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Studi

Saggi, atti e testi per lo studio e per l’università (formato 17×24)


Giuseppe Anceschi maestro di un'Italia civile

a cura di Gino Ruozzi

editore: Interlinea

pagine: 104

Questo libro è dedicato al ricordo di Giuseppe Anceschi (Scandiano, 1936-2014), uomo di squisita e rara umanità, insegnante e preside di scuola, intellettuale e uomo politico, studioso di più secoli e autori della letteratura italiana, tra cui spicca la passione per Matteo Maria Boiardo. Il volume raccoglie interventi e testimonianze di amici che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato le qualità e il lavoro. La raccolta di saggi rispecchia la giornata in memoria organizzata a Scandiano dal Comune e dal Centro Studi Matteo Maria Boiardo il 7 novembre 2015. Emerge il ritratto di un uomo che è stato un “maestro” sia per le qualità professionali sia per il senso di responsabilità civile e morale. Anceschi è stato un uomo generoso e aperto, energicamente appassionato delle proprie idee e disposto a combattere con coerenza e tenacia per la loro affermazione. A vantaggio di tutti.

Food strategy e multifunzionalità nella filiera corta del riso

di Laura Angela Ceriotti

editore: Interlinea

pagine: 208

La tutela ambientale e la salvaguardia della salute sono argomenti che stanno molto a cuore ai consumatori. Il mercato che ascolta i propri clienti fa in modo che queste esigenze diventino possibilità di profitto con idee innovative basate sulla qualità, la trasparenza e la genuinità dei prodotti offerti. Analizzando il ruolo che hanno svolto le filiere corte nel sistema agroalimentare italiano possiamo evidenziare molti elementi di grande interesse sociale, economico e territoriale. Esse rappresentano infatti una forma di sopravvivenza per le aziende familiari, ma anche una risposta alle esigenze di un nucleo di consumatori sempre più attenti alla qualità e alla provenienza dei prodotti alimentari. Sono inoltre un valido strumento per dare voce e partecipazione attiva ai cittadini-consumatori e per valorizzare il piccolo operatore agricolo in termini di "multifunzionalità" attraverso la tutela delle terre coltivate, dei prodotti alimentari locali, dei servizi annessi come la ristorazione o la residenzialità.

Giorgio Orelli e il "lavoro" sulla parola

Atti del convegno internazionale di studi Bellinzona 13-15 novembre 2014

a cura di Massimo Danzi, Liliana Orlando

editore: Interlinea

pagine: 300

Appartenente alla generazione di Zanzotto, Erba, Pasolini, Giudici o Cattafi, Giorgio Orelli (Airolo 1921-Bellinzona 2013) è stato, con grande misura, soprattutto poeta e lettore, ma anche narratore e traduttore da più lingue: ambiti che avvertiva "complementari" per la centralità riconosciuta alla dimensione "verbale" del testo o, volendo, per l'esigenza profondamente sentita di una costante e rinnovata verifica delle motivazioni linguistiche che governano la parola letteraria. Di questo suo "lavoro", cresciuto nei settant'anni che separano le poesie di Né bianco né viola (1943) dagli ultimi libri, dà conto questo volume, che raccoglie gli Atti del convegno svoltosi nel novembre del 2014 a Bellinzona. Si trovano qui, nell'ordine, i saggi di Stefano Agosti, Maria Antonietta Grignani, Silvia Longhi, Clelia Martignoni, Pietro Gibellini, Gilberto Lonardi, Alice Spinelli, Massimo Danzi, Christian Genetelli, Niccolò Scaffai, Giovanni Fontana, Georgia Fioroni, Yari Bern asconi, Ottavio Besomi, Pietro De Marchi, Pietro Montorfani e la testimonianza dello scrittore e poeta Giovanni Orelli.

