iconografiche per rappresentarlo. Da Gentile da Fabriano a Sandro Botticelli, da Leonardo Da Vinci a Dürer e Correggio, un percorso tra arte e spiritualità per accostarsi al natale in modo diverso anche grazie a un testo di Mario Luzi.Ten Nativities from the Uffizi Gallery. Ten masterpieces tracing a journey along the path taken by ten great masters from different schools and ages over the course of four centuries in exploring the theme of the birth of Christ, interpreting it each time in a different and often original manner and adopting different iconographic solutions to represent it. From Gentile Da Fabriano to Sandro Botticelli, from Leonardo Da Vinci to Dürer and Correggio, this path between art and spirituality offers a different approach to Christmas, thanks also to a text by Mario Luzi.
Natale in Piazza Duomo
Scrittori milanesi raccontano
a cura di Ermanno Paccagnini
editore: Interlinea
pagine: 104
È una strana Milano invernale quella che fa capolino in questi racconti, del tutto inediti. Niente nebbia. Niente pioggia o anche solo bruma. Ma c’è la neve talvolta nelle storie qui raccolte, in cui «il Natale può ben fungere da cartina di tornasole nel mettere le persone di fronte a se stesse in un momento troppo spesso vissuto solo come estatico momento esteriore», come scrive Ermanno Paccagnini. Storie ed emozioni che si incrociano tra le luci dei negozi e l’incenso delle celebrazioni religiose, tra memoria e fantasia, a partire da piazza Duomo, per evocare lo spirito natalizio dei tempi passati ma anche quello molto laico della vita contemporanea. Un libro che mancava.
Colpo di testa
20 anni di calcio per un capitano da record
di Raffaele Rubino
editore: Interlinea
pagine: 180
Continuità, tenacia, destino. Sono queste le parole d'ordine per entrare nel mondo di Raffaele Rubino, capitano di lungo corso del Novara Calcio. Con la maglia azzurra ha solcato per 10 anni tutti i campi del calcio professionistico, lasciando il segno stagione dopo stagione. A furia di incornate, l'ariete di Bari, ma di adozione novarese, ha raggiunto un record storico: segnare con la stessa maglia in tutte le categorie professionistiche. Nella hall of fame del calcio italiano c'è spazio anche per un attaccante vecchia scuola; quella dei numeri 9 alla Boninsegna, Pruzzo, Toni. Un orgoglio per la città di Novara, un simbolo del calcio di provincia. Noicattaro, Bisceglie e Pro Sesto, fino alla serie B con Salernitana, Torino e Siena. Finalmente la serie A; un posto al sole dopo anni di pioggia, fango e polvere. Stagione dopo stagione, sfida dopo sfida. A una manciata di gol dal capocannoniere della storia del Novara. Alla soglia del mito, a pochi passi da Silvio Piola.
Le vertebre del tempo
di Piero Ranaudo
editore: Interlinea
pagine: 72
Le poesie di Ranaudo, al di là di ogni catalogazione critica, s’impongono alla mente e al cuore del lettore per l’immediata vivezza delle immagini, per una grazia spontanea, la stessa che ci fa ammirare l’apparire improvviso di un arcobaleno dopo un acquazzone, stupefatti e al contempo grati di partecipare a un fenomeno naturale affascinante e inconsueto. «Amo i frutti della terra», confessa Ranaudo, «il respiro della terra il mio polmone»: con questo animo e con questo vigore prende vita il suo sguardo, si allertano le sue sensibilissime antenne a captare (a cantare) luci e ombre, voci e silenzi in una vita che non perde il suo sapore di scommessa e di avventura e tanto più merita di essere esplorata e vissuta con piena disponibilità, in attesa di una “rivelazione”, di una presenza, di un incontro, a cominciare da se stessi.
Narrare la città
Tratti identitari, linguistici e meoria della tradzione a Novara
a cura di Giacomo Ferrari, Paolo Garbarino, Maurizio Leigheb, Carlo Petrini
editore: Interlinea
pagine: 122
Il volume offre un innovativo sguardo sul tema dell'identità locale. La ricerca è un inedito contributo volto a definire e a sostanziare il concetto di "novaresità". Il quadro dei tratti identitari della gente di Novara è il risultato di una complessa indagine condotta dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e dall'Università di Scienze Gastronomiche. L'indagine si è avvalsa di avanzate metodologie scientifiche qualitative e quantitative per investigare i tratti identitari, linguistici e la memoria della tradizione della città. L'analisi dei dati raccolti offre un interessante quadro cognitivo che non imprigiona l'essenza dell'identità entro schemi, definizioni e classificazioni non sempre pertinenti all'intelligenza del presente; vuole invece evidenziare e rendere trasparente il complesso sistema affettivo che lega i novaresi alla loro terra, al loro dialetto, alle loro tradizioni. L'esito della ricerca è una ricchezza culturale che ricostruisce il passato di Novara, ne definisce il presente ed è strumento essenziale per pensare il futuro della città.
