Cinquant'anni dopo la prima edizione, torna il romanzo che rivelò come astro nascente della narrativa del dopoguerra (per Vittorini) il giovane Angelo Del Boca, poi divenuto il maggiore storico del colonialismo italiano, vincitore del Premio saint Vincent 1948: «Si avverte, nella scrittura di Del Boca, un di più di partecipazione del cuore come se i luoghi fossero infinitamente cari e proprio per questo debbano essere fissati nel segreto della memoria e della vita e non ci sia il rischio che i dati realistici e concreti li impoveriscano, togliendo loro propsettiva, verità, durata, esemplarità. Il romanzo di Del Boca, a questo punto, dopo tanti anni dalla scrittura e dalla pubblicazione, rivela il suo valore di intatta forza e invenzione. È proprio vero che la letteratura non è mai finita una volta per tutte: al di là ci sono altre interpretazioni, altre emozioni, altre possibilità di comprensione e di arricchimento ulteriore dei suoi messaggi infinitamente riconoscibili»
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