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Saggistica letteraria

Rileggere libri e autori dell'ultimo secolo, e oltre. Saggi di letteratura italiana dell'Ottocento, del Novecento e classici, libri di ricerca letteraria e filologica, atti di convegni, inediti e rari; saggistica di poesia, intersezioni fra letteratura, poesia, storia, arte e spiritualità: scopri il nostro catalogo.

La traduzione del testo poetico

Tra XX e XXI secolo

a cura di Franco Buffoni

editore: Interlinea

pagine: 440

I maggiori autori e studiosi della traduzione letteraria sono raccolti in un libro di riferimento a cura di Franco Buffoni, tra i massimi esperti del settore a livello europeo. Da Bonnefoy e Sanesi a Bacigalupo, Magrelli e Gardini, sono messi in luce i diversi aspetti del tradurre, nell’idea che occorra comprendere e monitorare «il concetto di costante mutamento e trasformazione che è delle lingue e della traduzione, come metafora del nostro esistere».  

Pensare e narrare le nuove forme del lavoro

Nuova corrente 177

rivista: Nuova Corrente

pagine: 128

Questo numero di “Nuova corrente” affronta il tema del lavoro come una delle categorie decisive della modernità: non soltanto attività produttiva, ma forma di esperienza attraverso cui si trasformano soggettività, tecnica e rapporti sociali. I contributi qui raccolti – che spaziano dalla filosofia alla teoria critica e alla letteratura – interrogano il Novecento e il presente: dalla mobilitazione totale teorizzata da Jünger alla riflessione di Benjamin sulla tecnica, dalla crisi dell’utopia socialista nella DDR alle più recenti scritture working class e al capitalismo digitale. Al centro emerge la trasformazione dell’esperienza moderna e contemporanea: precarietà, accelerazione, prestazione permanente, dissoluzione delle identità stabili. Ne risulta una mappa teorica e narrativa delle tensioni del nostro tempo, là dove il lavoro diventa il luogo in cui si misurano libertà e dominio, produzione ed esistenza, emancipazione e alienazione. Sommario Micaela Latini e Gabriele Guerra, Premessa. Il lavoro e le sue metamorfosi Ubaldo Fadini, Le stanchezze contemporanee e l’orizzonte narrativo Valentina Serra, Le «bestie del proletariato». Rappresentazioni zoomorfe del lavoro nella Repubblica di Weimar Maurizio Guerri, La guerra come «tradimento della tecnica». Su Walter Benjamin ed Ernst Jünger Raul Calzoni, Dalla fabbrica al palcoscenico: il lavoro come simbolo e utopia nella letteratura della DDR Giorgio Fazio, Il significato politico della nuova letteratura working class. Il caso Didier Eribon Daniele Balicco, Ribellarsi è giusto. Normazione digitale e pirateria: la lotta di classe nell’era del dark web   Abstracts Notizie sugli autori

Letture boiardesche

Inamoramento de Orlando. Libro I

a cura di Cristina Montagnani, Elisa Curti, Elisabetta Menetti, Giovanna Rizzarelli

editore: Interlinea

pagine: 400

Perché proporre una lettura continuata e integrale dell’Inamoramento de Orlando che, per la sua struttura entrelacée, pare prestarsi poco e male a questo esperimento? L’avventura, affascinante quanto perigliosa, ha preso avvio nel 2023 grazie all’iniziativa di Elisa Curti, Elisabetta Menetti, Cristina Montagnani e Giovanna Rizzarelli. Se è vero che quasi mai un canto corrisponde a un’unità narrativa compiuta, ragionare di nuovo sulle chiuse e sugli attacchi dei canti ha permesso di approfondire la dimensione dinamica della narrazione boiardesca, individuando simmetrie e corrispondenze, anche numeriche, sinora sconosciute. Sono state inoltre affrontate zone del poema, specie quelle epiche, ancora quasi incognite: si pensi alle battaglie campali e soprattutto ai duelli singolari, di cui alcuni dei close reading qui pubblicati mostrano l’attenta e raffinata costruzione. Il risultato forse più importante che emerge da questa lettura del I libro riguarda gli elementi strutturali di ampia estensione, che sono stati indagati più volte alla ricerca di un’architettura sottesa all’impalcatura del poema. Lo stadio in cui Boiardo ha lasciato la sua opera non consente di formulare ipotesi a questo riguardo: al momento dell’interruzione la rete delle avventure è larghissima, il poema si espande solo orizzontalmente. Ma le letture qui raccolte offrono qualche risposta e non poche novità.

