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Scrittori per Padre Pio

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Scrittori per Padre Pio
titolo Scrittori per Padre Pio
curatore
Argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
Collana Passio, 17
marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato Libro
Pagine 64
Pubblicazione 1999
ISBN 9788882121891
 
5,16 4,90
 

Disponibile anche nel formato

Della «Sua purità e Suo acume di veggente« scrive a Padre Pio Gabriele D'Annunzio in una lettera inedita qui pubblicata insieme con altre testimonianze originali di scrittori che hanno conosciuto di persona ilfrate di Pietrelcina. Su di lui ecco finalmente un libro nuovo e diverso: da Angioletti (che ricorda:«Vidi venirci incontro un antico guerriero dalla tonaca scura») a Bacchelli, da Baldini a Bargellini, all'inglese Graham Greene e a chi gli fu addirittura chierichetto, Joseph Tusiani, Padre Pio appare in una luce più vera. «Un uomo che porta l'insegna di ciò che deve percuotere più di ogni mistero la coscienza» scrive Riccardo Bacchelli nel 1952, aggiungendo: «Un giorno forse sarà santo».

 

Un brano dal libro

Nosari si sentì in obbligo di metter subito in chiaro il perché della nostra visita, e dette fuoco alle prime due topiche: esser noi dei giornalisti (e lo sciagurato fece anche colla mano il gesto dello scrivere) e volerci assicurare coi nostri occhi dei segni impressi sulle mani del padre. Padre Pio, senza farsi cadere quel sorriso dalle labbra, ma allungandoci di sotto in su certe occhiatine pietose e disarmate: «Oh non si può!» disse col suo vocino senza
timbro, di grillo parlante. Seguì un silenzio imbarazzatissimo durante il quale ci guardammo in viso e ciascuno poté conoscere per la vista degli altri che aspetto poco simpatico e rassicurante s’avesse tutti, mascherati di polvere
a quel modo.
Qualcuno di noi dette un’occhiata alla porta socchiusa alle spalle e Nosari, con voce più insinuante (ci mancò poco non strizzasse l’occhio) insistette: «Sia buono: ce le faccia vedere solo un pochino»; e con due dita faceva l’atto di chi scosta un guanto sul dorso della mano. (Dire a un santo: «Sia buono!»)
Abbuiato, Padre Pio tornò a ripetere che non si poteva.
«È il Vaticano, è Roma che non vuole?»
«Non posso parlare. Perché mi domandate?»
«E le ha anche ai piedi?»
«Ho detto che non posso parlare».
«E... le fanno male, le danno fastidio?» (Chiedere a un santo se le stimate gli diano fastidio! Le nostre stesse facce, in giro, a quest’uscita, presero un’espressione stirata di cartapesta). «E ha sempre dei “fenomeni”? Ha operato dei miracoli anche ultimamente?»
Una volta deciso di vuotare il sacco delle domande, il capotruppa aveva perso ogni pudore. Giornalisti! Il povero frate si dimenava sullo stallo e una insofferenza di momento in momento più viva gli si dipingeva sulla faccia: guardava ora noi ora la porta alle nostre spalle, non si capiva bene se per suggerirci di uscire o pel timore che qualcuno del convento venisse a spiare la figura che gli facevamo fare.
Io me lo studiavo a trenta centimetri di distanza, nel bianco e nel nero degli occhi, per decidere fra me se quello potesse essere davvero un santo: o anche solo un mezzo santo. Ma quali punti di riferimento poteva avere la mia osservazione per leggergli nel cuore e giudicare della santità o meno di quel poveretto? Stava per perdere la pazienza, questo si capiva benissimo. Ma dov’è scritto che i santi non debbano mai perdere la pazienza? [...]

(dal testo di Antonio Baldini La luce del martirio)

Quest'uomo, che porta l'insegna di ciò che deve percuotere più di ogni mistero la coscienza... un giorno sarà santo

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