Storia
Tra santi e città
Luci e ombre del Medioevo
di André Vauchez
editore: Interlinea
pagine: 400
André Vauchez torna con un libro che è sintesi dei suoi maggiori studi sulla storia religiosa del Medioevo, indagando diversi aspetti della spiritualità occidentale: dalla concezione della santità all’importanza di pellegrinaggi, santuari e luoghi sacri, con approfondimenti sulla storia delle città, delle religioni civiche e dei rapporti tra le grandi fedi monoteiste. Un affascinante itinerario storiografico, che abbraccia l’intero spazio temporale del Medioevo, tra Francesco d’Assisi, Gregorio IX, il culto di san Gennaro a Napoli, la Roma dei pontefici e la Gerusalemme delle crociate, incontrando visionari, mistici, profeti d’Italia e di Francia. La spiritualità studiata da Vauchez, spiega Giancarlo Andenna, è la «spiritualità popolare», che «non ha alcun rapporto privilegiato con il mondo ecclesiastico, ma si allarga all’intero mondo dei laici, donne comprese». È la dimensione religiosa dell’uomo, nella sua interezza, a emergere da queste pagine. Un tema che, tra luci e ombre, non smette di parlarci anche della nostra contemporaneità perché, scrive lo storico francese, con «le trasformazioni degli ultimi vent’anni […] l’importanza dei fattori religiosi nella vita politica, sociale e culturale dell’Europa e del mondo, ben lungi dal diminuire, non ha fatto che crescere».
Quaderni borromaici 6
Saggi Studi Proposte
rivista: Quaderni Borromaici
pagine: 272
Tutti gli studenti del Borromeo lo ammiravano [Cesare Angelini], avvertendone il fascino e il prestigio: ci aiutava a non sottovalutare la realtà quotidiana, a ben valutare la cultura, a rispettare la memoria letteraria, a compiere con rigore i doveri dello studio. Aveva una straordinaria capacità educativa: aveva la virtù rara di saper stare con i giovani, non prevaricava mai, non era autoritario ma era di straordinaria autorevolezza. Aveva creato una singolare comunità di giovani speciali. Per esempio, il primo anno che io ero a Pavia, era al suo ultimo anno Emanuele Severino, anche lui bresciano. Severino suonava l’armonium alla messa di Angelini e suonava molto bene il pianoforte: in quegli anni era anzi indeciso se scegliere, dopo la laurea, la strada di pianista; in ogni caso, nel suo fare e parlare si avvertiva già allora la singolarità, la genialità. Parecchi degli studenti del Borromeo di allora sono diventati cattedratici in diverse discipline, Medicina soprattutto, poi Diritto e Chimica: insomma, il collegio formava buone squadre.
Mino Martinazzoli
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SOMMARIO
Giorgio Mariani, Centosessant’anni dalla nascita di Contardo Ferrini. Il santo nelle parole di Cesare Angelini
Alberto Lolli, La vita: un’opera d’arte da scoprire
SAGGI
Emilio Manzotti, Noterelle pascoliane: ancora sul Gelsomino notturno
Franco Rota, Configurations of Points in Algebraic Geometry
Camilla Barbieri, Giustizia e immigrazione: un argomento per i confini aperti
Giorgio Ficarelli, Identità dell’opera d’arte: struttura logica del fare artistico
Ezio Barbieri, Il contesto documentario latino per comprendere i cimeli in arabo (secc. XV-XVI) dell’Archivio di Stato di Milano
Federica Gamba, Sul trattamento dell’aumento in Omero: l’esempio di Odissea
Francesca Crugnola, Il lamento di Ide e Giocasta e la marcia funebre delle Argive nella Tebaide: le donne si impossessano della scena tebana
Eleonora Litta, On the use of Latin -bilis adjectives across time
Mauro Campello, La “mano benedicente” fra depositum fidei e segno neurologico
Federica Zampedri, L’atomo di Lucrezio: traduzioni e disposizioni semantiche nel De Rerum natura
SCAFFALE BORROMAICO
Giovanni Bazoli, Lectio magistralis
Francesco Bono, Martinazzoli «a debita distanza» Le note a Manzoni nel solco di Angelini
Mario Pisani, Pietro Custodi espulso dal Borromeo e un rigoroso Manifesto disciplinare
Giovanni Caravaggi, Per Giuseppe Mazzocchi (1960-2017)
BANCARELLA BORROMAICA
Giuseppe Mazzocchi, Molte sono le strade (Nina Buffagni)
Marco Sonzogni, Passaggi. Poesie e prose poetiche (2014-2017) (Andrea Giansante)
Massimo Bocchiola, Marco Sartori, La battaglia di Teutoburgo (Eleonora Maiello)
Franco Pierno, La parola in fuga. Lingua italiana ed esilio religioso nel Cinquecento (Roberto Zambiasi)
Jeremy J. Baumberg, The Secret Life of Science (Dean Kos)
Gli autori
Abstract
***ABSTRACT
Zixu 3
Studi sulla cultura celtica di Golasecca
rivista: Zixu. Studi sulla cultura celtica di Golasecca
pagine: 92