Gina Lagorio: «Respirare Piemonte»

Atti del convegno internazionale (San Salvatore Monferrato, 8-9 novembre 2013)

a cura di Giovanna Ioli

editore: Interlinea

pagine: 160

"Mia madre voleva che facessi la sarta. Mio padre mi diceva: cosa compri a fare tutti questi libri? La biblioteca è questa! E mi faceva vedere la sua raccolta di Baroli d'annata". È anche questa Gina Lagorio, scrittrice legata al Piemonte, alla storia, al suo impegno civile e letterario: qui studiosi e amici la ricordano con un inserto fotografico e la bibliografia completa. Testi di Benedetta Centovalli, Ilaria Crotti, Maria Rosa Cutrufelli, Guido Davico Bonino, Pietro Frassica, Piero Gelli, Giovanna Ioli, Silvia Lagorio, Manuela Manfredini, Lorenzo Mondo, Silvio Riolfo Marengo, Mirella Serri, Luigi Surdich, Pier Angelo Taverna, Corrado Tagliabue e Giovanni Tesio.

Scienza morale e teoria del diritto naturale in Guglielmo di Ockham

di Cristina Salanitri

editore: Interlinea

pagine: 224

Questo libro presenta per la prima volta una lettura delle opere etico-politiche ockhamiane rivisitate alla luce delle idee espresse nelle opere teologiche, dove Ockham aveva riconosciuto la natura preminentemente speculativa della scientia moralis non positiva. Emergono molti dubbi circa le tesi che, interpretando l’etica e il diritto attraverso il filtro della logica nominalista, conducono a ritenere il filosofo inglese come il precursore di etiche scettiche, individualistiche e arbitrarie che avrebbero aperto la strada al positivismo giuridico. Gli interessanti riferimenti alle competenze comuni di theologi et veri philosophi in merito a questioni speculative di natura puramente morale (pure moralia) ci presentano un Ockham meno propenso a distinguere tra filosofia e teologia nella scienza dei princìpi pratici attraverso i quali l’umanità regola i propri costumi. La scienza morale razionale riconduce a unità teoria e prassi, indicando uno stretta relazione tra universalità dei princìpi – gli iura naturalia – e la certezza garantita dall’esperienza. Nel Dialogus, inoltre, un maestro e il suo discepolo discutono di libertà riconoscendole un valore etico-politico altissimo che ogni cittadino può rivendicare nei confronti di eventuali poteri tirannici.

Discutere e agire

Una sperimentazione di democrazia deliberativa a Novara

a cura di Giacomo Balduzzi, Renato Balduzzi, Fabrizio Barca, Mariella Enoc, Franca Franzoni, Davide Servetti

editore: Interlinea

pagine: 132

Questo libro, nel suo insieme, ha lo scopo di raccontare come può avvenire un cambiamento, una rottura, sia pure incrementale e per gradi, delle abitudini e delle routine in una città e nei suoi abitanti, a partire non da interventi o shock provenienti dall’esterno, ma da un’azione organizzata dal basso. Un percorso di democrazia deliberativa, in prima istanza, costituisce infatti un elemento di cambiamento nelle prassi e nelle percezioni dei cittadini. La sperimentazione novarese qui all’attenzione rappresenta un’inversione di tendenza, che mira ad avverarsi attraverso il ribaltamento dei meccanismi comuni e dominanti nel discorso pubblico e nei processi di formazione delle opinioni. La sua finalità è altresì quella di attivare dinamiche di corresponsabilità e identità collettiva, nonché risposte concrete ai bisogni delle comunità locali, dalle quali possono trarre giovamento la qualità del nostro vivere civile, le istituzioni democratiche, la politica stessa. Ed è attraverso la descrizione di questa sperimentazione che il volume fornisce, grazie a diversi contributi, uno spaccato dei problemi e dei dilemmi più attuali nel dibattito e nelle pratiche contemporanee relativi al confronto pubblico e alla partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni negli odierni sistemi democratici.

