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Studi

Saggi, atti e testi per lo studio e per l’università (formato 17×24)


Poesia civile

Contributi per un dibattito

a cura di Giusi Baldissone

editore: Interlinea

pagine: 80

La funzione della poesia nella vita civile è tema complesso e attuale: questa raccolta di relazioni, frutto della tavola rotonda organizzata in occasione della quinta edizione del Festival di poesia civile di Vercelli, offre un panorama vasto e ricco di stimoli: la letteratura e la cultura francese engagées nel saggio di Laurence Audéoud; la prospettiva civile nella letteratura italiana, offerta da Giusi Baldissone; le proposte per una riflessione teorica nell’intervento di Federico Bindi; l’ottica comparatistica, sia con la letteratura nordamericana che con quella russa, negli interventi di Guido Carboni e Stefania Sini; l’analisi linguistica delle forme in cui la poesia civile si manifesta nel contributo di Marina Castagneto; la poesia spagnola nel suo incontro con la canzone d’autore, proposta da José Manuel Martín Morán; gli esempi ungheresi e tedeschi, nei saggi rispettivamente di Judit Papp e di Miriam Ravetto. Gli autori si pongono l’obiettivo, da una parte, di offrire esempi di poesia civile nella storia e, dall’altra, di verificare e giustificare la funzione della poesia nell’età contemporanea nel tentativo, come scrive Giusi Baldissone nella presentazione, di offrire «una sorta di manifesto» da proporre «alla riflessione e all’ulteriore approfondimento, per gli anni a venire».

L'anima dipinta

Scritti d'arte lombarda e piemontese da Guadenzio Ferrari a Ranzoni

di Filippo Maria Ferro

editore: Interlinea

pagine: 280

Dopo i testi fondamentali di Testori ecco "un nuovo elogio dell'arte novarese", come scrive Giovanni Romano nella presentazione. L'autore fa il punto degli studi sui maggiori pittori e sulle principali opere di artisti tra Lombardia e Piemonte del calibro di Gaudenzio Ferrari, Lanino, Tanzio da Varallo, Cerano, Fiammenghino, Bonola, Ranzoni e altri, sempre affrontati da punti di vista inediti e con stile a tratti vibrante e appassionato. Filippo Maria Ferro si fa così narratore delle "storie dipinte" individuando, sulle orme testoriane, una "tradizione d'affetti, d'esigenze spirituali ed espressive" che questo volume offre con un ricco apparato illustrativo anche a colori.

Per un nuovo umanesimo letterario

di Giuliano Ladolfi

editore: Interlinea

pagine: 96

L'epoca attuale è caratterizzata da una situazione di "liquidità" che rende difficile ogni tentativo di sintesi ed esige un processo di rifondazione del sapere umano, modificato dall'incalzare dalla tecnologia, dalla debolezza del pensiero e soprattutto dalla globalizzazione. All'interno di questo contesto storico-culturale l'autore riconsidera la fenomenologia della poesia di oggi a partire dai principi estetici: è un tentativo di ricreare l'arte agganciandola alla realtà dell'uomo del XXI secolo, in un processo in cui cooperano diverse discipline: dalla sociologia alla filosofia, dalla storia all'antropologia, dalle scienze all'epistemologia, dall'estetica alla poesia. Proprio nella poesia giovanile contemporanea Giuliano Ladolfi (direttore con Marco Merlin della rivista "Atelier") vede i segni della ripresa di una letteratura capace di rappresentare i grandi drammi della contemporaneità.

Marcello Venturi. Gli anni e gli inganni

Atti del Convegno di studi (O-Molare, 26-27 giugno 2009)

