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Rosmini mistico

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Rosmini mistico
titolo Rosmini mistico
autore
presentazione di
argomenti Spiritualità Saggistica e spiritualità
Spiritualità
collana Passio, 8
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 40
pubblicazione 1995
ISBN 9788886121606
 
Promozione valida fino al 31/12/2021
40,00 38,00
 
risparmi: € 2,00
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Informazioni importanti

Con nota introduttiva di  e Il Gran Grido (nel centenario del transito di Antonio Rosmini).
Lincontro di un grande poeta con un grande filosofo per scoprire aspetti inediti dell’uno e dell’altro. L'avvio della causa di beatificazione di Antonio Rosmini induce a conoscere meglio questo personaggio la cui opera è ritenuta tanto complessa quanto profeticamente attuale, anche sotto il profilo spirituale, messo in luce da chi seguì le sue orme, Clemente Rebora. Un tetso vibrante e un apoesia con una nota introduttiva di Remo Bessero Belti



 

Biografia dell'autore

Clemente Rebora

Precursore di Montale e Ungaretti, Clemente Rebora (nato a Milano nel 1885 e morto a Stresa nel 1957) è uno dei poeti alle origini della poesia del Novecento. Trascorre una giovinezza intellettualmente intensa: collabora con riviste letterarie e in particolare con la “Voce” di Prezzolini che nel 1913 gli pubblica i Frammenti lirici. Escono nel 1922 i Canti anonimi, successivi a un grave trauma nervoso provocato da un’esplosione durante la guerra. Dopo un itinerario di conversione matura, prende i voti religiosi nel 1936. Nel 1956 il giovane editore Scheiwiller fa uscire i Canti dell’infermità.
Di Clemente Rebora Interlinea ha in catalogo le edizioni commentate dei Frammenti lirici e del Curriculum vitae, oltre ai testi Il tuo Natale di fuoco. Poesie. lettere, pagine di diario, postille e ineditiTra melma e sangue. Lettere e poesie di guerraRosmini mistico, Passione  e il carteggio inedito con Vanni Scheiwiller Passione e poesia. Lettere (1954-1657).

Un brano del libro

Rosmini un giorno, dopo aver contemplato dalla sua dimora di Stresa il magnifico paesaggio, volgendosi raggiante a un compagno , esclamò: « A momenti mi par d'essere Adamo nell'innocenza, tanto mi paiono belle tutte le cose!». Poi, ricordando che in quel tempo si infieriva contro di lui, soggiunse: «Le persecuzioni stesse mi sembrano belle!». Con la semplicità del cuore, di chi non ha offuscato mai il candore battesimale, egli si librava sopra il creato verso quella «bontà essenziale che», diceva, «si comunica alla creatura che si rivolge a lui, e l'ha creata per questa ineffabile comunicazione». Perché, osservava,  Dio ci vuole prima buoni per farci felici; e il sapiente, cioè il cristiano ch vive amcio al suo Dio, gode interiormente vera felicità «anche in mezzo a tutti i mali del mondo», mentre chi è nemico di Dio, è intrinsecamente «malcontento e infelice anche possedendo tutti i beni di questo mondo, perchè non può mai sfuggire da se stesso».

Gesù manda il gran grido. / Rende lo spirito al Padre. / Immenso silenzio improvviso: / via fugge smidata la morte: / addensate sul giorno / le tenebre, il sole le squarcia: / si squarcia il velo del tempio.

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