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Poesia italiana

Le donne del coro

di Giusi Baldissone

editore: Interlinea

pagine: 80

In questa nuova raccolta Giusi Baldissone conferma quelle cifre che caratterizzavano la precedente intitolata Cartoline. Anzitutto l'ironia capace di alleggerire il tragico senza eluderlo, una capacità tutta femminile. La seconda cifra è l'intensa carica affettiva, che investe in modo struggente ma leggero le persone amate come pure le cose, i fiori, gli animali. Un libro di poesie sulle donne dove non c'è spazio per il maschile, si direbbe. Anzi c'è una sfida alla superficialità maschile. La versificazione di Giusi Baldissone è fluida, la vena facile, i ritratti efficaci, è una poesia che usa con molta parsimonia la metafora: non si tratta tanto di trovare metafore della realtà, ma di assumere la realtà stessa, in tutta la sua greve concretezza, come metafora di un senso profondo che la oltrepassa.

La notte

di Renato Pennisi

editore: Interlinea

pagine: 88

La raccolta di un poeta che, come scrive Giovanni Tesio, «si muove con circospezione e discrezione, quasi in punta di sé,

Poeti innamorati

Da Guittone a Raboni

di Patrizia Valduga

editore: Interlinea

pagine: 96

«“Fuoco di paglia è amore di poeta, / perciò è vorace, ed è così fugace”. Questo dice Attila József: l’amore dei poeti è come l’amore degli adolescenti, che vogliono essere quello che non sono

Arde nel verde

di Matteo Munaretto

editore: Interlinea

pagine: 64

Una lingua capace di cantare. Quella – sembra dirci Arde nel verde – di cui ha bisogno la poesia, la sua lingua originaria e fedele, «che non abdica all’umano».

Nell'oltre delle cose

di Giovanni Parrini

editore: Interlinea

pagine: 68

Giovanni Parrini, già presente e premiato in vari concorsi letterari per i suoi lavori poetici, riunisce qui una nuova silloge in cui ripropone una conoscenza disposta a cantare l’oggettiva consistenza del visibile, ripercorrendo a ritroso la sua parcellizzazione nell’infinitamente piccolo, per poi cogliere nel silenzio del «suo fitto gerundio» l’imprevisto irrompere di una diversa meccanica, che sfugge alle misurazioni scientifiche. Proprio dal ciclo universale della vita, nel modo di comportarsi di atomi lucreziani, scaturisce così un’altra forma di visione dell’invisibile, che sussulta per la bellezza del creato, non rispetta le coordinate spazio-temporali e non cessa di interrogarsi sul mistero del vivere e del morire. Circoscritto nel cerchio di questa identità speculare, il libro si annuncia già nel titolo come il frutto di questo continuo scarto tra l’esatta e dimostrabile consistenza scientifica delle «cose» e il suo sconfinare di là dalla siepe che dell’ultimo orizzonte il guardo esclude: «proprio qui, / nell’oltre, / l’infinito».

Giovanna d'Arco

di Maria Luisa Spaziani

editore: Interlinea

pagine: 112

«M’innamorai di Giovanna d’Arco quando avevo dodici anni, l’età delle sue prime visioni […].

Pastoralia. Carmina. Epigrammata

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 320

Della prima attività letteraria di Boiardo, sotto il segno umanistico, esiste la benemerita edizione Solerti (1894) e solo di recente i Pastoralia hanno ricevuto adeguate cure critiche per merito di Stefano Carrai (1996). Per quanto riguarda Epigrammata e Carmina, si tratta di un’edizione innovativa rispetto al passato, a cura di Stefano Carrai e di Francesco Tissoni.

