Interlinea
Opere
di Giannino di Lieto
editore: Interlinea
pagine: 392
"L'attività e l'itinerario dell'opera letteraria, poetica, narrativa, critica, intellettuale, di pensiero e di polemiche fervide e appassionate di Giannino di Lieto offrono un'esemplare illuminazione e una lezione preziosissima per far comprendere che cosa è stata la vicenda della nostra cultura letteraria fra la fine degli anni sessanta del Novecento e l'inizio del nuovo secolo": così scrive Giorgio Bárberi Squarotti nel saggio introduttivo. L'attività letteraria di Giannino di Lieto (1930-2006) si distingue per la vitalità della sua scrittura nonché per la sua originale alterità e viene raccolta per la prima volta in un unico volume, dalla prima raccolta del 1969 agli inediti: "La mia scrittura si svolge per linee logiche, drammatiche o figurative seguendo lo schema e gli spazi della pittura vascolare".
I caffè storici d'Italia, da Torino a Napoli
Figure, ambienti, aneddoti, epigrammi con illustrazioni e ritratti
di Nino Bazzetta de Vemenia
editore: Interlinea
pagine: 224
Torna un libro di culto degli anni trenta su figure, ambienti, aneddoti ed epigrammi, con illustrazioni d'epoca, dei maggiori caffè storici italiani da Torino a Napoli
Asini e filosofi
di Giuseppe Pulina e Francesca Rigotti
editore: Interlinea
pagine: 120
Dell'asino spesso si ride e il riderne diventa occasione di derisione. Ma che cosa sappiamo in realtà di questo animale?
Sorriso degli Etruschi
di Dino Garrone
editore: Interlinea
pagine: 176
Una riscoperta, nel segno della prosa che si fa vita di un autore inquieto – novarese di nascita ma vissuto a lungo a Pesaro – morto a soli ventisette anni a Parigi nel 1931
Paesaggi
Storia e leggende in Piemonte
di Giuseppe Torelli
editore: Interlinea
pagine: 192
Presentazione di Giuseppe Zaccaria. Insieme con il paesaggio geografico esiste il paesaggio storico che porta con sé le tracce di un passato scomparso
Cagnolino Dalcodino
di Gianni Cordone
editore: Interlinea
pagine: 64
Cagnolino Dalcodino è felice di partire per un viaggio, ma lungo la strada lo aspetta il terribile lupo Amodeo...
Fuga dalla Polonia
di Mya Tannenbaum
editore: Interlinea
pagine: 136
Anno 1950. Un giovane diplomatico polacco. Sposato con una pianista italiana, viene richiamato a Varsavia
Per un nuovo umanesimo letterario
di Giuliano Ladolfi
editore: Interlinea
pagine: 96
L'epoca attuale è caratterizzata da una situazione di "liquidità" che rende difficile ogni tentativo di sintesi ed esige un processo di rifondazione del sapere umano, modificato dall'incalzare dalla tecnologia, dalla debolezza del pensiero e soprattutto dalla globalizzazione. All'interno di questo contesto storico-culturale l'autore riconsidera la fenomenologia della poesia di oggi a partire dai principi estetici: è un tentativo di ricreare l'arte agganciandola alla realtà dell'uomo del XXI secolo, in un processo in cui cooperano diverse discipline: dalla sociologia alla filosofia, dalla storia all'antropologia, dalle scienze all'epistemologia, dall'estetica alla poesia. Proprio nella poesia giovanile contemporanea Giuliano Ladolfi (direttore con Marco Merlin della rivista "Atelier") vede i segni della ripresa di una letteratura capace di rappresentare i grandi drammi della contemporaneità.
Prima dell'alba
Racconti di guerra e di amore
di Giuseppe Bonazzi
editore: Interlinea
pagine: 208
Negli anni bui della guerra civile quattro adolescenti scoprono amore e sessualità e ciascuno a suo modo ne resta segnato. Presentazione di Giusi Baldissone.