“Ziχu. Studi sulla cultura celtica di Golasecca” torna con questo terzo fascicolo a raccogliere indagini e ricerche inedite sulla civiltà diffusasi in area padana – e in particolare tra le Alpi, il Po e il lago Maggiore – tra il IX e il IV secolo a.C, in una rassegna sui più recenti risultati della ricerca archeologica. Il numero III di “Ziχu”, in particolare, intende offrire uno sguardo sulla fase denominata Golasecca III A (500-350 a.C.), l’ultimo stadio della civiltà golasecchiana precedente l’affermazione della cultura di La Tène portata dai Galli transalpini. I diversi saggi raccolti propongono inoltre una riconsiderazione delle basi culturali nell’area padana dalla prima età del Ferro al tramonto della cultura di Golasecca, presentando i risultati di indagini archeologiche condotte a Bergamo, a Sesto Calende, nonché dati di archivio e studi di materiali museali.
Scritti sul Piemonte orientale
a cura di Carmen Aina, Gian Carlo Avanzi, Gian-Luigi Bulsei, Giorgia Casalone, Cesare Emanuel, Paolo Ghinetti, Maria Napoli, Paolo Pomati, Davide Porporato, Claudio Rosso, Marcello Tadini
editore: Interlinea
pagine: 184
Questo volume conclude in bellezza i festeggiamenti del ventesimo anniversario di fondazione dell’Università del Piemonte Orientale, aperti il 2 febbraio 2018 dal mio predecessore, professor Cesare Emanuel. Queste celebrazioni non si esauriscono in riti di aggregazione e in operazioni di memoria nostalgica, ma evolvono in occasioni per narrarsi, per riflettere su ciò che è stato compiuto e per pianificare il futuro dell’istituzione. Non a caso il mio intervento durante la cerimonia del passaggio di consegne rettorali si intitolava L’UPO che verrà: un Ateneo che trarrà linfa dai risultati fin qui realizzati e si proietterà in una visione in cui l’ambizioso progetto di identificare il territorio con la propria Università (il Multicampus) si espanderà a scale sempre più estese (l’Open Campus), coinvolgendo attivamente gli attori locali in contagiose collaborazioni, in dialoghi innovativi, in strategie internazionali.Il fertile terreno che permette di prefigurare un programma così importante è stato preparato in questo ventennio e il libro racconta come i frutti già raccolti abbiano lasciato condizioni ottimali per ulteriori e copiose mietiture. Cesare Emanuel riassume bene nella sua Introduzione i processi che hanno consentito ai due cardini di riferimento, l’Ateneo e il territorio che lo ospita, di dialogare, interagire e conferire identità a una regione non più codificata, come avveniva nel passato, dai fenomeni naturali, dalla storia e dai governi. Questi processi pretendono requisiti di partenza, strategie in itinere ed esiti che i saggi del volume illustrano da molteplici angolazioni: storica, geografica, economica, etnografica, sociologica e linguistica. Ne deriva un bouquet fragrante di sollecitazioni che costituiscono la pietra angolare del Piano strategico del prossimo sessennio dell’Università, aperto alle istituzioni, al sistema economico-imprenditoriale, alle associazioni, a chiunque desidererà interagire nella fierezza di essere un piemontese orientale. È, appunto, la bellezza dell’Open Campus.
Scalfaro dalla Costituente al Quirinale
Cinquant’anni di storia italiana
a cura di Giovanni A. Cerutti
editore: Interlinea
pagine: 192
La memoria collettiva su Oscar Luigi Scalfaro è indissolubilmente legata al suo settennato presidenziale, uno dei momenti più intensi e turbolenti della storia dell’Italia repubblicana. È in quella fase di transizione, di emergenza economica, di crisi politica e istituzionale, che la figura del Presidente Scalfaro emerge come pilastro a difesa della nostra Costituzione, dell’unità nazionale e delle prerogative del Parlamento. Ma la storia politica di Scalfaro affonda le sue radici nella storia stessa della Repubblica, in un lungo e prestigioso percorso politico: dalla militanza nell’Azione Cattolica all’Assemblea Costituente, dall’elezione ininterrotta alla Camera dei Deputati per ben undici legislature a importanti incarichi ministeriali. Questo libro rappresenta un primo contributo alla ricostruzione della biografia politica di Oscar Luigi Scalfaro, senza dimenticarne la dimensione sociale, umana, spirituale. L’impegno per la legalità, contro le mafie e la corruzione, la passione civile nella difesa della Resistenza e del movimento di liberazione sono ricostruite da studi e testimonianze che offrono nuova luce su un autentico protagonista della nostra storia repubblicana, la cui etica della politica emerge chiaramente da un suo testo inedito dedicato ad Alcide De Gasperi. «Tutto mi ha conquistato, tutto è richiamo alla responsabilità» scrive Scalfaro del grande statista democristiano: un richiamo alla responsabilità che non smette di essere attuale.
