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Storia

Varallo Pombia

Storia e memorie di una millenaria comunità

a cura di Dorino Tuniz

editore: Interlinea

pagine: 384

L’importante insediamento dell’Ovest Ticino, protagonista e testimone di significativi avvenimenti e trasformazioni di questa parte del territorio novarese nel corso dei secoli medievali e dell’età moderna, è oggetto di una ricerca e di una presentazione a più mani, che ne definiscono il profilo e ne tracciano le vicende storiche e artistiche. Dopo le pagine iniziali dedicate da Carlo Mazzella ai primi insediamenti umani e ai ritrovamenti archeologici, Franco Dessilani si concentra sulla istituzione della pieve e sulla diffusione del cristianesimo in quest’area ad ovest del Ticino. La chiesa di San Vincenzo è oggetto di una attenta analisi da parte di Simone Caldano: lo studioso, che ha già affrontato lo studio approfondito di altre chiese romaniche novaresi, discute della struttura architettonica e delle decorazioni dell’edificio. Il territorio e lo sviluppo del tessuto urbano, le vicende del feudo e dei feudatari di Varallo Pombia e della sua comunità parrocchiale sono affrontate da Maria Grazia Porzio, Gian Paolo Prinetti e Dorino Tuniz, mentre Salvatore Ussia traccia la vicenda di un singolare personaggio, Martino Paolo Nibbia, feudatario di Varallo ma soprattutto editore e commentatore della Divina Commedia. Marina Dell’Omo, Silvia Angiolini, Ivana Teruggi e Susanna Borlandelli prendono in esame gli edifici di culto e le decorazioni delle chiese del territorio, mentre Flavia Fiori studia i paramenti sacri conservati sul territorio della parrocchia. Dopo la presentazione di Roberta De Filippi dell’ambiente e della vita della frazione Cascinetta, Francesco Omodeo Zorini e Giuseppe Veronica ricordano alcuni episodi della guerra e della lotta di liberazione a Varallo, mentre Mario Perotti conclude il volume con un bel ritratto di un nobile figlio di Varallo, don Giuseppe Rossi, parroco di Castiglione d’Ossola, ucciso dai nazifascisti nel 1944. Chiude la pubblicazione un ricco apparato fotografico e cartografico.

Risorgimento a Novara

Lo sviluppo della città nell'Ottocento

a cura di Alessandro Barbero, Paolo Cirri, Sebastiano Vassalli

editore: Interlinea

pagine: 184

La scelta di realizzare un volume sulle vicende di Novara durante il Risorgimento, proprio in occasione del 150° anniversario dell’unità nazionale, è stata dettata dalla volontà di far prendere pienamente coscienza, una volta per tutte, non solo del ruolo fondamentale e indiscutibile avuto – dalla città, dal suo territorio e dalle personalità da essi espresse – nella costruzione della nuova Italia, ma anche di come questo periodo coincida con il decisivo salto di qualità di Novara da semplice borgo, pur capoluogo amministrativo-militare, a vero centro urbano motore di attività commerciali e produttive, di crescita edilizia, sede di istituti di istruzione e luogo di promozione sociale e culturale.Si può veramente affermare che la città di oggi non è altro che l’evoluzione, il frutto dello sviluppo di quella impostata con spirito d’iniziativa, lungimiranza, senso del bene comune, impegno e sacrificio dai nostri concittadini di allora, nessuno escluso.Per fornire un quadro che fosse il più completo possibile, si è chiesto il contributo di alcuni fra i migliori studiosi specializzati ciascuno nella ricerca su singoli aspetti della storia cittadina. L’ambito di approfondimento è concentrato sulla città di Novara, mentre gli estremi di studio sono stati convenzionalmente fissati nel 1815 (fine dell’epoca napoleonica e inizio della Restaurazione) e nel 1870 (presa di Roma).Con più di 100 immagini a colori e in nero, un’opera fondamentale nella libreria di tutti i novaresi.

La chimera di Carlo VIII (1492-1495)

di Silvio Biancardi

editore: Interlinea

pagine: 824

Un ampio e documentatissimo volume sul periodo italiano del re di Francia carlo VIII di Valois (1470-1498): «Carlo VIII varca le Alpi alla testa della maggiore armata che gli italiani abbiano visto nel corso del secolo, non motivato da sete di conquista, ma dall’onesto intento di riavere qualcosa che secondo lui gli appartiene: il regno di Napoli. Sua Maestà, convinta di averlo ereditato dai propri antenati, lo vuole anche per farne la base di una crociata contro il Turco. Paradossalmente, sarà proprio un sovrano animato dalle "migliori intenzioni" a rovinare una delle più splendide civiltà che l’uomo abbia saputo costruire, e fare della Penisola un campo di battaglia corso per trecentocinquanta anni dagli eserciti di tutta Europa» (dall'Introduzione).

La cambiale dei Mille e altre storie del Risorgimento

di Massimo Novelli

editore: Interlinea

pagine: 320

"Quelli del Risorgimento non furono anni tristi, men che mai noiosi; anzi non ci sono nella nostra storia episodi più eroicamente festosi, concitati, coloriti, persino un poco matti"

Memorie di guerra e brigantaggio

Diario inedito di un garibaldino (1860-1872)

di Gaetano Ferrari

editore: Interlinea

pagine: 168

Un diario inedito di un garibaldino, una testimonianza di grande valore storico e una narrazione di avventurose imprese.