Narrare la città

Tratti identitari, linguistici e meoria della tradzione a Novara

a cura di Giacomo Ferrari, Paolo Garbarino, Maurizio Leigheb, Carlo Petrini

editore: Interlinea

pagine: 122

Il volume offre un innovativo sguardo sul tema dell'identità locale. La ricerca è un inedito contributo volto a definire e a sostanziare il concetto di "novaresità". Il quadro dei tratti identitari della gente di Novara è il risultato di una complessa indagine condotta dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e dall'Università di Scienze Gastronomiche. L'indagine si è avvalsa di avanzate metodologie scientifiche qualitative e quantitative per investigare i tratti identitari, linguistici e la memoria della tradizione della città. L'analisi dei dati raccolti offre un interessante quadro cognitivo che non imprigiona l'essenza dell'identità entro schemi, definizioni e classificazioni non sempre pertinenti all'intelligenza del presente; vuole invece evidenziare e rendere trasparente il complesso sistema affettivo che lega i novaresi alla loro terra, al loro dialetto, alle loro tradizioni. L'esito della ricerca è una ricchezza culturale che ricostruisce il passato di Novara, ne definisce il presente ed è strumento essenziale per pensare il futuro della città.

Titaniocromia (e altre cose)

di Pietro Pedeferri

editore: Interlinea

pagine: 176

Come si sa, solo due metalli sono di per sé colorati, l'oro e il rame; gli altri, una sessantina, hanno tonalità fra il grigio e il bianco. Ma a volte le loro superfici appaiono colorate, magari per l'interferenza della luce su patine o strati superficiali sottili. Pedeferri (1938-2008, ingegnere chimico e docente al Politecnico di Milano) in questo conturbante libro spiega come si colora il titanio. La strada maestra è quella di ossidarlo per via elettrochimica. Lo si ricopre di una pellicola di ossido e qui comincia la suspense... Per parte nostra postilliamo che tale stato d'animo dello scienziato richiama quello dello scrittore e del regista. Si crea tra fenomeno naturale e condizione dello spirito umano una sorta di comunanza; e all'uomo rimane un ricordo indelebile di ciò che è accaduto, anche perché resta accaduto per sempre: i colori che assume il titanio sottoposto a ossidazione elettrochimica e ai riflessi della luce congiungono l'attimo all'eternità in quanto resistono agli agenti atmosferici e sono fissati oltre il tempo, come l'opera d'arte" (dalla nota di Maria Corti).

Questua e carità

I canonici di Sant'Antonio di Vienne nella Lombardia medievale

di Elisabetta Filippini

editore: Interlinea

pagine: 280

In piena età medievale la presenza diffusa dei  fratres e deicanonici noti come antoniani o antoniti, divenne una costante. Dall’iniziale comunità laica che operava presso l’ospedale in località La Motte-St-Didier, non lontana da Vienne, nel Delfinato, si sviluppò un Ordine canonicale dall’importanza universalmente riconosciuta.  Grande fu la fama di sant’Antonio abate e altrettanto intensa fu la devozione popolare per il santo eremita, in grado di operare prodigi e guarigioni e di liberare dalla terribile malattia comunemente denominata fuoco di Sant’Antonio.  Rapida fu l’azione di irraggiamento sul suolo italiano degli antoniani, che dalla loro prima fondazione piemontese di Ranverso seppero creare una complessa rete di precettorie, particolarmente fiorenti fra XIII e XIV secolo. L’espansione e gli sviluppi  delle case e degli ospedali sorti nell’antica  Lombardia medievale rientrano nel campo di indagine privilegiato dall’autrice del volume, che sulla scorta di documentazione nuova e inedita  si è mossa alla ricerca delle tracce lasciate dai canonici antoniani, fondatori di centri assistenziali, dove a lungo fu assicurata la cura agli infermi e l’assistenza ai pellegrini. Tale fondamentale attività fu garantita grazie agli introiti delle elemosine, raccolte con la pratica che li rese noti ,e nel contempo oggetto di dure critiche, quella della questua, condotta con sistematicità, su ampi territori e lungo le maggiori vie di comunicazione. Le complesse tappe di un percorso tra centro e periferia e dei suoi risvolti istituzionali, economici e artistici, sono indagati puntualmente, con l’intento di offrire un quadro generale in cui inserire casi esemplari, ora valorizzati, e sui quali è stata gettata nuova luce, come furono i complessi antoniani sorti ad esempio a Milano, piuttosto che nei territori di Pavia, Cremona, Brescia, o Bergamo.  E In tali dinamiche complesse un ruolo di primo piano fu esercitato nel corso del Trecento dai Visconti, il cui sostegno si rivelò determinate per la diffusione capillare di un Ordine canonicale, che seppe inserirsi da protagonista all’interno della storia del sistema assistenziale medievale.

