Edizioni di poesia a tiratura limitata

Serie con esemplari numerati (formato 14×21)


Piantate tutto

Poesie (2008-2011) seguite daTrittico apocalittico (2010)

di Pasko Simone

editore: Interlinea

pagine: 80

Nell'oltre delle cose

di Giovanni Parrini

editore: Interlinea

pagine: 68

Giovanni Parrini, già presente e premiato in vari concorsi letterari per i suoi lavori poetici, riunisce qui una nuova silloge in cui ripropone una conoscenza disposta a cantare l’oggettiva consistenza del visibile, ripercorrendo a ritroso la sua parcellizzazione nell’infinitamente piccolo, per poi cogliere nel silenzio del «suo fitto gerundio» l’imprevisto irrompere di una diversa meccanica, che sfugge alle misurazioni scientifiche. Proprio dal ciclo universale della vita, nel modo di comportarsi di atomi lucreziani, scaturisce così un’altra forma di visione dell’invisibile, che sussulta per la bellezza del creato, non rispetta le coordinate spazio-temporali e non cessa di interrogarsi sul mistero del vivere e del morire. Circoscritto nel cerchio di questa identità speculare, il libro si annuncia già nel titolo come il frutto di questo continuo scarto tra l’esatta e dimostrabile consistenza scientifica delle «cose» e il suo sconfinare di là dalla siepe che dell’ultimo orizzonte il guardo esclude: «proprio qui, / nell’oltre, / l’infinito».

Opere

di Giannino di Lieto

editore: Interlinea

pagine: 392

"L'attività e l'itinerario dell'opera letteraria, poetica, narrativa, critica, intellettuale, di pensiero e di polemiche fervide e appassionate di Giannino di Lieto offrono un'esemplare illuminazione e una lezione preziosissima per far comprendere che cosa è stata la vicenda della nostra cultura letteraria fra la fine degli anni sessanta del Novecento e l'inizio del nuovo secolo": così scrive Giorgio Bárberi Squarotti nel saggio introduttivo. L'attività letteraria di Giannino di Lieto (1930-2006) si distingue per la vitalità della sua scrittura nonché per la sua originale alterità e viene raccolta per la prima volta in un unico volume, dalla prima raccolta del 1969 agli inediti: "La mia scrittura si svolge per linee logiche, drammatiche o figurative seguendo lo schema e gli spazi della pittura vascolare".

La casa e altre poesie

di Titos Patrikios

editore: Interlinea

pagine: 64

«Come ha scritto Filippomaria Pontani, per Patrikios la poesia è soprattutto “testimonianza, rimedio all’oblio, inesausta esortazione al ricordo dei compagni uccisi, della barbarie vissuta e mai del tutto debellata, del dolore che non solo lui […] ma tutta una generazione, un popolo, un mondo hanno patito, seppure a vari gradi di coinvolgimento, di consapevolezza, di indignazione”. La memoria è per il poeta l’unico antidoto all’orrore sempre incombente, un rifugio amaro e nel contempo ineludibile per l’uomo contemporaneo. E il giudizio sulla storia, dice il poeta, dev’essere spietato: “Dobbiamo giudicare anche il giudice”. Di qui il suo sguardo critico sul mondo. Anche se, come afferma, “nessun verso può rovesciare i regimi”, memore della lezione di Ritsos granitica rimane la sua fede nella poesia, cui è demandato il compito, passando in rassegna il passato, di cercare risposte “a domande non ancora fatte”, e di vigilare sull’inconsapevole scialacquìo di quelle conquiste che hanno richiesto tanti sacrifici e tanto sangue. In questo filone della memoria si inserisce l’opera più recente di Patrikios, La casa (2009). Si tratta di un poemetto in sei parti di struttura narrativa ma dal ritmo accentuatamente poetico, dove la rievocazione della casa in cui il poeta ha abitato dai dodici anni è il pretesto per ripensare con il distacco della maturità gli sconvolgenti eventi politici e sociali che ha vissuto la Grecia per lunghi decenni del secolo scorso, e che hanno drammaticamente segnato più di una generazione, ma soprattutto il poeta, che ne è stato testimone e protagonista» (dalla presentazione di Nicola Crocetti).

La pietra e le nuvole

di Domenico Camera

editore: Interlinea

pagine: 84

«Con questo sesto libro la ricerca poetica di Domenico Camera si distende ormai per quasi mezzo secolo: ma si tratta di una ricerca poetica essenziale, concentrata, che fra l’altro, al di fuori dei volumetti – mai troppo esili, mai eccessivi, opportunamente distanziati negli anni –, non ha lasciato épaves, depositi di sorta. E si tratta di una ricerca poetica in continua evoluzione ma sempre e profondamente fedele a se stessa» (dalla nota di Paolo Zoboli).

Il miele del silenzio

Antologia della giovane poesia italiana

a cura di Giancarlo Pontiggia

editore: Interlinea

pagine: 208

Un'antologia che farà discutere ma che lancia le voci di 18 tra i migliori giovani poeti italiani. "Mi piacerebbe poter chiedere ai lettori di questo libro di non essere partigiani, di leggere con libertà, con quella sovrana libertà dello spirito che è l'unico grande dono che sia stato accordato all'uomo. E mi piacerebbe poter chiedere loro di riflettere sul fatto che la poesia si inscrive in uno scenario più vasto di ogni singolo libro, che è quello che chiamiamo letteratura": così scrive Giancarlo Pontiggia, già autore di un'antologia di poeti nuovi, "La parola innamorata", che ha fatto epoca.

