A clessidra capovolta

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A clessidra capovolta
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Un viaggio attraverso i sentimenti e le passioni della vita di ogni uomo: questo rappresenta la raccolta di Lucio Pisani A clessidra capovolta in cui il tempo è scandito dalle emozioni.
 

Biografia dell'autore

Lucio Pisani

Lucio Pisani è nato a San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, ma risiede a Como da più di quarant’anni. Laureato in Giurisprudenza all’università di Napoli, ha iniziato la carriera forense quale avvocato penalista. È stato deputato della IX Legislatura, provveditore agli studi di Torino e successivamente a Como e Bergamo. Nel 1998 gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica la medaglia d’oro quale benemerito della cultura e dell’arte. Ha collaborato con l’editrice Bompiani alla traduzione di lirici greci e poeti latini a cura di Vincenzo Guarracino.
Bibliografia: Se vivere è durare, prefazione di Luigi Capelli (Mursia, Milano 1969); Circuiti di resistenza, prefazione di Alberto Longatti (Mursia, Milano 1971, Premio Cardarelli 1971); A mezza altezza, (Mursia, Milano 1972, Premio Lina Schwarz 1973); Le occasioni mancate, prefazione di Alberico Sala (S.M. Rossi, Biella 1974, Premio La Gerla d’oro); Interno d’autore, prefazione di G. Bárberi Squarotti (Genesi, Torino 1984); Forse l’amore, prefazione di Mario Luzi con immagini di Nino Lupica (Cattaneo, Lecco 1992, Premio Città di Milano 1996, Premio Pannunzio Torino 1996, Premio Penne 1996); Polittico Amaro, prefazione di Vincenzo Guarracino (Lithos, Como 1995); Malizie del dubbio, prefazione di Vincenzo Guarracino (Book, Bologna 1997, Premio Minturno 1997); De Senectute et ultra, prefazione di Federico Roncoroni e postfazione di Guido Zavanone (LietoColle, Faloppio 2008, Premio Città di Moncalieri 2009); Il doganiere metafisico, LietoColle, Faloppio 2009.

Quella fanciulla
che giace ormai da tempo nella pietra
forse un giorno rideva ed ora è solo
idolo scuro, pietra nella pietra.
Non so se vede gli alberi e gli uccelli
che a primavera, liberi nel canto,
danno un senso alla vita e alle stagioni.
Un giorno forse anche ella intonò un canto
alle attese e agli eventi,
affidando il messaggio del suo esistere
a persone distratte o indifferenti,
né vale domandarsi se tuttora
un’eco scavi ancora nella pietra
mentre il tempo trascorre indifferente
ed anche la memoria si fa stanca.

(Se qualcosa rimane oltre il durare)