Storia
Caro Giorgio, tuo don Carlo
Lettere e cartoline inedite a Giorgio Buccellati (1941-1943)
di don Carlo Gnocchi
editore: Interlinea
pagine: 88
«Don Carlo, uscendo alla luce da un camminamento sul fronte russo, saluta e sorride al suo caro Giorgio»
Quaderni Borromaici 2
Saggi Studi Proposte
rivista: Quaderni Borromaici
pagine: 184
«Allora, dietro l’austero portone, s’indovina la sua ampiezza sonora, i portici e i loggiati dove le colonne abbinate s’inseguono come le rime baciate nei poemi, il salone frescato con vaghezze d’aurore rapprese, la veduta ariostesca sul prato con ampio gioco d’aria e blandimento di fontana e la solenne scalea da cui sale la sera violetta. (E un giorno vi salivano, alunni, Contardo Ferrini e Carlo Forlanini). In tanta suggestione ed elevazione, solo che si dica un nome – Borromeo – si ravvivano antiche condizioni di vita e aspetti insigni di memorie e costumi e privilegi aboliti: tutto un denso passato. E se, cauto, sali la gradinata, ti par d’essere assunto nel corteo dei civilissimi uomini che da quattro secoli qui si preparano a migliorare il mondo con gli alti studi e le lodevoli opere. Palazzo come civiltà». (Cesare Angelini, Luna sul Borromeo)***
SOMMARIO
Giorgio Mariani, Il “lume di giovinezza” del Collegio Borromeo negli scritti autobiografici degli Alunni
Paolo Pelosi, Breve Nota biblica sul motto «Gloriam praecedit humilitas»
SAGGI
Federico Milone, Un poeta scapigliato a Pavia: Giulio Pinchetti fra tradizione e innovazione
Marta Valentina Arnaldi, «Color di lontananza». Le forme del silenzio nei Poemi Conviviali di Giovanni Pascoli
Caterina Zaira Laskaris, Immagini versus oggetti: il caso delle opere d’arte
Marco Budassi, Federica Massia, Autorialità e traduzione: universi complementari? (Intervista a Massimo Bocchiola, Flavio Santi, Marco Sonzogni)
Mirko Belliato, Giorgio A. Iotti, ECMO come supporto respiratorio totale
Alessandro Bacchetta, Andrea Signori, Femtostrutture: e pluribus unum
Jacopo Imberti, Tachicardia Ventricolare Catecolaminergica Polimorfa
SCAFFALE BORROMAICO
Matteo Basora, Le origini del Collegio Borromeo «in casa del Dottor Gratiano»
Federica Barbieri, Sara Eusebi, Giuseppe Ferrari, alunno del Collegio Borromeo. Note biografiche
IMMAGINI, RICERCHE
Walter Minella, Pietro Prini a cento anni dalla nascita
Fausto Mariani, In collegio e fuori con Giovanni Emanuele. (Un ricordo personale di Giovanni Emanuele Colombo)
Mario Pisani, Per un ricordo di Franco Alessio (1925-1999)
Vanni Taglietti, Cesare Casella, maestro di scienza e di vita
Santa Maria alla Bicocca
Una chiesa di Novara tra arte, storia e fervore popolare
di Giovanni Baselli
editore: Interlinea
pagine: 308
Santa Maria alla Bicocca nel suburbio di Novara è una chiesa che nella seconda metà dell'Ottocento molti italiani hanno conosciuto, perché appare in molti quadri che rappresentano gli episodi salienti della celebre battaglia di Novara, che il 23 marzo 1849 i Piemontesi, schierati da soli contro l'esercito austriaco comandato dal maresciallo Josef Radetzky, persero in modo drammatico. Questo volume ne ripercorre la storia, dalle antiche origini ai giorni nostri, con un ricco apparato iconografico a colori.
Mons. Carlo Giani
Storia di quarant'anni a Mezzomerico
di Pietro Mattachini
editore: Interlinea
pagine: 128+XVI
Uomo di chiesa dal forte carisma, negli oltre quarant’anni della sua permanenza nella comunità di Mezzomerico monsignor Carlo Giani
La risicoltura e la grande guerra
di Giuseppe Sarasso e Paolo Viana
editore: Interlinea
pagine: 104
La definirono l’inutile strage. La Prima Guerra Mondiale fece sedici milioni di morti, nove sui campi di battaglia e sette tra i civili.