Quaderni borromaici 13

Saggi, studi, proposte

rivista: Quaderni Borromaici

pagine: 244

Anticipo che ho sempre cercato, nella mia vita di studioso e di accademico, di onorare, con l’impegno, il privilegio concessomi – immeritato come ogni privilegio – di essere entrato nella vita universitaria a Pavia, attraverso l’Università che era stata di Cesare Beccaria; e di esservi entrato, in contemporanea, dimorando per sei anni preziosi nel «Palazzo per la Sapienza» (così ebbe a chiamarlo il Vasari), fatto costruire a Pellegrino Tibaldi da san Carlo per farne l’Almo Collegio Borromeo: il più antico collegio universitario italiano. E dunque, in tal modo, per così dire passando anche attraverso il capitolo XXII dei Promessi sposi, dove appunto di quel Collegio si parla – per dire che «porta ancora il nome del loro casato» – presentando la figura eccelsa del cardinal Federigo, il primo studente e più tardi cardinale milanese e fondatore, quattrocento anni or sono, della Biblioteca Ambrosiana. Mario Pisani   Sommario   Giorgio Mariani, Cesare Angelini a cinquant’anni dalla morte Alberto Lolli, Gli anniversari non contano   Saggi Giovanni Caravaggi, Un antico omaggio poetico a santa Caterina da Siena (Valencia 1499) Samuele Esposito, The protection of the culpability principle as a pillar of criminal lawsecundum constitutionem Andrea Gamberini, Non solo «paesaggi di madreperla». Giuseppe Didone e la pittura di figura tra naturalismo e tecniche fotografiche Paolo Zoboli, La poesia, la più divina creatura di Dio: l’ultimo Mario Novaro (1939-1944)                                                                                                                  Elisa Avella, Sulle traduzioni delle Fleurs du mal di Giovanni Raboni: tra teoria e stile Edoardo Foppiani, «Elli givan dinanzi, e io soletto di retro». Considerazioni sui rapporti tra Stazio, Virgilio e Dante Michele Ferrando, Kierkegaard di Adorno. Adorno con Kierkegaard Rachele Oggionni, Educazione linguistica democratica tra principi e pratiche: un’indagine sulla scuola dell’infanzia e del primo ciclo in Italia Giacomo Minuto, Miscele di gas ecosostenibili per il rivelatore di particelle PICOSEC-Micromegas Emanuele Di Martino, Neurobiologia e Talking Cure: una prospettiva neuropsicoanalitica   Scaffale borromaico Francesco Meriggi, Nel 65° anniversario del raid Pavia-Oxford compiuto dagli “Argonauti” o “Magnifici sette” del Collegio Borromeo (1961-2026) Daniele Nizzola, Costantino Marini, ovvero lo studio e la guerra di un Borromaico   Bancarella borromaica Filippo Capobianco, Le supernove non fanno rumore e tu tossisci a teatro? (Micael Boccato) Gianmarco Gronchi, Liminal Fiorucci. Dieci anni di moda e arte a Milano (Sabrina Grassi) Mauro Campello, L’undicesimo gioco (di Abulafia) (Riccardo Gabriele Maria Barera) Paolo Geraci, Loano isola del Ponente. Variazioni su un tema di Alford. Storia, racconti e curiosità (Claudio Bellinzona)

Leggero leggerò

Guida impertinente alla lettura e all’amore per i libri

di Antonio Ferrara

editore: Interlinea

pagine: 148

«Leggere è sexy» secondo Antonio Ferrara, uno scrittore amato da giovani lettori, insegnanti e bibliotecari, che qui racconta storie e modi per innamorarsi delle parole, giocarci e usarle al meglio perché «siamo fatti di storie». Con consigli per scrivere, parlare e leggere in pubblico, anche con tutto il corpo, imparando un uso creativo degli errori. Infatti, come diceva Sartre, «ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche». Un libro per amare i libri.

