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Condannato all'immortalità

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Condannato all'immortalità
titolo Condannato all'immortalità
sottotitolo Piccola antologia con inediti
autore
curatore
argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Poesia straniera
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
collana Lyra, 36
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 80
pubblicazione 2008
ISBN 9788882126636
 
Promozione valida fino al 31/12/2021
10,00 9,50
 
risparmi: € 0,50
Spedito in 2-3 giorni
Due scritti autobiografici e una piccola antologia di poesie di un mito vivente della poesia mondiale. Dalle riflessioni su Solzenicyn ("condannato all'immortalità") ai ricordi personali del soggiorno a Cuba, quando "la pace era appesa a un sottile capello… della calvizie di Nikita Chruscev". Con testi dedicati ai suoi amori, ai suoi ideali, alla poesia "come spionaggio", ma anche a Fellini e ai Beatles, con una poesia inedita senza retorica e molta autoironia: "Arriverò nel Ventunesimo secolo / e riconoscerò tutte le mie amate predilette / in sembianze di nonnine regalmente aggraziate". Un poeta che continua a stupire, parlando anche ai giovani.
 

Biografia dell'autore

Evgenij Evtušenko

Poeta, romanziere, autore di pellicole cinematografiche, professore emerito di letteratura e cinematografia, nato nel 1933 in Siberia (Stazione di Zima), dove i suoi antenati erano stati esiliati in catene, alla fine del 1800, a seguito di tumulti contadini. Entrambi i suoi nonni furono arrestati come “nemici del popolo” nel 1937, durante il terrore staliniano.
Evtušenko fu espulso dalla scuola, nel 1948, per “disubbidienza”. I suoi primi versi furono pubblicati nel 1949, il suo primo libro nel 1952. Nel 1957 fu espulso dall’istituto di Letteratura per il suo “individualismo”, ma Boris Pasternak e Carl Sandburg lodarono i suoi primi versi. Le poesie di Evtušenko divennero la prima voce solitaria contro lo stalinismo.
Nel 1960 fu il primo russo a varcare la cortina di ferro e a recitare i suoi versi in Occidente. Ebbe dimostrazioni di amicizia da Pablo Picasso, Marc Chagall, Max Ernst, Henry Moore, John Steinbeck, Allen Ginsberg, Graham Green, Heinrich Böll, Pablo Neruda, Gabriel García Márquez, Leonard Bernstein, Louis Armstrong.
Nel 1961 pubblicò Babij jar, i suoi versi contro l’antisemitismo che ispirarono al grande compositore russo Dmitrij Dmitrievič Šostakovič la sua Sinfonia n. 13. In quello stesso anno il “Time Magazine” dedicò a Evtušenko una cover-story
Da allora egli ha visitato 94 Paesi e le sue opere sono state tradotte in 72 lingue. Ha scritto e diretto due opere cinematografiche: Giardino d’infanzia nel 1982 e, nel 1990, Il funerale di Stalin, con Vanessa Redgrave e Claus Maria Brandauer.
Ha fatto sentire la sua voce contro i processi dei dissidenti, i carri armati sovietici in Cecoslovacchia e, con il fisico nucleare Andrej Dmitrievič Sacharov, ha fondato la prima associazione russa antistalinista, Memorial. 
Evtušenko ha prestato la sua opera, dal 1988 al 1991, nel primo parlamento russo liberamente eletto, dove si è battuto contro la censura e altre restrizioni. Nel 1991, durante il tentativo da parte di fautori della linea dura di rovesciare la fragile democrazia russa, ha declamato sue poesie dal balcone della Casa Bianca russa per 200.000 difensori della libertà. Quando però, nel 1994, è stato invitato dal presidente Eltsin a ricevere dalle sue mani l’alta decorazione russa Ordine dell’Amicizia tra i Popoli, Evtušenko l’ha rifiutata, non approvando la guerra in Cecenia.
Nel 2000, il 18 luglio, giorno dei suo compleanno, Evtušenko ha ricevuto dall’Accademia russa delle scienze un insolito dono: a una stella del Sistema solare è stato dato il suo nome.
L’11 dicembre 2003 il “New York Times” ha pubblicato un articolo nel quale si diceva: «Per quasi mezzo secolo Evtušenko è stato la voce penetrante della coscienza, a volte profondamente in collera, altre traboccante di entusiasmo e speranza. Molti americani lo vedono come parte di Walt Whitman e parte di Bob Dylan; i russi lo conoscono come un poeta largamente popolare, che incarna lo spirito della loro terra e spesso grida verità che altri hanno paura di sussurrare. La sua fama si è diffusa ben oltre la sua Patria e oggi egli è tra gli scrittori viventi più profondamente ammirati al mondo».
Nel 2004, per il suo lavoro letterario, Evtušenko è stato insignito di una delle più prestigiose medaglie della Russia, quella per le grandi realizzazioni per la Madrepatria. Nel 2006 il nuovo governo cileno, in riconoscimento della sua opera letteraria, gli ha assegnato una delle sue massime onorificenze, la medaglia del Libertador O’Higgins.
Il rapporto di Evtušenko con l’Italia è molto speciale. Dal 1964 ha visitato il nostro Paese più di venti volte. Egli chiama gli scrittori russi della sua generazione «figli del neorealismo italiano».
Corrado Cagli, Renato Guttuso, Sergio Vecchi gli hanno fatto dono di loro dipinti. In Italia ha ricevuto diversi premi, tra i quali il Boccaccio nel 1995 e il Grinzane Cavour nel 2005. È stato ospite di Federico Fellini e Giulietta Masina, Alberto Moravia, Carlo Levi, Tonino Guerra e altri intellettuali italiani. È stato due volte membro della giuria del festival del cinema di Venezia. Il 5 giugno 2006 gli è stato assegnato a Milano il premio Librex-Montale International.
Interlinea ha pubblicato nel 2007 Romanzo con la vita e altre poesie e nel 2008 Condannato all'immortalità.

Irromperò nel Ventunesimo secolo, / non da bambino, purtroppo, / ma neppure da vile-vecchiaccio, / che su tutti brontola rabbioso

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