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Requiem

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Requiem
Titolo Requiem
Autore
Curatore
Con testi di
Argomento Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Poesia straniera
Collana Lyra, 27
Marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato
libro Libro
Pagine 232
Pubblicazione 2006
ISBN 9788882125738
 
12,00 11,40
 

Informazioni importanti

Testo francese a fronte


Questo volume presenta, per la prima volta in Italia, le poesie del massimo poeta scizzero francese contemporaneo, Gustave Roud (1897 - 1976), raccogliendo gli scritti più intensi di un'opera raffinata. «Una cosa che mi sembra necessario dire prima d'ogni altra è che quest'opera è viva: ai margini, in sordina, ma viva (forse persino più viva di ogni altra opera della letteratura cosiddetta romanda). È un'opera a parte, che parla da un capo all'altro, a voce piuttosto bassa, di una ricerca essenziale [...]. benchè non si sia mai fatto alcun clamore attorno a lei (che mal vi si sarebbe prestata), essa non smette di guadagnare nuovi lettori, raggiunti da questa voce di rara limpidezza» (dalla nota di Philippe Jaccottet).

 

Biografia dell'autore

Gustave Roud

Gustave Roud (1897-1976) è oggi considerato uno dei massimi poeti svizzeri di lingua francese del Novecento. Fu collaboratore di Ramuz, traduttore di Novalis, raffinato fotografo e autore d’arte. Visse tuttavia un’esistenza ritirata nella fattoria familiare di Carrouge, nella regione vodese dell’Aut-Jorat. È balzato all’attenzione della cultura internazionale grazie alla recente pubblicazione dei suoi scritti nella prestigiosa collana Poésie/Gallimard. Nel 2006 Interlinea ha pubblicato Requiem.

PAUSA DEL MATTINO

Amato tra il profumo della paglia tiepida inginocchiato mangia e respira. La valle si fa nera sotto il sole delle dieci del mattino, il giorno è un fiore sotto la falce. Tutta la gioventù del mondo si ritrova nel corpo di quest’uomo; l’alba del cielo ancora sorride nel chiaro e liquido sguardo; il sole stesso posa un tenero braccio di fuoco sulle sue spalle nude; l’ombra sotto la scorza del petto è pura come quella d’un albero nella rugiada. Che potrà la morte contro la sua forza, la sua fresca malizia ed il suo coraggio? Amato mi guarda e sorride, i pugni stretti sul pane, il vino che porta di tanto in tanto alla bocca. Quali labbra al mondo più degne del pane, più degne del vino? Quali mani più degne di prenderli? Mani durissime, mani arse e brune, piene del pane vivo, piene di vino rosa nel suo bicchiere come un tizzone. Quando il braccio piegato sul suo rosso turgore ricade e getta alle stoppie le ultime gocce, la testa ancora rovesciata, le labbra socchiuse, gli occhi chiusi, tu bevi un ultimo sorso, un sorso di cielo.

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