a cura di Giovanni Capecchi

editore: Interlinea

pagine: 280

Sono qui raccolti gli Atti del convegno svoltosi nel giugno 2009 con l’obiettivo di ripercorrere i momenti fondamentali del lavoro di Marcello Venturi, dagli esordi come scrittore all’attività giornalistica, dal successo di Bandiera bianca a Cefalonia all’impegno costante per non dimenticare il sacrificio della Divisione Acqui, da L’ultimo veliero ai romanzi del Monferrato, dalla stagione degli “anni” e delle speranze a quella degli “inganni” e delle delusioni. Non mancano inoltre, nel volume, una riflessione sulla lingua dei racconti di Venturi e una serie di interventi tematici (sul viaggio, sulla malinconia, sulla percezione del tempo), con l’intento di offrire una lettura trasversale di un’opera che si è snodata lungo circa sessantacinque anni, dagli esordi nel 1942 all’uscita del volume All’altezza del cuore, edito proprio alla vigilia della scomparsa dell’autore avvenuta il 21 aprile 2008, giorno del suo ottantatreesimo compleanno. Interventi di Luigi Ballerini, Alfredo Barberis, Andrea Camilleri, Giovanni Capecchi, Arturo Colombo, Paolo Conte, Julia Dobrovolskaja, Marisa Fenoglio, Gian Carlo Ferretti, Elio Gioanola, Stefano Giovannuzzi, Bodo Guthmüller, Giovanna Ioli, Laurana Lajolo, Raimondo Luraghi, Giuseppe Marcenaro, Giovanni Meriana, Carlo Prosperi, Luigi Surdich, Enrico Testa, Arturo Vercellino, Stefano Verdino.

Boiardo, il teatro, i cavalieri in scena

Atti del convegno Scandiano 15-16 maggio 2009

a cura di Giuseppe Anceschi, William Spaggiari

editore: Interlinea

pagine: 296

La questione delle fonti nei libretti d’opera, la preminenza degli uni rispetto all’altra (o viceversa) angustiano da sempre le storie letterarie, non meno di quelle musicali. Si tratta di problemi sostanzialmente irrisolti, considerati con sospetto da entrambe le parti e comunque soggetti alla variabilità dei tempi; li si può riassumere nel motto, largamente divulgato, «prima la musica poi le parole», oggetto per la sua rilevanza anche di specifiche rappresentazioni sceniche. I contributi qui raccolti, presentati in occasione del IV convegno di studi organizzato nel 2009 a Scandiano dal Centro Studi Matteo Maria Boiardo, si sono proposti di analizzare i modi e i tempi in cui il mondo letterario cavalleresco, consolidatosi a Ferrara anche nella dimensione teatrale dopo l’archetipo boiardesco e con la presenza poi dominante dell’Ariosto, si è depositato nel melodramma barocco e rococò italiano (ma non solo), fino al Settecento e oltre. Ne è sortito un panorama variegato che, pur privo di un centro focale (volutamente non perseguito), insegue qua e là nei campi più diversi “i cavalieri all’opera” e sollecita ulteriori linee di ricerca, piuttosto che proporre soluzioni chiuse.

Miscellanea boiardesca

a cura di Cristina Montagnani

editore: Interlinea

pagine: 136

Che cosa sappiamo, oggi, della letteratura cavalleresca che si sviluppò in Italia nel Quattrocento? Certamente più di quanto non ne sapessimo una trentina d’anni fa, e questo è di un certo conforto. A differenza di quanto accade con la lirica coeva, su cui c’è ancora molto da fare, ma della quale ciascuno di noi ha in mente una mappa, una gerarchia di autori e di opere, sul terreno cavalleresco si aprono di fronte a noi territori sconfinati, percorsi da una moltitudine di testi, o di forme varianti di uno stesso testo (o di una stessa storia? Caso che per un canzoniere non si dà mai) che è difficile, per usare una metafora di grana un po’ grossa, irregimentare. Anche perché i romanzi cavallereschi sono stati non solo numerosi, ma amatissimi dai lettori, che hanno letteralmente divorato prima i manoscritti, poi le edizioni a stampa dei loro libri preferiti, non lasciando a noi moderni che i lacerti di un genere, poche tessere di un puzzle irremediabilmente scomposto. I saggi raccolti in questo volume, che coprono l’arco cronologico compreso fra Entrée d’Espagne e Inamoramento d’Orlando, si propongono, per quanto possibile, di mettere a fuoco qualche segmento di questa storia ancora in gran parte da scrivere.

