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Vite distratte

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Vite distratte
titolo Vite distratte
sottotitolo Una casa di Roma racconta
autore
argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
collana Biblioteca di narrativa, 27
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 256
pubblicazione 2013
ISBN 9788882129217
 
Promozione valida fino al 31/12/2021
18,00 17,10
 
risparmi: € 0,90
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Disponibile anche nel formato

Come si vive nella capitale? Un caleidoscopio di vite distratte, sole, confuse, problematiche: è un condominio di via del Forte Bravetta a Roma, attorno al quale ruotano gli inquilini, personaggi ritratti fisicamente e metaforicamente dagli specchi dei loro appartamenti. Paolo Pomati racconta le loro storie fatte di professioni e stili di vita diversi, di ansie e di solitudini ripiegate su se stesse ma anche di rinascite e nuove avventure affrontate senza la paura del futuro.
 

Biografia dell'autore

Paolo Pomati

Paolo Pomati vercellese, giornalista professionista e scrittore, è il responsabile della comunicazione dell’Università del Piemonte Orientale. È laureato in Lingue straniere moderne con lode, menzione d’onore e dignità di stampa; specializzato in Comunicazione pubblica e istituzionale (Roma) e in Public Relations (New York University). È stato presidente dell’EUPRIO (European University Public Relations and Information Officers) per due mandati. Dirige due riviste, di cui una dedicata alla comunicazione digitale; è editorialista e critico teatrale presso testate locali. Tra le tantissime pubblicazioni, i romanzi Macchine. Storie di passioni (Interlinea, 2008) e Vite distratte. Una casa di Roma racconta (Interlinea, 2013); il volume L’università e l’immagine. Tra eventi, festa e rito (ed. Aracne); poi, una cospicua quantità di libri di storia, arte e turismo, saggi e articoli scientifici di comunicazione.

Un brano del libro

Si può provare l’orrore o l’ebbrezza della solitudine. Gracchia un citofono, cigola un cancello; da una parte uno accoglie, dall’altra uno chiude. Una casa può essere piena di voci o svuotata dal silenzio.
Chi ama la solitudine non ama contare. Costruisce un totem sul numero uno, negando che subito dopo vengono il due, il tre, i molti. Il solo vuole rimanere solo: vuole essere un centro di energia semplice, capace di creare l’universo ed essere nulla al suo interno. A volte si crede un dio.
Questi uno sono monadi che non vivono da eremiti. Spesso sono riuniti dal caso in appartamenti, palazzi, condomìni che sono perfetti agglomerati di numeri uno; qualche volta interagiscono, ma si influenzano poco. A loro modo possono essere felici, perché riescono a vivere isolati, ma non distratti.
Le vite distratte sono quelle che spostano lo sguardo; sfuggono allo specchio, cercano di non pensare a ciò che vorrebbero vincere: la miseria, la noia, la sofferenza, la morte. Che abbaglio! La distrazione illude di condurre con sé il divertimento e il sorriso; ma, a lungo andare, incupisce il pensiero, cancella l’ascolto, interrompe il dialogo.
L’uno distratto si sente oppresso dagli altri numeri che vogliono irrompere nella sua vita e buttarlo giù dal totem. Con il due può anche convivere, delimitando abilmente gli spazi, i tempi, persino le emozioni; quando compare il tre, l’unico modo di salvaguardare la propria solitudine è eliminarlo. Se però giunge la moltitudine, il solitario non ha scampo: i molti, pian piano, prenderanno il sopravvento.
Non si può dire a priori se i distratti si trasformeranno in attenti, gli orsi in amici, i numeri uno in padri e madri. Forse i soli rimarranno soli e i tanti, isolati, tra di loro; forse si sarà creata una storia nuova. Bisogna seguire da vicino le vicende di un insieme e provare a capire perché, accaduto qualunque evento, i magneti delle vite distratte iniziano a vibrare in cerca del loro opposto, cioè le vite piene.

La storia che racconteremo è composta dalle vibrazioni di tanti numeri uno opposti. Abitiamo tuttora in un condominio di Roma e su di noi si abbatterono all'improvviso, nell'arco di un anno, vicende che ci cambiarono completamente la vita. Ognuno ha vissuto una storia, non sua, ma di tutti. Ci siamo misurati con l’intramontabile mistero della vita distratta, che ciascuno incontra e nessuno penetra; la vita di ogni condominio.

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