I titoli non esistono

di Antonio Buonocore

editore: Interlinea

pagine: 64

"'Ognuno di noi è più di uno', diceva Pessoa e anche l'autore dei Titoli non esistono si rappresenta seguendo il principio del due, del doppio registro e dell'identità riflessa. Riuniti in una struttura che simula un assetto scenico, dopo un prologo di composta armonia con duplice titolo (Gratitudine e sentimento), i testi si presentano come passi di un recitativo per voce sola che non cessa di essere dialogica, proprio perché è rivolta a quel diverso se stesso, invisibile, eppure presente come l'eco di un luogo comune. Il ritratto che emerge da questo libro esibisce in tal modo una smaccata rottura di tradizionali compostezze e il distacco da tutte le questioni che potrebbero misurarsi con le forme canoniche della poesia. Alto e basso, bello e brutto, cielo e terra, angeli e demoni, solfeggiano così il loro lessico bifronte allo specchio 'senza aloni' di una poesia che non chiede benevole indulgenze, ma spera di distillare nel suo alambicco da stregone un nuovo segno, una ragione dialogica, un titolo degno di questo nome." (dalla presentazione di Giovanna Ioli).

Di gloria e di polvere

Poesie 1957-2007

di Mario Graziano Parri

editore: Interlinea

pagine: 184

Si raccolgono in questo volume le poesie di Mario Graziano Parri datate dal 1957 al 2007, con un’intera sezione inedita, dal titolo La mente ospitale, e altre 8 sezioni con poesie tratte da varie raccolte e che sono state insignite di importanti premi di poesia. Parri canta «la recidiva speranza o illusione, m’affretto / a dichiarare la colpa per nascondere / la grazia / che agli occhi dei vivi mi condanna». L’antologia matura di un poeta appartato.

La lingua del peccato e altri testi poetici

di Adonis

editore: Interlinea

pagine: 48

«"Se non scrivo, sento che la mia vita non ha senso, perché la scrittura mi consente di comprendermi e di meglio comprendere il mondo nel quale vivo; mi consente di vivere meglio, di allargare le frontiere". Sono parole di Adonis. Il poeta arabo più conosciuto e tradotto in Occidente. Adonis (pseudonimo di Ali Ahmad Said Esber), nato nel 1930 a Qassabin in Siria da una famiglia di origine contadina, ha cercato spasmodicamente sia nella composizione poetica sia nella vita la libertà. Dopo gli studi universitari a Damasco, dove si è laureato in filosofia, viene arrestato e incarcerato per sei mesi per la militanza in seno al Partito Socialista Siriano. È uno dei motivi per cui si trasferisce a Beirut e in seguito a Parigi, dove risiede tuttora.Poeta del paradosso e dell’estremo, della tensione mistica e della ricerca continua sui più grandi misteri dell’esistenza, la poesia di Adonis abbraccia sia la tradizione occidentale del lirismo alto e filosofico di Hölderlin, Baudelaire, Rilke, sia quella arabo-islamica di autori come il mistico iracheno del X secolo Niffari e il poeta ribelle del IX secolo Abu Nuwas. Adonis, pur rispettando le forme classiche del linguaggio, si libera dalle strutture tradizionali della letteratura araba per ricercare il valore assoluto della parola, espresso dal verso libero.Nei suoi editoriali sul quotidiano arabo Al Hayat e durante le conferenze che tiene nel mondo arabo si propone come uno strenuo difensore della libertà umana e il più acerrimo nemico dei fautori dell’islam politico. È questo forse uno degli aspetti di Adonis meno noti al pubblico occidentale che andrebbe invece scoperto e presentato accanto alla sua opera poetica, che non a caso lo vede esaltare i poeti ribelli della tradizione araba come Abu Nuwas, Mutanabbi e Abu al-Ala al-Maarri» (dalla presentazione di Valentina Colombo).

Cartoline

di Giusi Baldissone

editore: Interlinea

pagine: 84

«La seduzione è andare, / rimettersi in viaggio, / mangiare, dormire, / soffrire». Ecco una possibile chiave di lettura per queste poesie “di viaggio” di Giusi Baldissone, che prende il lettore per mano guidandolo nei luoghi della propria memoria, da Rio De Janeiro a Tampere, da Parigi a Delfi, offrendogli a tratti sensazioni e immagini piene di vita. Poesie per viaggiare con la mente, ad occhi chiusi.

Incustodite distanze

Diario poetico

di Silvana Abruzzese Lattmann

editore: Interlinea

pagine: 88

Incustodite distanzeI giorni si tuffano nel lagocrepano il grigio. Su inutili richiami di ondeingarbuglio mare a incustodite distanze. Rotola il sole, case scintillano specchi aranciati al suo sparire. Stanche proposte di viaggiogiacciono sul tavolo, annunciano offerte di safari,spiagge nude con palme e piscine. Immobile resto. Ferma. » l'assenza.

Di terra in aria

di Adriano D'Aloia

editore: Interlinea

pagine: 64

"Non chiedete a questo poeta d'esser facile, seducente. Chiedete piuttosto che mito, che storia, che verticale dei volti e dei fatti ritrova con le dita della poesia. Chiedetevi dove va a parare questa vicenda di versi tutta intessuta di grande e nudo passato, e di furioso presente. Nel suo percorso narrativo e rabdomante il libro di D'Aloia procede per acquisizioni non pacifiche. Non è una tranquilla risalita. Ma una conquista del senso del presente. E come il presente non è una astrazione - ma tremito di amori, violenza di scoperte, sfaccettature di incontri - così anche il passato non è un'idea, bensì il forte ripresentarsi di figure, di rituali, di emblemi. Così questa poesia, che si presenta asciutta, poco incline alla musica, e quasi scontrosa in certe ruvidità della lingua, compie il suo lavoro senza fare sconti alla vita, ma chiamandola tutta." (dalla presentazione di Davide Rondoni).