Il Risorgimento novarese nell'iconografia storica
di Franco Guerra
editore: Interlinea
pagine: 488
La straordinaria collezione raccolta da Franco Guerra parte dal punto d'osservazione di Novara - e dunque d'un luogo che ha avuto un ruolo centrale nelle vicende del Risorgimento - per allargarsi a testimoniare la complessa e stratificata informazione visiva cui avevano accesso gli italiani di allora. Ripercorrerla significa intraprendere un viaggio affascinante attraverso i diversi generi della produzione iconografica d'epoca. Raccogliendo nell'arco d'una vita questa immensa collezione, e corredandola di commenti, così da rendere possibile l'edizione che l'Associazione Amici del Parco della Battaglia, Interlinea e Editoriale Nuova offrono oggi al pubblico, Franco Guerra non ha reso solo una testimonianza d'amore per la sua città e per il suo paese, ma ha lasciato un'opera storica che contribuisce a farci capire meglio chi erano, cosa pensavano e come vedevano il mondo i nostri antenati ai tempi del Risorgimento.
I templari nel territorio novarese
di Salvatore Fiori
editore: Interlinea
pagine: 104
A margine del settimo centenario della morte sul rogo del gran maestro dell'ordine templare Jacques de Molay viene pubblicata una sintesi di anni di ricerche
Alessandro Antonelli
Un protagonista dell'architettura
di Diego Boca
editore: Interlinea
pagine: 48
«Chi è quel matto che sta facendo la cupola di San Gaudenzio a Novara?» si chiese nel 1863 un gruppo di architetti riuniti a Firenze.
Carlo Bascapè
Un vescovo sulle orme di san Carlo
di Dorino Tuniz
editore: Interlinea
pagine: 48
«Il più celebre vescovo di Novara dopo il patrono san Gaudenzio è Carlo Bascapè. Già segretario di san Carlo Borromeo, di cui è il primo biografo
Novaria
Terre e vescovi della diocesi
di Carlo Bascapè
editore: Interlinea
pagine: 300
«Chi parla della Chiesa non può tacere della città» scrive Carlo Bascapè in quest'opera caposaldo della storiografia novarese ed esempio di impegno della Chiesa postridentina. Nella sua Novaria l'autore, una delle più grandi figure nella storia locale, propone con forza pastorale una descrizione umana e religiosa del territorio dell'intera diocesi descrivendo luoghi, tradizioni e monumenti come nessuno prima di lui. Bascapè, già segretario di san Carlo Borromeo, di cui avviò la beatificazione, promotore di Sinodi fondamentali, viaggiò nelle diverse zone diocesane, dalla pianura alle Alpi, in visite pastorali rimaste impresse nelle pagine del suo capolavoro pubblicato nel 1612, qui tradotto dopo un lungo studio storico e archivistico. Edizione a cura di Giancarlo Andenna e Dorino Tuniz.
«Bascapè dividendo il suo scritto in due libri (de locis e de episcopis) propone una sorta di "geografia antropologica" e di "storiografia spirituale", che sono i due assi cartesiani per comprendere il rapporto della Chiesa col mondo. Essi forgiano non solo lo sguardo accurato sul mondo coevo nella varietà dei suoi costumi e nella differenza delle condizioni storico-geografiche, in un cambio di secolo che sta transitando verso la modernità, ma ricuperano soprattutto la memoria di una Chiesa radicata nel suo territorio, come nuovo anello della catena di una traditio ecclesiale da trasmettere. In questo sta la "modernità" dell'opera di Bascapè» (dalla presentazione del vescovo Franco Giulio Brambilla).
