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I mari ovunque

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I mari ovunque
titolo I mari ovunque
autore
traduttore
argomento Letteratura Narrativa straniera
collana Biblioteca di narrativa, 15
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 138
pubblicazione 2007
ISBN 9788882125905
 
12,00 10,20
 
risparmi: € 1,80
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Disponibile anche nel formato

Un viaggio in Irlanda s’intreccia con flashback che illuminano il passato dei protagonisti e le ragioni del viaggio compiuto dall’orfana argentina Andrea, cresciuta tra dolori e ospedali psichiatrici, ed Eric, nel quale lei incontra la normalità e una ragione per non gettare via la vita. Un romanzo di dolori e sentimenti raccontato con rara delicatezza.
 

Biografia dell'autore

Elvira Dones

Elvira Dones è nata nel 1960 a Durazzo, in Albania; si è laureata in Lettere albanesi e inglesi all’università di Tirana, allontanandosi dal suo Paese prima della caduta del muro di Berlino. Dal 1988 al 2005 ha vissuto e lavorato nella Svizzera italiana, alternando alla narrativa il lavoro di sceneggiatrice e giornalista. Oggi si è trasferita negli Stati Uniti dove continua il suo lavoro di scrittrice e autrice di testi per la tv. Nel 2007 escono due romanzi, uno da Feltrinelli (dove aveva esordito nel 2001 con successo in Sole Bruciato, romanzo crudo sul mondo tragico e violento della prostituzione) e uno da Interlinea, I mari ovunque.

Il cielo si stava adombrando. Le nuvole si avvicinavano con un frastuono da orde barbariche. In un angolo, l’azzurro continuava a difendere con le unghie l’angusto territorio ancora rimastogli. Entrambi contemplarono in silenzio lo spettacolo maestoso. Tu sei come questo cielo, amore mio, pensò Eric, inutile che io cerchi di precedere le tue nuvole, loro saranno sempre più veloci di me. Posò il pensiero sul concetto di eternità. Tanto sconcertante e smisurato. Così spietato.
Andrea fece un passo avanti, infreddolita sotto il leggero maglioncino color crema e i jeans azzurri. Eric la prese sottobraccio e ripartirono lungo la strada del Temple Bar. Si fermarono un istante davanti alla vetrina di Gogarty’s per controllare se c’era la locandina del gruppo che avrebbe dovuto suonare la sera. Il pub era ancora chiuso e di manifesti neanche l’ombra. Decisero che dopo cena ci avrebbero comunque fatto un salto.
Il quartiere si stava risvegliando, improvvisamente pentito della lentezza con cui aveva iniziato la giornata. Le collisioni tra lingue e accenti dei numerosi turisti, dei giovani dublinesi e dei commercianti che si davano il buongiorno ad alta voce creavano una colorita babele.
Eric e Andrea assaporarono il momento con stupore e recuperato equilibrio, stretti l’uno all’altra, finché giunsero all’altezza di via O’Connell.

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