Dante

Storia della «Commedia»

di Mario Apollonio

editore: Interlinea

pagine: 678

L'opera su Dante di Mario Apollonio, figura di grande studioso del secolo scorso, maestro di letteratura in Università Cattolica, riconsegna alla cultura italiana uno studio irrinunciabile sulla "Commedia". "L'originalità intrinseca e il non essere stato letto e metabolizzato a suo tempo lo rendono perfettamente fruibile oggi", scrive il curatore Carlo Annoni. Apollonio riconosce e ricostruisce la presenza del capolavoro dantesco in tutte le forme espressive della civiltà italiana ed europea lungo i secoli, fra la poesia, ovviamente, il teatro, le arti figurative, la musica, il costume in genere.

Lettura dei "Canti" di Giacomo Leopardi

Due giornate di studi in onore di Alessandro Martini

a cura di Edoardo Fumagalli, Christian Genetelli, Guido Pedrojetta

editore: Interlinea

pagine: 228

Dedicato ad Alessandro Martini, professore di letteratura italiana all'Università di Friburgo (Svizzera), in occasione del suo congedo dall'insegnamento, il volume propone una lettura - parziale - dei Canti di Giacomo Leopardi. Undici sono i componimenti sottoposti a indagine critica, poco più di un quarto del totale, ma distribuiti in sostanza sull'intero arco della parabola creativa del poeta: dalle canzoni e dagli idilli recanatesi ai canti dell'ultimo periodo napoletano. Le letture sono state affidate a studiosi autorevoli, legati al Festeggiato da rapporti di stima e di amicizia: Ottavio Besomi, Gilberto Lonardi, Gian Piero Maragoni, Franziska Meier, Pier Vincenzo Mengaldo, Gianni A. Papini, Giulia Raboni, Emilio Russo, Luca Serianni, William Spaggiari (a cui si aggiunge, segno nel contempo di vitalità e di immediata riconoscenza, un contributo dello stesso Alessandro Martini).

La valutazione della performance nelle aziende pubbliche locali

Rapporti tra organi di governo e dirigenti

di Davide Maggi

editore: Interlinea

pagine: 116

Gli istituti pubblici sono stati caratterizzati tradizionalmente da un modello gestionale burocratico fondato su procedure di controllo miranti a verificare la correttezza formale degli atti compiuti a prescindere dal rispetto di condizioni quali efficacia, efficienza ed economicità. A partire dagli anni novanta il legislatore ha emanato provvedimenti allo scopo di incentivare l’adozione di un nuovo modello di governance e stimolare la capacità di perseguire gli obiettivi nel rispetto delle sopra indicate condizioni. L’introduzione di nuovi strumenti e processi di programmazione e controllo nonché di sistemi per la valutazione dei risultati ha certamente contribuito in tal senso. Con l’emanazione del d.lgs. 150 del 27 ottobre 2009 (conosciuto come “decreto Brunetta”) gli studi, le ricerche e le esperienze maturate negli anni precedenti sono stati raccolti in un testo di legge organico affrontando, in particolare, alcune tematiche relative alla valutazione della performance dell’ente, organizzativa e individuale, e la valorizzazione del merito. Il libro, dopo aver analizzato l’evoluzione del rapporto tra organi di governo e dirigenti nelle aziende pubbliche locali, in relazione ai processi di programmazione e di controllo della gestione, affronta il tema della misurazione e valutazione dei risultati, sia negli sviluppi teorici proposti dall’economia aziendale in tema di organizzazione e gestione delle aziende pubbliche, sia in seguito all’introduzione del “decreto Brunetta” prima richiamato. L’ultima parte del libro è dedicata a una ricerca sul campo, condotta da Daniela Tricerri, circa gli effetti che si sono prodotti in alcuni enti pubblici locali (comuni e province presi a campione) nell’ambito dei rapporti tra organi politici e dirigenti, a seguito della emanazione del “decreto Brunetta” e come questo ha influito sui loro sistemi di valutazione della performance. L’autore del libro, Davide Maggi, è docente nel Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.

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