Il Piemonte in Europa

500 anni di emigrazione della valle Vigezzo. La famiglia Farina e l'acqua di colonia

di Luigi Rossi

editore: Interlinea

pagine: 172

«Cercavamo braccia e sono arrivate persone», così lo scrittore svizzero Max Frisch definì l’immigrazione che nella seconda metà del secolo scorso interessò gran parte dell’Europa. Tale riflessione ci permette di scorgere, negli immigrati, «persone, diritti, luoghi, lingue e culture, tradizioni e sentimenti. E una antica, complessa e vivace storia culturale e sociale», come scrive Luigi Rossi in questo originale studio sull’emigrazione piemontese, dal Medioevo ai giorni nostri, tracciando in particolare le rotte dalla valle Vigezzo verso le grandi e piccole città della Germania. Su tutti gli emigranti, dai più poveri – ambulanti, piccoli artigiani e commercianti – a coloro che invece hanno fatto fortuna, spicca la storia della dinastia dei Farina, fondatori della ditta produttrice della leggendaria Eau de Cologne.

Cavalcare la luce

Scienza e letteratura

a cura di Giovanna Ioli, Rita Levi Montalcini

editore: Interlinea

pagine: 160

Il volume affronta il rapporto tra scienza e letteratura attraverso lezioni magistrali e saggi, che partono dal mondo antico (con Carlo Sini) e dal Medioevo (in un testo di Umberto Eco), per poi passare attraverso l’Umanesimo (Cesare Vasoli), il Rinascimento (Paolo Orvieto), il Barocco (Giorgio Bárberi Squarotti), l’Illuminismo (Lionello Sozzi) e il Novecento (Franco Contorbia). Non mancano prove d’autore, con un saggio sull’intreccio di poesia e biologia (Nelo Risi) e le indagini dimostrative di due matematici (Claudio Bartocci e Piergiorgio Odifreddi), che rendono evidenti le relazioni tra le due scienze. A testimoniare con perfetta circolarità un concetto di cultura senza barriere, questo percorso tra i saperi si apre con il discorso che Rita Levi Montalcini pronunciò nel ricevere il premio per la saggistica “Città di San Salvatore Monferrato-Carlo Palmisano”, perché con la sua opera – scrive Giovanna Ioli nell’Introduzione – «è riuscita a fondere mirabilmente scienza, arte, letteratura e vita, dimostrando che non esiste separazione di culture e abbattere tali barriere significa arrivare alla vita, all’uomo, alla coscienza, ai valori senza confini, alla conoscenza nella sua totalità espressiva».

Gli spazi della letteratura

a cura di Roberto Carnero, Giuliano Ladolfi

editore: Interlinea

pagine: 96

È possibile tracciare percorsi letterari intelleggibili all’interno degli spazi della letteratura di oggi? Esistono uno stile o una meta che possano essere riconosciuti e studiati? Sono le domande cui si cerca di rispondere in questo libro, che rifiuta di identificare la totalità della produzione letteraria contemporanea sotto la comoda etichetta di “postmoderno” e prova a «testimoniare una forma di resistenza sulla scia della rivista “Atelier”, mediante un iniziale sforzo teoretico che consiste nell’identificare all’interno del quadro labirintico postmoderno un nucleo teorico valido, capace di consentire convincenti interrogazioni e aperture di senso e progettualità. Il lavoro è tutt’altro che semplice e immediato. Occorre, tuttavia, iniziare e la presente pubblicazione, pur nell’eterogeneità di prospettive, risultato di due progetti diversi, si pone nella linea costruttiva e propositiva, nella consapevolezza sia di una provvisorietà destinata al proprio superamento sia dell’inderogabilità di una conoscenza più approfondita del “secolo breve”» (Giuliano Ladolfi).

Le biblioteche scolastiche: un microcosmo?