Opere

di Giannino di Lieto

editore: Interlinea

pagine: 392

"L'attività e l'itinerario dell'opera letteraria, poetica, narrativa, critica, intellettuale, di pensiero e di polemiche fervide e appassionate di Giannino di Lieto offrono un'esemplare illuminazione e una lezione preziosissima per far comprendere che cosa è stata la vicenda della nostra cultura letteraria fra la fine degli anni sessanta del Novecento e l'inizio del nuovo secolo": così scrive Giorgio Bárberi Squarotti nel saggio introduttivo. L'attività letteraria di Giannino di Lieto (1930-2006) si distingue per la vitalità della sua scrittura nonché per la sua originale alterità e viene raccolta per la prima volta in un unico volume, dalla prima raccolta del 1969 agli inediti: "La mia scrittura si svolge per linee logiche, drammatiche o figurative seguendo lo schema e gli spazi della pittura vascolare".

Spagna ferrarese

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 864

La Spagna ferrarese è il testo che ha consentito a personaggi e interpreti delle guerre di Spagna di trasmigrare nella Ferrara estense, per vivervi le avventure che ognuno di noi ben conosce. La tradizione rimata della Spagna, nel suo complesso, è meritevole di attenzione, non solo perché si situa al crocevia fra esperienze letterarie diverse: francese, franco-veneta e italiana, ma anche perché è in molti altri sensi un testo di confine, collocata com'è sul crinale fra tradizione alta e bassa, fra letterario e popolare, capace di transitare dai preziosi codici miniati di corte sino ai banchi dei cantastorie fiorentini, in un movimento alto/basso che in molti altri casi possiamo solo immaginare, mentre qui si disegna, limpidissimo, sotto i nostri occhi. Altrettanto straordinaria è la doppia vita del poema, che nella sua forma "padana" funziona da ipotesto per l'Innamoramento di Orlando del Boiardo (ed estende la sua influenza sino all'Ariosto) e offre, in quella Toscana, parecchi elementi alla Rotta del Pulci.

Blue noise

di Fabio Ferrari

editore: Interlinea

pagine: 56

Il giovane "domatore di stelle" con il quale avevamo fatto conoscenza in occasione dell'omonima raccolta d'esordio, selezionata al premio LericiPea nel 2002, non ha smesso di cercare di addomesticare la forza tanto brutale quanto ideale delle occasioni della vita, imperfette e terrene ma con la vocazione all'assoluto e al cielo. Fabio Ferrari è un poeta che si guarda intorno alla ricerca di se stesso perché il mondo è uno specchio in cui scoprirsi uno, nessuno e centomila: "io, senza patente alcuna di sopravvivenza, / attendo gli esiti di una stagione consacrata alla poesia / e sono solo in un bazar di cose che nessuno vuole più".

La pecorina di gesso

di Guido Gozzano

editore: Interlinea

pagine: 70

Non ci sono solo la pecorina di gesso che "chiede umilmente permesso ai magi in adorazione" e la vecchietta che porta "chicche e doni per tutti i bimbi buoni" in questa raccolta natalizia del celebre poeta, ma anche il ricordo di un natale trascorso a ceylon, in mezzo al tripudio di odori e colori della giungla, la storia di fortunato che da povero diventa ricco... in questo autore letteratissimo i riferimenti culturali e artistici si fondono con "uno scenario "di cartapesta", un fondale teatrale, una scena da operetta, più che con una sacra rappresentazione connessa a un autentico sentimento religioso" (dall'introduzione di Roberto Carnero).

La pietra e le nuvole

di Domenico Camera

editore: Interlinea

pagine: 84

«Con questo sesto libro la ricerca poetica di Domenico Camera si distende ormai per quasi mezzo secolo: ma si tratta di una ricerca poetica essenziale, concentrata, che fra l’altro, al di fuori dei volumetti – mai troppo esili, mai eccessivi, opportunamente distanziati negli anni –, non ha lasciato épaves, depositi di sorta. E si tratta di una ricerca poetica in continua evoluzione ma sempre e profondamente fedele a se stessa» (dalla nota di Paolo Zoboli).

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