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Tutto su: Poesia

Le donne del coro

di Giusi Baldissone

editore: Interlinea

pagine: 80

In questa nuova raccolta Giusi Baldissone conferma quelle cifre che caratterizzavano la precedente intitolata Cartoline. Anzitutto l'ironia capace di alleggerire il tragico senza eluderlo, una capacità tutta femminile. La seconda cifra è l'intensa carica affettiva, che investe in modo struggente ma leggero le persone amate come pure le cose, i fiori, gli animali. Un libro di poesie sulle donne dove non c'è spazio per il maschile, si direbbe. Anzi c'è una sfida alla superficialità maschile. La versificazione di Giusi Baldissone è fluida, la vena facile, i ritratti efficaci, è una poesia che usa con molta parsimonia la metafora: non si tratta tanto di trovare metafore della realtà, ma di assumere la realtà stessa, in tutta la sua greve concretezza, come metafora di un senso profondo che la oltrepassa.

La cuscénza di tram

di Franco Spazzi

editore: Interlinea

pagine: 144

Franco Spazzi, milanese, è poeta e pittore acquerellista e nelle sue liriche, scritte nel dialetto di Lanzo d'Intelvi, dipinge la sua città (Metropolis), i ricordi più cari (Aerobóte) ma anche immagini paesane e domestiche, religiose e letterarie (Durante Alaghieri). Scrive Alberto Casiraghy: "Poche persone al mondo hanno la gioia di vivere e l'entusiasmo di Franco Spazzi. Franco è un vero alchimista rinascimentale, riesce a trovare formule e parole in ogni anfratto".

Giovanna d'Arco

di Maria Luisa Spaziani

editore: Interlinea

pagine: 112

«M’innamorai di Giovanna d’Arco quando avevo dodici anni, l’età delle sue prime visioni […].

Madri vestite di sole

di Mariastella Eisenberg

editore: Interlinea

pagine: 168

Le poesie che compongono la presente raccolta di Mariastella Eisenberg hanno il titolo piuttosto sconcertante di Madri vestite di sole. Perché vestite di sole? Perché, potremmo dire anche noi, la verità è nuda e il dolore è nudo.Nel prologo breve ma intenso, l’autrice ce ne dà presto una ragione. Il tema ricorrente di queste poesie, il filo rosso che le tiene insieme sarà la perdita di una figlia, una sua “creatura”, come dice lei stessa, e il solo modo di parlarne sarà la verità, giusto il titolo di Baudelaire, Mon coeur mis à nus, che sembra richiamare il titolo di Mariastella Eisenberg Madri vestite di sole. La poesia ha il compito di informare e si incarica di unire gli ascoltatori e i lettori nella partecipazione corale degli eventi che vengono rappresentati. Il tono di queste poesie è sommesso, di persona che parla a un amico, anche se rotto e a volte quasi balbettante. È lo stile diretto di chi vuole la verità, nuda, fuori da ogni ornamento.

La notte

di Renato Pennisi

editore: Interlinea

pagine: 88

La raccolta di un poeta che, come scrive Giovanni Tesio, «si muove con circospezione e discrezione, quasi in punta di sé»

Poeti innamorati

Da Guittone a Raboni

a cura di Patrizia Valduga

editore: Interlinea

pagine: 96

«Fuoco di paglia è amore di poeta, / perciò è vorace, ed è così fugace»

La chiéve de l'úrte

di Francesco Granatiero

editore: Interlinea

pagine: 128

La chiéve de l’úrte è un’immagine in cui si condensa tutto il valore più altamente evocativo della poesia di Francesco Granatiero: la capacità di disserrare – attraverso l’arte poetica – la porta di un recinto che è anche un mondo “altro”.

