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Il malinteso universale

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Il malinteso universale
titolo Il malinteso universale
autore
curatore
argomento Letteratura Narrativa italiana
collana Gli aironi, 90
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 352
pubblicazione 2019
ISBN 9788868572716
 
15,00 12,75
 
risparmi: € 2,25
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Il malinteso universale è un omaggio – con una buona dose d’ironia – al genio di Orson Welles, ma soprattutto, come scrive l’autore stesso, una riflessione «sul perché i suoi progetti migliori sono sempre stati interrotti o abbandonati». Ma è anche, come indica il curatore Alessandro Carrera, «un romanzo-puzzle al quale mancherà sempre un pezzo per essere completo, un romanzo-labirinto nel quale si può entrare ma non si può uscire, una meditazione post pirandelliana su personaggi che non hanno più un autore se mai l’hanno avuto, un libro nel quale sembra che non si parli d’altro che di libri che non si possono leggere (in particolare uno, Il dio del labirinto di Herbert Quain) e di film che non si possono vedere (in particolare È tutto vero di Orson Welles)».

 

Biografia dell'autore

Sergio Villa

Sergio Villa nasce a Melzo il 10 gennaio 1951. Si laurea all’Università Statale di Milano in Scienze Politiche il 9 settembre 1976. Nel 1974 viene eletto consigliere comunale a Melzo nel Partito Socialista Italiano, area lombardiana (così chiamata dal nome di Riccardo Lombardi, 1901-1984, esponente della sinistra del partito). Sergio Villa era allora uno dei più giovani consiglieri comunali d’Italia. Per trentacinque anni svolge l’attività di consulente finanziario presso vari istituti bancari. Termina la sua carriera in quella che era la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano, dove il 12 dicembre 1969 avvenne l’attentato terroristico che contribuì a cambiare la storia del nostro Paese. Sergio Villa muore a Milano il 9 aprile 2018.

Cinema, musica, letteratura, politica, storia e tante altre cose: queste sono state le sue grandi passioni. Intorno al 1980-1981 scrive con un amico un romanzo giallo che rimarrà inedito. Insieme ad Alessandro Carrera e all’amico già citato pubblica tra il 1983 e il 1987 sulla rivista di studi esoterici “Kemi-Hathor” (Edizioni Riza) la prima parte di un ambiziosissimo ed enciclopedico romanzo a puntate intitolato Il dio del labirinto, che attende di essere edito in volume. Nel 2008 pubblica in edizione privata la prima versione di un romanzo noirintitolato Wilderness, scritto tra il 2006 e il 2007.

Per trentacinque anni si occupa di politica e storia locale, scrivendo soprattutto della sua città, Melzo, e dell’area della Martesana. È stato tra i fondatori del Centro Studi Guglielmo Gentili e della rivista di storia locale “Storia in Martesana. Rassegna on-line di storia locale” (). Pubblica un numero considerevole di volumi, saggi e articoli di storia locale, sempre accurati e scientificamente ineccepibili. Fino «all’ultimo dei miei cuccioli», come amava definirlo, La mappa sbagliata. Un’indagine sul Seicento melzese, scritto con Lino Ladini e che vede la luce nel gennaio 2018, pubblicato dal Comune di Melzo. Sempre nel 2018 la città di Paullo gli assegna il Premio Ambrogio da Paullo per la storiografia locale «per l’intensa ed esemplare attività di storico». Non un premio postumo, perché il comitato che ha deciso l’assegnazione del premio non sapeva della sua morte.

Tra il 2016 e il 2018 lavora alla redazione definitiva di un nuovo romanzo, Il malinteso universale. In quest’ultimo romanzo come in Wilderness, Sergio Villa dà forma letteraria alla sua passione per il racconto giallo-noir, la letteratura tutta e il cinema.

È indubitabile che in politica, nel lavoro, nei suoi scritti Sergio Villa abbia raccolto meno di quanto meritasse, avendo sempre preposto rigore etico e deontologico al raggiungimento di riconoscimenti e successi personali. In politica rinunciò a una possibile carriera (Riccardo Lombardi lo considerava una giovane speranza) per non aver condiviso ordini di partito che lo avrebbero costretto a compromessi per lui inaccettabili. Nel suo lavoro ritenne che la tutela dei risparmiatori e dei clienti a lui affidati fosse più importante delle direttive imposte dalle logiche aziendali. Nel campo della scrittura e nel suo lavoro di storico non acconsentì al facile e al banale, adottando un metodo scientifico di ricerca che padroneggiava con sicurezza. I suoi principi morali, comunque, non gli impedirono flessibilità di pensiero e un confronto critico costante tra le proprie convinzioni e la realtà.

 

Mozione degli affetti. Nel 2000 Sergio e io eravamo i testimoni di nozze di Alessandro Carrera a Torino. Entrambi eravamo amici di lunga data di Sandro ma ci eravamo visti solo qualche volta in precedenza. Seduti uno di fonte all’altro, durante il pranzo di rito, è iniziata un’amicizia. Complice forse questo piccolo aneddoto: in chiesa, durante la cerimonia, eravamo in piedi a fianco dello sposo. Presente alla funzione era un pezzo della Torino aristocratica, cattolica ed ebraica. Al momento della comunione, che quasi tutti (aristocratici e cattolici) avrebbero accettato, io laico, ho avuto un piccolo dilemma tra opportunità e coerenza. Mi sono voltato verso Sergio. Lui mi ha guardato. «Ma tu fai la comunione?» ho chiesto. «Io no» mi ha risposto. Ricordo come fosse ieri il sorriso di complicità che ci siamo scambiati.

Questi diciotto anni di assidua frequentazione mi hanno permesso di conoscere una persona rara e preziosa, un’anima gentile, un esempio di correttezza e umanità. Non sono frasi di circostanza: entrambi abbiamo sempre preferito il silenzio a osservazioni insincere.

Ritengo una fortuna averlo conosciuto e mi consola in piccola parte l’aver avuto il tempo di dirgli, proprio il giorno prima che la malattia precipitasse le sue condizioni, che per me era un onore essere ritenuto un amico da lui.

Considerato il suo carattere riservato e pudico mi sono permesso a volte (e lui me lo ha concesso) di rompere questa sua riservatezza. Lo farò anche ora, interpretandolo e dedicando questa edizione, in sua vece, all’adorata moglie Franca e ai figli amatissimi Maria Stella e Francesco.

Per concludere, rivolgo un cenno ad Alessandro Carrera, professore di Letteratura italiana e di Culture e letterature del mondo all’Università di Houston in Texas, musicologo, filosofo, poeta, scrittore e saggista, ma curatore di questa edizione soprattutto come amico di Sergio.

 

Eventi collegati a Il malinteso universale

Sala Vallaperti di Palazzo Trivulzio, il 19.05.2019 alle ore 21.00, via Dante, 2, Melzo

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