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«Liberi non sarem se non siam uni»

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«Liberi non sarem se non siam uni»
titolo «Liberi non sarem se non siam uni»
sottotitolo Il sogno e la costruzione dell’Italia
curatore
con testi di , , , , ,
argomento Letteratura Saggistica
collana Biblioteca letteraria dell'Italia unita, 20
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 184
pubblicazione 2012
ISBN 9788882128395
 
18,00 15,30
 
risparmi: € 2,70
Spedito in 2-3 giorni
«Liberi non sarem se non siam uni», scriveva Alessandro Manzoni nel Proclama di Rimini, inneggiando all’audace ancorché velleitario disegno di Gioacchino Murat, deposto re di Napoli, di unificare l’Italia in una monarchia costituzionale. Posti sotto questo generoso auspicio, i testi qui raccolti intendono richiamare, anzitutto, i princìpi ideali e i vantaggi concreti che stanno alla base del patto volontaristico di solidarietà stretto dagli italiani nella stagione cruciale del Risorgimento. Ne risulta, alla fine, un quadro composito, che coniuga in prospettiva unitaria letteratura, geografia, scuola, editoria, scienza ed economia. Dalle ragioni fondanti dell’unità nazionale e dal nobile esempio di tanti italiani che hanno onorato la patria siamo convinti che si possano trarre le motivazioni più efficaci per le scelte di oggi e l’azione di domani.
 

Notizie che parlano di: «Liberi non sarem se non siam uni»

S'intitola "Liberi non sarem se non siam uni" la raccolta di saggi su ideali ed episodi concreti del Risorgimento pubblicata in concomitanza con la mostra, alla Biblioteca di Brera, "Immaginare e costruire la nazione. Manzoni da Napoleone a Garibaldi".

Il titolo, «Liberi non sarem se non siam uni», riproduce un verso di Alessandro Manzoni, tratto dal Proclama di Rimini. In questa fremente canzone politica, ricalcata sul petrarchesco Spirto gentil, il futuro autore dei Promessi sposi inneggiava all’audace e sfortunatamente velleitario disegno, concepito nel 1815 da Gioacchino Murat in aperto conflitto con i propositi di restaurazione affermati dal Congresso di Vienna, di muovere guerra all’Austria, col concorso di tutti i patrioti, e cacciarla dalla penisola, unificando l’Italia in una monarchia costituzionale. Posta sotto questo generoso auspicio, l’iniziativa bresciana ha inteso richiamare, anzitutto, le ragioni ideali e i vantaggi concreti che stanno alla base del patto volontaristico di solidarietà stretto dagli italiani nella stagione cruciale del Risorgimento (dall’ Introduzione di Giuseppe Langella).

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