Bella ciao

Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze

di Cesare Bermani

editore: Interlinea

pagine: 112

Dalla lotta delle donne iraniane contro il regime degli Ayatollah alla Rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, da Occupy Wall Street alle piazze dei giovani dei “Fridays for future”, Bella ciao è diventata l’espressione musicale per eccellenza delle lotte per la libertà ed è tornata a essere una canzone dei giovani, anche grazie anche al successo della serie Netflix La casa di carta. Ma le sue origini sono a lungo rimaste sconosciute, con vere e proprie fake news che negano il suo legame con la lotta partigiana. Il maggiore storico della cultura orale, Cesare Bermani, ricostruisce l’avventura di questo canto popolare «così amato da chi vuole la libertà».

Virgilio è urgente

Lettori moderni dei classici

di Roberto Andreotti

editore: Interlinea

pagine: 256

In che senso Virgilio può essere definito urgente? E poi, sarebbe urgente soltanto Virgilio o anche gli altri classici, sempre che vengano letti e riletti a certe condizioni? Le risposte il lettore dovrà trovarle da sé attraversando le pagine di questo piccolo libro sulla letteratura classica, che nasce da una scommessa editoriale: quella di impaginare le recensioni riservate agli autori greci e latini senza soluzione di continuità con quelle dei classici moderni e soprattutto con quelle dei loro “colleghi” attuali, promuovendo la frizione tra antico e contemporaneo. Perché, come scrive l’autore, «è solo il contemporaneo che può generare domande nuove e incalzanti da porre ai libri degli antichi, senza per questo trascurarne la drammatica alterità».

Fiabe antiche per un futuro digitale

Metafore e mostri nell’era dell’intelligenza artificiale

di Moreno Carosella

editore: Interlinea

pagine: 232

Un libro insolito e molto prezioso che offre la possibilità di riflettere in modo originale sulla questione dell’uso della tecnologia e della sua rilevanza per il futuro di tutti, in un periodo in cui si parla di questo tema molto spesso a sproposito e con una certa banalità. L’autore ha infatti compreso che l’antica sapienza popolare custodita in fiabe e leggende del meridione è tutt’altro che estranea al tipo di coscienza collettiva che deve guidare responsabilmente il rapporto con le tecnologie. Un rapporto senz’altro delicato, perché le tecnologie digitali e la cosiddetta intelligenza artificiale non sono affatto docili e neutri strumenti pronti a farsi usare da chiunque.

Contra Pasolini

Nuova corrente 175

rivista: Nuova Corrente

pagine: 152

Prendendo spunto dal ciclo seminariale tenuto tra aprile e giugno 2022 presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, Contra Pasolini mira a grattare via una certa patina agiografica dalla figura di Pier Paolo Pasolini, fin troppo alimentata dalle celebrazioni del centenario allora in corso e, in fondo, limitante per l’autore stesso. Gli interventi raccolti in questa sede prendono in esame il dialogo-scontro tra Pasolini e un’altra figura culturale di rilievo, senza però limitarsi alla sola letteratura o al solo orizzonte italiano. Si esaminano così polemiche interne tanto al mondo delle riviste (che vanno anche oltre la leggendaria “Officina”) quanto all’ampia e più o meno ortodossa area marxista italiana; ma ci si spinge anche oltre, come Pasolini stesso aveva voluto, arrivando a toccare un mondo da noi generalmente lontanissimo come quello lusofono.   Sommario -Premessa-Fortini e Pasolini, di razza fraterna e nemica (Cecilia Bello Minciacchi)Sanguineti e Pasolini. Solidarizzare/desolidarizzare (Erminio Risso)-«E un giorno non mi capirai». Pier Paolo Pasolini e Massimo Ferretti (Marco Berisso)-Melissa senza Modena. Le polemiche tra Salinari e Pasolini (Gian Luca Picconi)-Jacobbi con/tra Pasolini e il Terzo Mondo (Alessandra Vannucci)-Glauber Rocha contra Pasolini. Dalla violenza decoloniale del Vangelo alla violenza esistenziale di Salò(Yuri Brunello)-Abstracts-Notizie sugli autori