La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale
vol. II: La popolazione e il fronte interno
a cura di Cristina Vernizzi
editore: Interlinea
pagine: 232
La prima guerra mondiale è stata segnata da lutti e distruzioni ed è un dovere di tutti, istituzioni e società civile, conservarne la memoria, affinché le generazioni a venire possano ripercorrere quelle toccanti esperienze. Si presentano qui indagini storiche approfondite che hanno evidenziato il ruolo significativo delle istituzioni sul territorio, il valore dei provvedimenti emanati per affrontare le molteplici problematiche che in un periodo complesso hanno riguardato la popolazione, le attività produttive e l’assetto sociale tutto. In particolare, sono stati trattati quegli aspetti che più di altri hanno inciso sull’organizzazione sociale e civile: il ritorno degli emigrati, l’arrivo dei profughi dalle zone di combattimento, le requisizioni di beni di prima necessità, le limitazioni di movimento e di trasporti in un territorio dichiarato “zona di guerra”. Dalle relazioni degli illustri storici e studiosi è emersa l’importanza dell’organizzazione sanitaria nell’assistenza medica ai militari, tra il fronte e nelle retrovie, e anche nel sostegno alle famiglie dei caduti e agli orfani. Apprezzabile e degno di nota lo studio dedicato all’apporto delle donne in ogni momento del conflitto: il loro ruolo, per la prima volta, passò da “angelo del focolare domestico” a membro attivo dell’economia e della società collettiva.
Industriarsi per vincere
Le imprese e la Grande Guerra
a cura di Alessandro Barbero, Andrea Pozzetta
editore: Interlinea
pagine: 208
Borracce, gavette, panni di lana e carne in scatola, munizioni, automezzi, vanghe e piccozze. La prima guerra mondiale è stata anche uno straordinario sforzo tecnico e produttivo che ha visto impegnate officine, manifatture, grandi e piccole aziende in una mobilitazione industriale senza precedenti. Attraverso documenti, immagini, cartoline e fotografie storiche, l’edizione del volume Industriarsi per vincere ripercorre il ruolo delle aziende italiane di fronte all’emergenza bellica, in un inedito sguardo sul “fronte interno” in grado di raccontare la quotidianità del conflitto. Un’opera antologica interamente dedicata a oggetti e strumenti divenuti veri e propri simboli degli italiani in guerra, su cui si è costruita l’identità collettiva di generazioni di soldati. Un libro fondamentale che ci racconta come la Grande Guerra fu una fase di grandi trasformazioni da cui discese la nostra idea di “modernità”.
Mezzo secolo di studi novaresi
Novarien. 47
rivista: Novarien.
