Tutti i prodotti: Interlinea
L'incendio della montagna blu
Il quadro perduto di Cézanne
di Giuseppe Curonici
editore: Interlinea
pagine: 222
Un celebre dipinto di Cézanne, assicurato per milioni di euro, scompare in un incendio nei pressi di Saint-Moritz.
Maestri e no
Dodici incontri tra vita e letteratura
di Sebastiano Vassalli
editore: Interlinea
pagine: 120
"Gli incontri che si fanno tra le pagine dei libri sono altrettanto importanti di quelli della vita. Spesso, anzi, sono più importanti".
Mafie al nord
Il radicamento visto da Novara
a cura di Alessandro Barbaglia, Anna Canepa, Ciro Vittorio Caramore, Nando Dalla Chiesa, Lorenzo Frigerio, Marco Nebiolo, Francesca Rispoli, Giulia Rodari, Domenico Rossi, Francesca Rubino
editore: Interlinea
pagine: 192
Un dossier sul radicamento mafioso nel nord Italia, basato sui risultati delle due maxi inchieste delle Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e Milano
La mia croce
di Karol Wojtyla
editore: Interlinea
pagine: 160
Un piccolo libro per un grande testimone, Giovanni Paolo II, il papa oggi beato, l'"atleta di Dio"
Le montagne di don Patagonia
di Laura Pariani
editore: Interlinea
pagine: 76
Laura Pariani torna in Patagonia sulle tracce dell’esploratore salesiano padre Alberto Maria De Agostini.
I niül
di Franco Loi
editore: Interlinea
pagine: 64
Franco Loi, superato il traguardo degli ottant’anni, rivive il profondo legame con la sua città, Milano, e con un’Italia in crisi, con la consapevolezza del disagio dell’uomo contemporaneo
Dorso d'asino
Possibili rallentamenti
di Giovanni Perrino
editore: Interlinea
pagine: 104
"Dorsi d'asino" si chiamano in Francia i dissuasori, i passaggi pedonali rialzati, che Giovanni Perrino, poeta cresciuto in Russia alla scuola di Evtushenko, eleva a simbolo della necessità di rallentare per riflettere: "La domanda che si pongono questi testi poetici è di quelle più classiche. La parola poetica come si pone in rapporto a un percorso di riflessione che nell'uomo contemporaneo può essere indotto da un trauma, una guerra o da un semplice bisogno interiore?".
«Liberi non sarem se non siam uni»
Il sogno e la costruzione dell’Italia
a cura di Edoardo Barbieri, Giuseppe Langella, Guido Lucarno, Pierluigi Pizzamiglio, Mario Taccolini, Xenio Toscani
editore: Interlinea
pagine: 184
«Liberi non sarem se non siam uni», scriveva Alessandro Manzoni nel Proclama di Rimini, inneggiando all’audace ancorché velleitario disegno di Gioacchino Murat, deposto re di Napoli, di unificare l’Italia in una monarchia costituzionale. Posti sotto questo generoso auspicio, i testi qui raccolti intendono richiamare, anzitutto, i princìpi ideali e i vantaggi concreti che stanno alla base del patto volontaristico di solidarietà stretto dagli italiani nella stagione cruciale del Risorgimento. Ne risulta, alla fine, un quadro composito, che coniuga in prospettiva unitaria letteratura, geografia, scuola, editoria, scienza ed economia. Dalle ragioni fondanti dell’unità nazionale e dal nobile esempio di tanti italiani che hanno onorato la patria siamo convinti che si possano trarre le motivazioni più efficaci per le scelte di oggi e l’azione di domani.
Paesaggi del silenzio con figura
di Camillo Pennati
editore: Interlinea
pagine: 192
L’opera di Pennati si può anche leggere come uno dei tentativi di sottrarsi alla crisi novecentesca del discorso poetico
Il presidente Oscar Luigi Scalfaro
Una storia novarese
di Gianfranco Quaglia
editore: Interlinea
pagine: 120
Novara è entrata nella storia del Novecento anche grazie a Oscar Luigi Scalfaro, settimo presidente della Repubblica italiana.
I più amati
Perché leggerli? Come leggerli?
di Giovanni Tesio
editore: Interlinea
pagine: 136
Un'opera in difesa dei libri, della lettura, della letteratura, della poesia. Con una ricca proposta di citazioni sul tema.
Riunione di famiglia (1982-2012)
di Gabriele Zani
editore: Interlinea
pagine: 240
«“Fisso le blatte sul muro bianco” (Le blatte): questo è stato il mio primo approccio, oltre vent’anni fa, alla scrittura del cesenate Gabriele Zani. Lo sguardo – la sua insistenza e acutezza – rappresenta una delle caratteristiche di questo poeta: “impara a guardare le mosche” è il primo verso ancora dei Rimanenti, la prima raccolta importante. Quest’ossessiva, quasi pesante insistenza dello sguardo si mescola alla leggerezza, alla velocità, al guizzo dell’espressione. Uno sguardo apparentemente distratto, gratuito, indifferente, che fissa invece le cose e il nostro guardarle, che ne fissa la qualità transeunte (di noi che guardiamo e delle cose guardate). La vena del poeta è spesso all’insegna della crudeltà (una delle qualità della sua voce, che è anche spudoratamente ingenua e orgogliosa), crudeltà esercitata anzitutto nei confronti di se stesso. Ma quanta verità in queste note disilluse: “Specie ad inverosimili orari della notte / (quando ormai ci si credeva gli unici) sono di colpo / tra un pianerottolo e l’altro delle scale / due come noi, i loro sguardi / incrociantisi per un attimo coi nostri / che svelti poi tirano, come i loro, diritto. / La verità è in quegli attimi. Stordisce” (Incontri). Ma non si dimentichi l’altra ispirazione, direttamente legata alla situazione storica. Mi riferisco alla marginalità di chi vive in provincia, tra Cesena e Cesenatico, marginalità sofferta e rivelata fin dai titoli: Monolocale, I rimanenti, Muro più muro meno, Stanze di motel. Il presente volume sfocia nell’ultima raccolta che dà il titolo al libro tutto: Riunione di famiglia (2012). Dà il titolo e il senso a trent’anni di poesia. L’esigenza prima di Gabriele sembra ora di raggiungere il lettore e di scrivere conseguentemente nel modo più comprensibile se non trasparente, la sua voce si è fatta matura e il dialogo coi morti (da poco è scomparso suo padre, ma già nei primi anni novanta Fulvio Panzeri parlava per I rimanenti della «coscienza di una perdita») si è fatto impellente. Ora tocca a Gabriele fissare lo sguardo dentro alle cose della memoria e con questa memoria guardare al presente. Noi intanto, fiduciosi, aspettiamo altri suoi versi per il nostro futuro» (dalla nota di Jean Robaey).