Le scritture imprevedibili di Alfredo Giuliani

Autografo 73

rivista: Autografo

pagine: 192

«M’è sempre successo di spostarmi, in tutti questi anni, da una forma di poesia a un’altra» – ha detto una volta Giuliani – «probabilmente non per seguire una poetica, ma per carattere, per impulso di carattere. Non riuscirei mai a scrivere un intero libro di sonetti o un poema epico. Le variazioni della stessa forma, dello stesso tema, mi stancano e anzi in certi casi mi annoiano veramente a morte». Questo fascicolo di “Autografo” è un tentativo a più voci di mappatura delle attività molteplici dell’autore, nel suo zigzagare tra letteratura, teatro, radiofonia, collaborazioni con artisti visivi, traduzione, critica e saggistica. Con saggi e contributi di Luigi Ballerini, Emiliano Ceresi, Andrea Cristiani, Federico Francucci, Sara Gregori, Caterina Miracle Bragantini, Giovanna Lo Monaco, Samuele Maffei, Giacomo Micheletti, Federico Milone, Noemi Nagy, Ugo Perolino, Chiara Portesine, Luca Stefanelli.

Nel nome del male

Da Lady Macbeth a Stanley Kubrick

di Franco Buffoni

editore: Interlinea

pagine: 176

«Il genere umano non odia mai tanto chi fa il male, né il male stesso, quanto chi lo nomina» ha scritto Leopardi. Questo libro, che arriva fino all’attentato del Bataclan e alla tragedia delle guerre attuali, si apre con il gioco perverso tra Macbeth e Lady Macbeth: chi osa di più nel proporre la realizzazione di un male sempre maggiore; e chi crollerà per primo. Dal rapporto, fino allo sfacelo, tra Rimbaud e Verlaine, agli estremi malvagi di Ivan Karamazov: «ma Dostoevskij sarebbe stato troppo geometricamente teorico per questo libro: così siamo riusciti, non senza fatica, a tenerlo lontano, senza cedere alla tentazione di metterlo al centro della riflessione, facendoci da lui dettare la linea».

Quaderni montaliani 5

Ossi di seppia 1925-2025

rivista: Quaderni montaliani

pagine: 168

Dedicato al centenario di Ossi di seppia, il numero si apre con l’edizione completa, curata da Gianfranca Lavezzi, delle lettere di Montale a Enzo Ferrieri, direttore del “Convegno”, una delle rare riviste su cui apparvero in anteprima anticipazioni di testi poi raccolti in volume nel 1925. L’ampio saggio di Stefano Carrai ricostruisce, attraverso puntuali riscontri epistolari, la genesi della prima edizione, offre un quadro comparativo della situazione poetica del tempo in cui il libro vide la luce e ci presenta i molteplici riscontri di lettura nei primi anni successivi all’uscita. L’indagine di Nicholas Adams su Caffè a Rapallo ed Epigramma prospetta un’interpretazione “politica”, sotto il velo di alcune immagini cruciali, intonata al clima drammatico del primo tempo fascista. Andrea Aveto analizza il noto disegno-mappa delle Cinque Terre tracciato da Montale per Bonsanti, avanzando una proposta di datazione. Infine, i ricordi di Silvio Ramat sulla propria consuetudine di poeta e critico con Montale ci offrono interessanti notizie inedite. In appendice i nuovi aggiornamenti bibliografici curati da Paolo Senna. Hanno collaborato a questo numero: Nicholas Adams, Andrea Aveto, Stefano Carrai, Gianfranca Lavezzi, Silvio Ramat, Paolo Senna.    

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