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Aurora e le altre

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Aurora e le altre
titolo Aurora e le altre
sottotitolo Storie di liberazione e speranza
autore
presentazione di
Argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
Collana Gli aironi, 43
marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato Libro
Pagine 160
Pubblicazione 2004
ISBN 9788882124632
 
12,00 6,00
 
risparmi: € 6,00
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Informazioni importanti

Titolo in esaurimento: offerta per bibliofili
Aurora e le altre non è un libro qualunque: ha nelle sue pagine tutto il peso della verità e del dramma. Sono storie autentiche di dieci giovani donne, venute in Italia per cercare fortuna e finite nella morsa della tratta a fini di sfruttamento sessuale. Persone di cui sappiamo poco: il viaggio su gommoni in preda alla tempesta o inerpicandosi su erti sentieri o attraversando il desolato deserto o nascondendosi su macchine fatiscenti, cambiando identità e poi, a seguito di inenarrabili sofferenze, a poco a poco, il sospetto si insinua a squarciare l’ultima illusione: il redditizio “lavoro” le attende. Sono le storie di donne che fortunatamente si sono salvate, grazie all’impegno silenzioso e difficile degli operatori del volontariato.
 

Biografia dell'autore

Maria Adele Garavaglia

Maria Adele Garavaglia, novarese, è autrice di numerosi testi, soprattutto scolastici e per ragazzi. Per Interlinea ha pubblicato nelle collane per l’infanzia Il colore del bambino, e nelle collane di varia Grido silenzioso, Aurora e le altre, Un prefetto per l'Italia.

Un brano del libro

«Era iniziato il decollo. Aurora chiuse gli occhi, si aggrappò ai braccioli del sedile, strinse i denti ed ebbe paura. D’istinto si sarebbe messa a urlare di fermare tutto, perché doveva scendere. Rinunciava, sì, rinunciava a tutti i suoi progetti futuri. In cambio voleva sentire la terra sotto i suoi piedi, la terra vera, polverosa, arida e friabile, quella stessa terra che in molte case della sua città, Benin City, era allo stesso tempo fondamenta e pavimento delle case.
Ma serrò le labbra e si costrinse al silenzio con uno sforzo di volontà che le costò un attimo di vertigine. Un attimo solo. Si riprese e riaprì gli occhi. Intorno a lei la gente si alzava, spalancava gli sportelloni del bagaglio a mano, sfogliava giornali e riviste, scartava pacchetti, percorreva il corridoio stretto per andare alla toilette.
Dagli oblò vide il cielo terso.
L’uomo le sorrise: << Siamo in quota. Puoi slacciarti la cintura. Rilassati>>.
Nei sedili di sinistra scorse le altre tre ragazze che viaggiavano con lei: sembravano riprendersi a poco a poco. Poi fu distratta dalla hostess che passava a offrire bevande. E scelse un succo di ananas.
Ecco. Era fatta. Non poteva più tornare indietro»

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