«Reduce dall'amore e dalla morte»
Un Gozzano alle soglie del postmoderno
di Giuseppe Zaccaria
editore: Interlinea
pagine: 208
Collegare Gozzano a un’idea del “postmoderno” non significa rifiutare la sua collocazione storica, ma porre l’accento sulla consapevolezza
San Carlo Borromeo in diocesi di Novara nel IV centenario della canonizzazione
Novarien. 39
rivista: Novarien.
pagine: 304+XVI
Giovanni Testori, L’ultima processione di san Carlo; Filippo Maria Ferro, Testori, Carlo Borromeo e il teatro sacro del Monte; Francesco Gonzales, Con gli occhi di Carlo Borromeo. Ipotesi di un percorso tra il Ticino e la Sesia; Un itinerario iconografico borromaico nella diocesi di Novara (inserto fotografico a cura di Susanna Borlandelli e Marina Dell’Omo); Pier Giorgio Longo, Uno sconosciuto Ritratto di san Carlo Borromeo di Francesco Robini; Roberto Cardano, L’invito alla devozione per san Carlo Borromeo in una lettera del teologo Francesco Marconi Quagliotti; Marina Dell’Omo, Immagini di san Carlo a Galliate; Antonio Zonca, Onomastica carolina ad Arona e dintorni. «E gli fu posto il nome Carlo»; Vittorio Grassi, Il Vergante di san Carlo Borromeo; Fabrizio Pagani, Carlo Alessandro Pisoni, Le «solennità, ardentemente sospirate» del III centenario di canonizzazione di san Carlo (1910) dalle carte degli Archivi Storico Diocesano di Milano e Borromeo dell’isola Bella; Marina Dell’Omo, Johan Christoph Storer da Arona a Novara. Divagazioni sulle soppressioni degli Ordini religiosi nella diocesi novarese; Pier Giorgio Longo, Una lettera di Giovanni Battista Trincheri, abate di San Silano, a Carlo Borromeo; Angelo L. Stoppa, L’ultimo viaggio di san Carlo e la tappa a Cannobio; Comunicazioni, recensioni e segnalazioni su vari argomenti.
La basilica di San Gaudenzio a Novara
a cura di Raul Capra
editore: Interlinea
pagine: 412
Nel terzo centenario dell’inaugurazione del prestigioso “scurolo” che custodisce le reliquie del protovescovo patrono della città, il presente volume vuole considerare il monumento anche nell’ambito del processo storico di formazione della città, di cui è stato motore e simbolo. Il volume inizia pertanto con una prima parte dedicata al nascere della Novara cristiana nei secoli del tardo impero, e alla sua affermazione nell’Alto Medioevo: intorno al complesso episcopale, di cui sussiste il battistero, e alla basilica Apostolorum, originaria sede del culto di san Gaudenzio, abbattuta nel 1553 per far luogo alle mura volute da Carlo V. La seconda parte è dedicata, nell’ambito della Novara spagnola, alla costruzione della nuova basilica tibaldiana e al costituirsi dello straordinario apparato decorativo di cui essa si ornerà nei due secoli successivi: dapprima riaccogliendo il bellissimo polittico di Gaudenzio Ferrari. Avranno così vita le cappelle di Tanzio e del Morazzone, lo scurolo del santo, con gli affreschi del Legnanino e le statue del Beretta, e infine l’altare maggiore. Nella Novara divenuta sabauda, cui si dedica la terza parte del libro, sorgeranno poi il campanile di Benedetto Alfieri, poco noto gioiello dell’architettura del XVIII secolo, e la cupola dell’Antonelli, che della ottocentesca costituisce uno dei monumenti più innovativi e problematici, nel suo rivoluzionario impiego del laterizio unito alla persistente classicità degli ordini. Le successive parti del volume sono dedicate ai restauri, alle espressioni musicali e letterarie relative alla basilica, alle festività e tradizioni gaudenziane. Infine un cenno al Museo antonelliano, il cui cantiere è tuttora aperto: museo al quale si connette la progettualità che noi oggi affidiamo al futuro.








