A settant’anni da quell’«indimenticabile 1956», così come fu definito da alcuni dei suoi protagonisti, il volume ricostruisce uno degli snodi più drammatici e decisivi della storia culturale del secondo Novecento. Il XX Congresso del Pcus, la rivelazione del rapporto segreto sui crimini staliniani, l’insurrezione di Budapest si susseguirono nel giro di pochi mesi, incrinando certezze, stimolando esami di coscienza e accendendo una discussione pubblica di straordinaria intensità. Attraverso trenta articoli, il libro raccoglie le voci più autorevoli del dibattito che si sviluppò sulle principali riviste di cultura e letteratura: Elio Vittorini, Carlo Levi, Franco Fortini, Norberto Bobbio, Carlo Cassola e molti altri si misurarono con una crisi non solo politica, ma anche morale e intellettuale. I loro interventi restituiscono così il clima di sgomento e smarrimento o, al contrario, di resistenza e difesa delle proprie scelte, che accompagnò l’arrivo delle notizie dall’Unione Sovietica.