Il Risorgimento vercellese e l'impronta di Cavour

a cura di Alberto Cavaglion, Raffaella Afferni, Renata Allìo, Magda Balboni, Carlo Barbero, Michela Barosio, Ombretta Bertolo, Luca Brusotto, Patrizia Carpo, Irene Gaddo, Giorgio Giordano, Mario Guilla, Cinzia Joris, Cinzia Lacchia, Gianni Mentigazzi, Mario Ogliaro, Maria Caterina Perazzo, Paoletta Picco, Paolo Pomati, Anna Rosso, Claudio Rosso, Marco Trisciuoglio, Cristina Vernizzi, Adriano Viarengo, Giuseppe Zaccaria

editore: Interlinea

pagine: 360

Una raccolta di saggi che, a centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, si accostano, con una rinnovata consapevolezza storica, a temi nuovi e consolidati riguardanti eventi e personaggi del Risorgimento in rapporto al territorio vercellese, a sua volta contraddistinto dalla contrapposizione tra città e campagna, immobilismo e innovazione. Nella convinzione che, come scrive Edoardo Tortarolo nell’Introduzione, «centocinquant’anni sono molti: vale la pena di ricordarli non distrattamente e come per dovere (o far finta di dimenticarsene) ma con il senso della proporzione storica che rende significativo e utile parlare a ragion veduta del passato comune».

Il castello e le mura di Novara

Storia e progetti per una città fortezza tra il XVI e XVII secolo

di Paola Piccoli e Simona Pruno

editore: Interlinea

pagine: 96

L’ambito centrale di questo saggio è la storia del castello e delle fortificazioni della città di Novara. Lo studio delle caratteristiche difensive della città dal Cinquecento fino all’epoca moderna vuole mostrare Novara nel suo aspetto più interessante, sottolineandone l’importanza come caposaldo militare e ulteriore esempio dello sviluppo della scienza bellica. È il baluardo l’elemento d’espressione delle fortificazioni “moderne”, che viene a sostituire la torre come rinforzo e collegamento di due tratti di cortina difensiva e viene sagomato per accogliere un maggior numero di pezzi d’artiglieria e dei relativi serventi. Le mura, per difendersi, diminuiscono la loro altezza e aumentano il loro spessore, offrendo così un bersaglio piuttosto scarso agli avversari e un più sicuro “assorbimento” dei colpi inferti. Ma la storia delle costruzioni delle mura non è solo la storia dell’evoluzione tecnica: è soprattutto la storia della città e dei suoi abitanti, la cui esistenza è sempre stata segnata da eventi costruttivi diversi e molteplici.

La mafia ha paura di te

Viaggio dal Nord al Sud

di Massimo Savastano

editore: Interlinea

pagine: 120

Un viaggio da nord a sud per conoscere la mafia, un libro guida per i giovani per prendere coscienza che la mafia non è imbattibile.

Fuga dalla Polonia

di Mya Tannenbaum

editore: Interlinea

pagine: 136

Anno 1950. Un giovane diplomatico polacco. Sposato con una pianista italiana, viene richiamato a Varsavia

Giornalista per caso

Memorie novaresi di un vecchio cronista

di Piero Barbè

editore: Interlinea

pagine: 144

Piero Barbè ricorda in questo libro la sua poco comune carriera giornalistica, dai suoi esordi fino all’arrivo alla stampa

Il Piemonte in Europa

500 anni di emigrazione della valle Vigezzo. La famiglia Farina e l'acqua di colonia

di Luigi Rossi

editore: Interlinea

pagine: 172

«Cercavamo braccia e sono arrivate persone», così lo scrittore svizzero Max Frisch definì l’immigrazione che nella seconda metà del secolo scorso interessò gran parte dell’Europa. Tale riflessione ci permette di scorgere, negli immigrati, «persone, diritti, luoghi, lingue e culture, tradizioni e sentimenti. E una antica, complessa e vivace storia culturale e sociale», come scrive Luigi Rossi in questo originale studio sull’emigrazione piemontese, dal Medioevo ai giorni nostri, tracciando in particolare le rotte dalla valle Vigezzo verso le grandi e piccole città della Germania. Su tutti gli emigranti, dai più poveri – ambulanti, piccoli artigiani e commercianti – a coloro che invece hanno fatto fortuna, spicca la storia della dinastia dei Farina, fondatori della ditta produttrice della leggendaria Eau de Cologne.

«Vieni o maggio»

Canto sociale, racconti di magia e ricordi di lotta della prima metà del XX secolo nella bassa novarese

di Cesare Bermani

editore: Interlinea

pagine: 120

Sono raccolti in questo volume e nei due cd allegati le memorie orali e il repertorio di canto sociale di sei cantanti e narratori del Novarese, registrati tra il 1963 e il 1970. Nel primi due decenni del secolo, con il rafforzarsi del partito socialista e della Camera del lavoro e le multiformi iniziative di “propaganda elementare” rivolte sia verso la città che verso la campagna, viene formandosi anche nel Novarese un repertorio socialista di canto sociale. Queste testimonianze rappresentano un’importante fonte per conoscere il mondo proletario del Novarese tra la prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo.

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