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Lingua d'ok

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Lingua d'ok
titolo Lingua d'ok
autore
argomento Letteratura Lingue e linguistica
collana Alia, 35
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 136
pubblicazione 2011
ISBN 9788882127756
 
12,00 10,20
 
risparmi: € 1,80
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Un ironico “dizionario” delle parole da evitare, degli errori più comuni, dei tormentoni linguistici: Mario Pinchera, per una vita insegnante di italiano e latino nei licei, propone qui alcuni appunti che vogliono essere un richiamo all’ordine e al buon uso della lingua italiana. Fingendo di rivolgersi a un figlio di quindici anni, passa da una certa giocondità iniziale a una disincantata amarezza, perché il cattivo gusto di parlanti e scriventi è un pozzo senza fondo: «Se al lettore accadrà, nonostante tutto, di sorridere almeno un po’, e magari d’imparare qualche cosa, mi riterrò “pienamente soddisfatto”. Non si dice così?»
 

Biografia dell'autore

Mario Pinchera

Mario Pinchera è nato nel 1939 a Roma, dove ha sempre vissuto. Per trentacinque anni ha insegnato italiano e latino nei licei. Lingua d’ok è il suo primo libro.

ASSOLUTAMENTE SÌ (NO)
Che sia sì sì, no no. Così ammonisce l’Evangelo. Altri tempi. Il popolo, che sarà pure pessimo giudice, non sgarra mai come giurì: lo diceva il Gran Lombardo. Il lettor sagace coglierà bene la differenza. Il popolo, insomma, quando lo fai fesso? Di qui la necessità d’un rafforzativo. Se non fosse che anche i rafforzativi, col tempo, perdono di forza. Fa’ attenzione: in assenza d’un immediato sì o no dell’interlocutore, attendi qualche secondo (attimino) perché ti si chiarisca il di lui pensiero. Un esempio: «Ti piace?» «Assolutamente». Assolutamente sì o assolutamente no?

TELEFONINO
Una futura storia letteraria dovrà prevedere, dopo quello (ormai canonico) dedicato all’Età dell’Ansia, un capitolo sull’Età dei Telefonini. Vi si tratterà, è ovvio, dei messaggini e della loro lingua, che s’aggiungerà alla macaronica e alla folenghiana. E prevedo che un giorno si svilupperà un altro ramo della filologia moderna, applicata ai testi poetici che potrebbero essere “salvati” e affidati, non dico a un computer (è già accaduto per Mario Luzi), ma a un telefonino. Potrebbe consacrare, magari, un premio Nobel.

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