Quaderni Borromaici 1
Saggi Studi Proposte
rivista: Quaderni Borromaici
pagine: 176
«Nel 1580, [Federigo Borromeo] manifestò la risoluzione di dedicarsi al ministero ecclesiastico e ne prese l'abito dalle mani di quel suo cugino Carlo, che una fama, già fin d'allora antica e universale, predicava santo. Entrò poco dopo nel collegio fondato da questo in Pavia e che porta ancora il nome del loro casato; e lì, applicandosi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte, due altre ne assunse di sua volontà; e furono d'insegnar la dottrina cristiana ai più rozzi e derelitti del popolo, e di visitare, servire, consolare e soccorrere gl'infermi. Si valse dell'autorità che tutto gli conciliava in quel luogo, per attirare i suoi compagni a secondarlo in tali opere; e in ogni cosa onesta e profittevole esercitò come un primato d'esempio, un primato che le sue doti personali sarebbero forse bastate a procacciargli, se fosse anche stato l'infimo per condizione». (Alessandro Manzoni, I promessi sposi, XXII capitolo)***
SOMMARIO
Giorgio Mariani, Humilitas
Paolo Pelosi, Humanitas
SAGGI
Mariachiara Angelucci, Spunti di storia locale negli scritti periegetici di Polemone: l’attitudine alla storia dell’erudita antiquario di Ilio
Flavio Santi, Brevi considerazioni sulla metaforica dantesca
Roberto Vetrugno, Una lettera inedita di Mario Equicola a Isabella d’Este Gonzaga (Pavia, 11 aprile 1522)
Giovanni Caravaggi, Pellegrino Tibaldi all’Escorial
Marco Sonzogni, L’ultima passeggiata con il Bardo di Bellaghy
Guido Montagna, Oreste Nicrosini, Fulvio Piccinini, La caccia alla particella di Higgs
Riccardo Bellazzi, Marco Tornielli, I big data e la ricerca biomedica: una sfida e un’opportunità
Federico Rosti, Ortodonzia invisibile: il Social Six
Giovanni Borghese, Come una domanda assurda e una bicicletta sparita possono condurre al laboratorio di un premio Nobel. Intervista al professor Paolo Ferruti
SCAFFALE BORROMAICO
Giorgio G. Mellerio, Epistola entomologica
Michele Cattane, L’Almo Collegio e il fascismo: aspetti di vita borromaica nei tardi anni trenta
Gianni Mussini, Il carteggio Angelini-Contini: storia di un’amicizia tra logos e Logos
Angelo Stella, Cromie verbali
Dell’Almo gli Almi. Alunni laureati A.D. MMXII, MMXIII(a cura di Federica Massia)
Trino e l'arte tipografica nel XVI secolo
Dal marchesato del Monferrato all'Europa al mondo
a cura di Magda Balboni
editore: Interlinea
pagine: 208
«Certamente enorme fu il contributo dato dai piemontesi all’arte tipografica ma, fra tutti, un posto speciale meritano i trinesi, che grazie alla loro intraprendenza e intelligenza resero famoso il nome di Trino in Italia e in Europa fino ad appartenere, oggi, al mondo intero. […]. I trinesi si inserirono dunque nella storia dell’arte editoriale, certamente favoriti, agli inizi, da esempi stranieri; ma è inevitabile chiedersi come siano giunti in città questi esempi e perché vi abbiano trovato terreno tanto fertile. Ritengo plausibile che la spiegazione stia in prevalenza nella corte dei Paleologi. […]. Dopo un’intensa produzione e un fiorente commercio di volumi di scienze e diritto, poi anche letterari, con la volontà di diffondere i testi antichi in patria, gli editori e mercanti trinesi si trasferirono principalmente a Venezia, insieme a Parigi e Napoli una delle tre megalopoli del tempo e nel Cinquecento all’apice del suo splendore, dove era sorta la prima industria moderna: il business dell’editoria. […]. Sebbene le notizie su di loro siano scarse, ad eccezione che per Gabriele Giolito, è certo che a Venezia gli editori trinesi divennero veri protagonisti della stampa e del commercio di libri, per raggiungere l’apice con la famiglia Giolito de’ Ferrari […]. Nella loro prima parte, questi atti presentano contributi volti a dare risposta alla domanda di fondo: perché proprio a Trino mise così forti radici e fiorirono l’arte tipografica ed editoriale, offrendo un panorama ampio sulla situazione geopolitica, sociale e culturale della Trino paleologa fra Quattro e Cinquecento, per accentrarsi poi su temi più strettamente inerenti gli editori e la loro attività e focalizzarsi infine sulla figura di Camillo Leone e la sua importante opera di raccoglitore di memorie del territorio, oltre che archeologiche anche cartacee: fra queste un posto di primo piano rivestono le oltre mille cinquecentine, molte delle quali esposte al pubblico in una bella mostra organizzata in concomitanza col convegno» (dalla presentazione di Magda Balboni, presidente dell'Associazione culturale "Le Grange").








