«La casa dell’amico non è mai lontana» dice un proverbio africano. Molti sono infatti gli amici che accolgono, ascoltano e aiutano l’autrice durante la sua esperienza in Togo, dove insegna francese e latino tra il 1981 e il 1983, cercando con grande sensibilità di comprendere la realtà che la circonda, non solo con l’intelligenza ma anche con il cuore, e narrandola in queste pagine attraverso le persone incontrate e i momenti vissuti, anche se «lo straniero conosce solo quello che vede» e «vede solo quello che conosce». Un libro che può essere letto come «una storia della lotta, mai trionfante, contro il sentimento della “diversità”» (Cesare Segre). «Poche volte mi è accaduto di leggere, sul continente nero, pagine così asciutte e così vere» (Lorenzo Mondo).
Biografia dell'autore
Biancamaria Travi
Biancamaria Travi, nata nel 1950 a Busto Arsizio, ha studiato Lettere all’Università di Pavia, concentrandosi nel campo della filologia moderna e laureandosi sotto la guida del professor Dante Isella con una tesi sulla Lettre à M. Chavet. Per oltre trent’anni ha insegnato Italiano nel Liceo Cantonale di Lugano. Ha scritto un commento ai Promessi sposi (Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1981) e ha curato per la collana mondadoriana dei “Classici”, nel volume degli Scritti letterari di Manzoni (1993), l’edizione critica della Lettre à M. Chauvet. Negli anni 1981-83 ha insegnato Letteratura africana e Letteratura francese in un liceo di Atakpamé (Togo), inviata dalle organizzazioni svizzere di volontariato Solidarietà Terzo Mondo e Frères sans Frontières. Da questa esperienza ha tratto il libro La casa dell’amico. Quaderno africano, uscito per la prima volta nel 2005 presso le Edizioni Alice di Comano (Ticino), e riproposto ora da Interlinea.








