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La capanna natale del bambino Gesù

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La capanna natale del bambino Gesù
titolo La capanna natale del bambino Gesù
autore
curatore
Argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Poesia straniera
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
Collana Nativitas, 100
marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato Libro
Pagine 40
Pubblicazione 2020
ISBN 9788868573652
media voto
5/5 su 1 recensione
 
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Disponibile anche nel formato

Fin da giovane Erasmo da Rotterdam si appassionò alla poesia componendo in proprio una piccola perla: un’ode sulla capanna del bambino Gesù, qui tradotta in La capanna natale del bambino Gesù per la prima volta da Carlo Carena: «Erasmo tocca il valore incommensurabile di quell’evento, contrastante con le altre leggi e norme del mondo; e, ancor più che la grandezza, ne mostra con tutti gli strumenti e i dispositivi dell’arte poetica la semplicità e la dolcezza».
Edizione a tiratura limitata con incisioni coeve, da Schongauer a Dürer.

Il libro La capanna natale del bambino Gesù, titolo numero 100 della collana "Nativitas", è pubblicato in occasione del 95° compleanno di Carlo Carena (1° novembre 2020) in tiratura limitata di 333 copie, disponibili per il mese di novembre solo sul bookshop di Interlinea.

«Perché cerchiamo ancora antiche meraviglie?
Qui, qui numerosi accorrete.
Questa capanna lacera e irta di rustici steli
porgerà una nuova meraviglia,
quale mai scorsero i secoli antichi
né mai vedranno i futuri.
Qui il tonante scuotitor di cielo e terra
emette teneri vagiti;
qui il sommo reggitor dell’universo immenso
infante succhia le poppe di una vergine».

 

Biografia dell'autore

Erasmo da Rotterdam

Erasmo nasce a Rotterdam nel 1467. Inizia decenne la sua istruzione in scuole famose, a Gouda e quindi nel ’78 a Deventer. Subentra la vocazione monastica, e poco più che ventenne pronuncia i voti come agostiniano, entrando nel chiostro di Steyn. Si dà agli studi classici e compone numerosi carmi latini. Nonostante le prime insofferenze per la vita monacale, nel 1492 è ordinato sacerdote e nel 1495 si reca a Parigi, nel collegio degli studenti poveri Montaigu per seguire i corsi universitari. Torna più volte in Olanda, dove ha amici e protettori insigni, per recarsi poi in Inghilterra, nel 1499. Nel 1500 esce la prima edizione degli Adagia, elenco e commento di proverbi e motti, che, proseguiti in tutta la sua vita, da poche centinaia cresceranno a più di 4000 nell’edizione definitiva (Basilea, 1533).
Nel 1506 è in Italia; laureato dottore a Torino, passa poi a Firenze, Bologna, Venezia, ove soggiorna presso l’editore Aldo Manuzio e si erudisce in greco con famosi umanisti. Tornando in Francia e poi in Inghilterra, nella traversata delle Alpi compone la sua opera più nota, l’Elogio della Follia. Nel 1513 a Basilea conosce l’altro famoso editore Johann Froben, presso cui pubblica parecchie traduzioni di classici e studi letterari. Quindi fa ritorno in patria, a Lovanio; coinvolto nelle dispute della Riforma protestante, si schiera per l’unità della Chiesa sotto il papato ma cercando una conciliazione fra i due partiti; anche in politica è un pacifista (Querela Pacis,1517). Nel 1530 torna in Svizzera, nella cattolica Friburgo, continuando a scrivere e a intrattenere una copiosa corrispondenza con i dotti contemporanei. Muore a Basilea il 12 luglio 1536 a sessantanove anni.
Di Erasmo da Rotterdam Interlinea ha pubblicato La capanna natale del bambino Gesù a cura di Carlo Carena (titolo numero 100 della collana "Nativitas")

CERCANDO UN NATALE UMILE E SEMPLICE


Perché cerchiamo ancora antiche meraviglie? 

Qui, qui numerosi accorrete.