Atti del convegno Novara, 4 ottobre 2007

a cura di Tiziana Paracino

editore: Interlinea

pagine: 60

Il convegno di cui questo volumetto raccoglie gli atti, promosso in collaborazione con la Provincia di Novara, aveva come obiettivo fondamentale quello di mettere in evidenza, da un lato, il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche del nostro territorio e, dall’altro, di consentire una riflessione sulla funzione della biblioteca nel sistema scolastico.La biblioteca scolastica è spazio educativo finalizzato alla promozione della lettura, all’acquisizione delle abilità di ricerca per un apprendimento scolastico significativo, all’innovazione metodologica, alla documentazione dell’attività didattica della scuola. In particolare nel favorire l’incontro fra lettore e libro, la biblioteca scolastica esprime una forte funzione educativa i cui versanti si declinano tra piacere di leggere e attività di ricerca.Una riflessione che ci consente di andare anche oltre ogni stereotipo. Quando sentiamo parlare di “biblioteca scolastica”, infatti, ci torna alla mente un luogo polveroso e quasi clandestino, una triste raccolta di libri spesso abbandonati e poco utilizzati. Sono le reminiscenze dei tempi andati.È ormai evidente a tutti che le biblioteche scolastiche devono muoversi verso un nuovo modello organizzativo, che ne faccia uno strumento quotidiano di lavoro. L’idea vincente è oggi quella di una biblioteca alla portata di docenti e studenti: uno strumento di ricerca che solleciti la lettura, l’esplorazione e la raccolta di informazioni, le attività di gruppo, la socializzazione dei materiali prodotti a scuola. Per centrare questo obiettivo bisogna portare la biblioteca-mediateca al centro della didattica e rendere gli alunni attivi nell’organizzazione e nella fruizione del patrimonio multimediale a disposizione delle scuole.Una prospettiva verso la quale il sistema scuola del Novarese si sta muovendo, e che il convegno ha indicato già oggi come possibile.

Le storie di San Giuliano Ospitaliere

di Filippo Fonio

editore: Interlinea

pagine: 212

Le storie di Giuliano Ospitaliere, un albero che affonda le radici nel XII secolo – se non prima – e ancora germoglia. Il libro, il viaggio di una storia attraverso i secoli, è il risultato di una ricerca fra i testi che ne sono la testimonianza. Dai Legenda aurea al romanzo contemporaneo, si passa per la Visione di Thurkill, viaggio nell’oltretomba possibile fonte della visione dantesca, la metamorfosi oscena dei motivi in origine agiografici nelle novelle di Boccaccio e La Fontaine, la comedia de santos spagnola, il celebre racconto di Flaubert, il teatro d’opera di Arturo Rossato e la narrativa di Wilde. Una silloge di testi riconoscibili come giulianei, riportati qui nella loro interezza o in scelta antologica. «La tradizione della storia di san Giuliano si irrobustisce nel tempo, arricchendosi di varianti ma conservando i suoi marchi d’origine, ben riconoscibili anche in fabulae e intrecci impensati» (dalla presentazione di Giusi Baldissone).

Boiardo, Ariosto e i libri di battaglia

Atti del Convegno (Scandiano, Reggio Emilia, Bologna, 3-6 ottobre 2005)

a cura di Andrea Canova, Paola Vecchi Galli

editore: Interlinea

pagine: 552

I capitoli che le storie letterarie dedicano al romanzo cavalleresco si rivelano fatalmente inadeguati a dominare una gigantesca mole di testi, in versi e in prosa, scritti tra il medioevo e l'età moderna. La schiera dei "libri di battaglia" annovera i suoi campioni più famosi, come Pulci, Boiardo, Ariosto e Tasso, ma anche uno stuolo di anonimi, di minori e di minimi, che hanno divertito generazioni di lettori lungo un arco plurisecolare. Gli ultimi decenni hanno visto grandi progressi nella conoscenza di questa multiforme letteratura e ne hanno confermato la centralità nella costruzione della cultura italiana ed europea. Il convegno di Scandiano, Reggio Emilia e Bologna ha fatto il punto della situazione e ha aperto nuove prospettive di ricerca. I saggi qui raccolti recuperano la memoria smarrita, o spesso solo in parte occultata dal tempo, di una tradizione generosa: una linea forte che come poche altre ha saputo influenzare l'immaginario di un pubblico rinnovatosi di continuo. Il vitale intreccio di cantari e poemi, la fitta rete intertestuale, le riflessioni teoriche sul genere portano alla luce le strategie longeve che, conservando o innovando, hanno accompagnato "le donne e i cavalieri, le armi e gli amori" fino alla contemporaneità.

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