pagine: 192
DEDICATO A DON ANGELO STOPPADorino Tuniz, RicordoGiancarlo Andenna, Temi e studiosiMEZZO SECOLO DI STUDI NOVARESIOscar Luigi Scalfaro, Il “mio” De GasperiAngelo L. Stoppa, La rivoluzione francese vissuta a Novara dal FrasconiMarina Airoldi Tuniz, Leopoldina Cicogna (1786-1874) cittadina d’Europa e fondatrice della cattedrale cattolica di HelsinkiLucien Quaglia, Présence et activité des chanoines du Gd-St-Bernard au col du SimplonGiovanni Silengo, Fonti per la storia ecclesiastica novarese nei documenti dell’Archivio di StatoEmilie Dahnk Baroffio, La compositrice Isabella Leonarda 1620-1704Pier Giorgio Longo, Bernardino Caimi francescano osservante: tra “eremitorio” e cittàGiuseppe Briacca, Uguccione Borromei canonistaGiuseppe Balosso, Il Liber Estimi Cleri Civitatis Novariae et Episcopatus della metà del Trecento in ASDNGiorgio Picasso, I codici canonistici della biblioteca Capitolare di Novara nella recente storiografiaIN MEMORIAMMarco Rosci (Filippo Maria Ferro)Giorgio Picasso (Giancarlo Andenna)
Quaderni Borromaici 5
Saggi Studi Proposte
rivista: Quaderni Borromaici
pagine: 20
E a guardarlo in certe notti di luna, quando colonne e archi scavan le loro ombre per terra o le profilano sui muri, il gran blocco pare una danza sospesa, un canto fermo. Allora, a un improvviso cigolar d’uscio che s’apre, è lecito immaginare che dal salone degli affreschi – già sede dell’Accademia degli Affidati – esca il giovane conte Federigo, flos alumorum: torna a rendere omaggio al Fondatore sempre presente, in nome di tutte le generazioni degli illustri alunni: dalla facoltà di medicina, cento e cento dottori; dalla facoltà di lettere, cento e cento dottori; dalla facoltà di legge, cento e cento dottori; dalla facoltà di scienze, cento e cento dottori...***
SOMMARIO
Marco Budassi, Federica Massia, Un debito di riconoscenza
Alberto Lolli, In principio
SAGGI
Giulia Frigerio, The myth of the foundation of the oracle of Delphi. Apollo and Phyton
Elena Paralovo, Breve storia di una beffa: in ricordo dei 250 anni dalla morte di J.J. Winckelmann
Flavio Santi, Approssimazioni traduttive. Tre schede
Demetrio Marra, «Qui ripuosan que’ casti et felici ossa». Su un apocrifo cinquecentesco di Francesco Petrarca
Alice Martignoni, Senza soluzione di continuità. L’itinerario lirico di Andrea De Alberti
Viola Periti, Alla sbarra: il personaggio buffo nelle novelle di Aldo Palazzeschi
Franco Pierno, «Usare la lingua e la penna in gloria sua». Primi appunti sul volgare di Pier Paolo Vergerio il Giovane
Michele Prandi, Per una grammatica della creatività metaforica: metafore vive e sciami metaforici
SCAFFALE BORROMAICO
Alessandro Leona, Bitcoin, criptovalute e blockchain: bolla o nuovo paradigma?
Mario Pisani, Pietro Prini tra le carte del Collegio Borromeo
Giorgio Mariani, Le infinite vie dell’ingiustizia
Paolo Renon, La lezione di Giovanni Falcone
Mario Pisani, Donna Giustina e «quella pasta della cà Borromea»
BANCARELLA BORROMAICA
Marco Ferraresi, Il giustificato motivo oggettivo del licenziamento (Ginevra Astuto)
Andrea Frova, Luce. Una storia da Pitagora a oggi (Ettore Budassi)
Emanuele Severino, Il tramonto della politica. Considerazioni sul futuro del mondo (Bruno Cortesi)
Tullio Rizzini, Come imparammo a parlare (Carlo Maria Ferlini)
Marco Sonzogni, «Il guindolo del Tempo». Montale, Clizia e il pegno (Luca Mazzocchi)
Flavio Santi, L’estate non perdona (Matilde Oliva)
Giacinto Bagetta, Marco Cosentino, Marie Tiziana Corasaniti, Shinobu Sakurada, Herbal medicines. Development and validation of Plant-Derived Medicines for Human Health (Elena Poggio)
Massimo Bocchiola, Marco Sartori, La battaglia di Canne (Federica Zampedri)
Gli autori
Abstract***ABSTRACT
Memorie di un “ribelle”
I partigiani dell’Alto e Basso Vergante
di Leopoldo Bruno Carabelli
editore: Interlinea
pagine: 160
«Fu un periodo di vita partigiana che ci crebbe e ci maturò tutti quanti interiormente», scrive Leopoldo Bruno Carabelli, il comandante “Mitra”, nelle sue Memorie. Memorie sedimentate...
Storia della Lombardia medievale
di Giancarlo Andenna
editore: Interlinea
pagine: 288
Città fortificate, borghi, fertili campi da coltivare. La Lombardia nel Medioevo fu tra le più fiorenti regioni europee...
Le pubblicità di Natale che hanno fatto epoca
di Walter Fochesato
editore: Interlinea
pagine: 200
«Panettoni, dischi, profumi, elettrodomestici, libri, dolciumi: Natale riesce sempre a rendere dolce e attraente l’attesa dei doni sotto l’albero. Un esperto di illustrazioni, dopo il successo di Auguri di buon natale, dedicato alle cartoline d’auguri, ha selezionato le pubblicità più belle che hanno fatto epoca e spesso sono espressione d’arte. Per non dimenticare che è stata la pubblicità a imporre Babbo Natale tutto vestito di rosso con una bibita in mano…