Tessuti antichi del Museo d'Arte Religiosa "Padre Augusto Mozzetti" di Oleggio
a cura di Flavia Fiori
editore: Interlinea
pagine: 280
Il volume ci offre una visione sui paramenti sacri che provengono sia da Oleggio sia dalla Diocesi di Novara. Il padre Mozzetti, ingegnere autodidatta e costruttore di chiese in Brasile, come amante dell’arte ha cercato di salvare e valorizzare tutti i reperti in abbandono nelle varie fabbricerie e nelle chiese dei dintorni. Da queste ricerche è sorta una collezione serica di paramenti di alto artigianato tessile importante e ammirevole.L’osservatore di questo testo si troverà come conteso tra due grandi richiami che intessono queste pagine: le parole e le immagini. Due linguaggi intrecciati insieme che prendono per mano e fanno da guida a una scoperta di ciò che misteriosamente palpita sopra la trama di quei tessuti che ci parlano di fede, di messaggi, di suggestioni, di richiami di un tempo di secolare saggezza e libero da condizionamenti del tempo presente.
Poesia in forma chiusa.
I decennio. Cenacolo Studi "Michele Ginotta"
editore: Interlinea
pagine: 112
Titaniocromia (e altre cose)
di Pietro Pedeferri
editore: Interlinea
pagine: 176
Come si sa, solo due metalli sono di per sé colorati, l'oro e il rame; gli altri, una sessantina, hanno tonalità fra il grigio e il bianco. Ma a volte le loro superfici appaiono colorate, magari per l'interferenza della luce su patine o strati superficiali sottili. Pedeferri (1938-2008, ingegnere chimico e docente al Politecnico di Milano) in questo conturbante libro spiega come si colora il titanio. La strada maestra è quella di ossidarlo per via elettrochimica. Lo si ricopre di una pellicola di ossido e qui comincia la suspense... Per parte nostra postilliamo che tale stato d'animo dello scienziato richiama quello dello scrittore e del regista. Si crea tra fenomeno naturale e condizione dello spirito umano una sorta di comunanza; e all'uomo rimane un ricordo indelebile di ciò che è accaduto, anche perché resta accaduto per sempre: i colori che assume il titanio sottoposto a ossidazione elettrochimica e ai riflessi della luce congiungono l'attimo all'eternità in quanto resistono agli agenti atmosferici e sono fissati oltre il tempo, come l'opera d'arte" (dalla nota di Maria Corti).
Di fiori e di foglie
di Anna Maria D'Ambrosio
editore: Interlinea
pagine: 72
Non inganni l'agevole entrata in questo giardino di fiori e foglie: la poesia apparentemente calma e luminosa che descrive un paesaggio colorato è subito fortemente inquietante, una sorta di montaliano delirio d'immobilità. La poesia da cui il titolo è tratto enuncia in metalinguaggio una coscienza precisa dell'autrice, il succo di tutta la raccolta: fiori e foglie sostituiscono sguardi alternativi e fa parte dell'"Altrimenti cosa" anche l'enunciazione di ciò che non vuole, ciò che non è. A partire da questo si può cogliere il senso di una poesia colta e raffinata, ricchissima di echi intertestuali eppure simile solo a se stessa. Tutto è fermo e tutto s'interroga, l'io poetante invece di rifulgere se ne sta nascosto, parla con se stesso e talora sembra inscenare una favola mistica.
Questua e carità
I canonici di Sant'Antonio di Vienne nella Lombardia medievale
di Elisabetta Filippini
editore: Interlinea
pagine: 280
In piena età medievale la presenza diffusa dei fratres e deicanonici noti come antoniani o antoniti, divenne una costante. Dall’iniziale comunità laica che operava presso l’ospedale in località La Motte-St-Didier, non lontana da Vienne, nel Delfinato, si sviluppò un Ordine canonicale dall’importanza universalmente riconosciuta. Grande fu la fama di sant’Antonio abate e altrettanto intensa fu la devozione popolare per il santo eremita, in grado di operare prodigi e guarigioni e di liberare dalla terribile malattia comunemente denominata fuoco di Sant’Antonio. Rapida fu l’azione di irraggiamento sul suolo italiano degli antoniani, che dalla loro prima fondazione piemontese di Ranverso seppero creare una complessa rete di precettorie, particolarmente fiorenti fra XIII e XIV secolo. L’espansione e gli sviluppi delle case e degli ospedali sorti nell’antica Lombardia medievale rientrano nel campo di indagine privilegiato dall’autrice del volume, che sulla scorta di documentazione nuova e inedita si è mossa alla ricerca delle tracce lasciate dai canonici antoniani, fondatori di centri assistenziali, dove a lungo fu assicurata la cura agli infermi e l’assistenza ai pellegrini. Tale fondamentale attività fu garantita grazie agli introiti delle elemosine, raccolte con la pratica che li rese noti ,e nel contempo oggetto di dure critiche, quella della questua, condotta con sistematicità, su ampi territori e lungo le maggiori vie di comunicazione. Le complesse tappe di un percorso tra centro e periferia e dei suoi risvolti istituzionali, economici e artistici, sono indagati puntualmente, con l’intento di offrire un quadro generale in cui inserire casi esemplari, ora valorizzati, e sui quali è stata gettata nuova luce, come furono i complessi antoniani sorti ad esempio a Milano, piuttosto che nei territori di Pavia, Cremona, Brescia, o Bergamo. E In tali dinamiche complesse un ruolo di primo piano fu esercitato nel corso del Trecento dai Visconti, il cui sostegno si rivelò determinate per la diffusione capillare di un Ordine canonicale, che seppe inserirsi da protagonista all’interno della storia del sistema assistenziale medievale.