Mentre si avvia anche quest’anno un Natale di alberi e ghirlande, palline colorate e luci per le strade, nell’angolo più riposto ed intimo di alcune case e delle chiese, lontano dal clamore di canzoni sempre uguali che si sovrappongono in ogni dove, interno o esterno che sia, avvolta nel silenzio della sola notte stellata, mani sapienti, per uso e tradizione, adagiano al termine di stradine muscose o sentieri di ghiaia minuta, una semplice capannina. 


Il tetto è spesso di legno, piccole travi sconnesse con ciuffi di muschio tra le fessure, oppure è di piccole tegole di cartone o cartapesta, macchiate di una neve che scintilla bianca sotto una cometa d’argento. Ci sono aperture, finestre, spaccature a dimostrare che il luogo è povero, la costruzione umile, e se ci fossero vento e intemperie quello non sarebbe che un riparo poco sicuro e poco accogliente.


Eppure, nella greppia, sulla paglia o sul cotone, la notte di Natale sarà deposto un Piccolino. Un bambino in fasce, con le braccine aperte nel segno di un abbraccio, vegliato dalla dolcissima Mamma, il tenero volto chino su di Lui, e dal padre, un uomo più anziano, dalla barba folta e un bastone cui appoggiarsi per la fatica del viaggio. E sul Bambino appena nato veglieranno anche schiere di angeli, profusioni di ali, gruppi di pastori, pecore in cammino. E sarà Gloria su tutta la terra perché nell’umile capanna è nato il Salvatore e “questa capanna lacera e irta di rustici steli/porgerà una nuova meraviglia”: “avvolto in panni l’infante giace su dura greppia/ ma rifulge la divina potenza”.


Così, con questi versi, nella sua “Ode alla capanna natale del bambino Gesù”, pubblicata probabilmente nel 1496, Erasmo da Rotterdam innalzava l’umiltà e la povertà della condizione della nascita del Dio bambino. Sessantasei versi in latino per esortare gli uomini a non cercare luoghi o eventi straordinari ma la bellezza semplice e nascosta di un luogo improbabile dove dare alla luce “il sommo reggitor dell’universo”. 


Interlinea ha pubblicato in tiratura limitata per la collana Nativitas, questa splendida ode, “piccola perla, significativa di tanta ricchezza e bravura” dell’Erasmo giovane poeta, nella versione originale e nella traduzione di Carlo Carena accompagnate da incisioni d’epoca. Un vero gioiellino questo piccolo libro, quaranta pagine preziose per accompagnarci in questo tempo Santo. 

Rassegna stampa per La capanna natale del bambino Gesù

Dal "Corriere di Novara", Eleonora Groppetti sul libro "La capanna natale del bambino Gesù" di Erasmo da Rotterdam, traduzione di Carlo Carena
Dalla "Domenica" del "Sole 24 Ore" sul libro "La capanna natale del bambino Gesù" di Erasmo da Rotterdam, traduzione di Carlo Carena
Da "La Stampa" - Novara, Marcello giordani sul libro "La capanna natale del bambino Gesù" di Erasmo da Rotterdam, traduzione di Carlo Carena
Da "Avvenire", Alessandro Zaccuri sul libro "La capanna natale del bambino Gesù" di Erasmo da Rotterdam, traduzione di Carlo Carena

Notizie che parlano di: La capanna natale del bambino Gesù

Buon Natale a tutti voi lettori e amici, vicini e lontani
Nata nel 1993 da un’idea di Carlo Carena la collana di tascabili-regalo con titoli in oro festeggia il numero 100 e il mezzo milione di copie vendute tra arte, spiritualità, poesia, narrativa e tradizioni. Nelle novità di quest’anno panettoni, angeli di Raffaello e gialli classici.
"La capanna natale del bambino Gesù" di Erasmo tradotta dal grande classicista in tiratura limitata: non perdete questa occasione per avere una piccole e preziosa chicca classica e natalizia

Salve, dimora splendida e beata più del cielo stesso, testimone di un parto sacrosanto

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