Nell'oltre delle cose

di Giovanni Parrini

editore: Interlinea

pagine: 68

Giovanni Parrini, già presente e premiato in vari concorsi letterari per i suoi lavori poetici, riunisce qui una nuova silloge in cui ripropone una conoscenza disposta a cantare l’oggettiva consistenza del visibile, ripercorrendo a ritroso la sua parcellizzazione nell’infinitamente piccolo, per poi cogliere nel silenzio del «suo fitto gerundio» l’imprevisto irrompere di una diversa meccanica, che sfugge alle misurazioni scientifiche. Proprio dal ciclo universale della vita, nel modo di comportarsi di atomi lucreziani, scaturisce così un’altra forma di visione dell’invisibile, che sussulta per la bellezza del creato, non rispetta le coordinate spazio-temporali e non cessa di interrogarsi sul mistero del vivere e del morire. Circoscritto nel cerchio di questa identità speculare, il libro si annuncia già nel titolo come il frutto di questo continuo scarto tra l’esatta e dimostrabile consistenza scientifica delle «cose» e il suo sconfinare di là dalla siepe che dell’ultimo orizzonte il guardo esclude: «proprio qui, / nell’oltre, / l’infinito».

Pastoralia. Carmina. Epigrammata

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 320

Della prima attività letteraria di Boiardo, sotto il segno umanistico, esiste la benemerita edizione Solerti (1894) e solo di recente i Pastoralia hanno ricevuto adeguate cure critiche per merito di Stefano Carrai (1996). Per quanto riguarda Epigrammata e Carmina, si tratta di un’edizione innovativa rispetto al passato, a cura di Stefano Carrai e di Francesco Tissoni.

Più della poesia

Due conversazioni con Paolo Taggi

di Alda Merini

editore: Interlinea

pagine: 80

Alda Merini, a un anno dalla morte, in un libro-verità scritto con chi l'ha portata la prima volta in tv, Paolo Taggi: "era prima di molte cose.

Arde nel verde

di Matteo Munaretto

editore: Interlinea

pagine: 64

Una lingua capace di cantare. Quella – sembra dirci Arde nel verde – di cui ha bisogno la poesia, la sua lingua originaria e fedele, «che non abdica all’umano».

La casa e altre poesie

di Titos Patrikios

editore: Interlinea

pagine: 64

«Come ha scritto Filippomaria Pontani, per Patrikios la poesia è soprattutto “testimonianza, rimedio all’oblio, inesausta esortazione al ricordo dei compagni uccisi, della barbarie vissuta e mai del tutto debellata, del dolore che non solo lui […] ma tutta una generazione, un popolo, un mondo hanno patito, seppure a vari gradi di coinvolgimento, di consapevolezza, di indignazione”. La memoria è per il poeta l’unico antidoto all’orrore sempre incombente, un rifugio amaro e nel contempo ineludibile per l’uomo contemporaneo. E il giudizio sulla storia, dice il poeta, dev’essere spietato: “Dobbiamo giudicare anche il giudice”. Di qui il suo sguardo critico sul mondo. Anche se, come afferma, “nessun verso può rovesciare i regimi”, memore della lezione di Ritsos granitica rimane la sua fede nella poesia, cui è demandato il compito, passando in rassegna il passato, di cercare risposte “a domande non ancora fatte”, e di vigilare sull’inconsapevole scialacquìo di quelle conquiste che hanno richiesto tanti sacrifici e tanto sangue. In questo filone della memoria si inserisce l’opera più recente di Patrikios, La casa (2009). Si tratta di un poemetto in sei parti di struttura narrativa ma dal ritmo accentuatamente poetico, dove la rievocazione della casa in cui il poeta ha abitato dai dodici anni è il pretesto per ripensare con il distacco della maturità gli sconvolgenti eventi politici e sociali che ha vissuto la Grecia per lunghi decenni del secolo scorso, e che hanno drammaticamente segnato più di una generazione, ma soprattutto il poeta, che ne è stato testimone e protagonista» (dalla presentazione di Nicola Crocetti).

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