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Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)

La nostra villeggiatura celeste

Poesie 2012-2021

di Pietro Polverini

editore: Interlinea

pagine: 192

Una raccolta di testi inediti di Pietro Polverini (1992-2023), una delle voci poetiche italiane più intense e vertiginose della sua generazione, cresciuta tra analogico e digitale. L’intento è quello di fornire un “ritorno” da quella «vacanza celeste» ossessivamente profetizzata dai versi del poeta. «l’opera di Polverini consiste anzitutto in una profonda meditazione sul senso di scomparsa individuale: anche il suo esordio è un libro sullo sbiadimento e sulla memoria come ricerca ossessiva della parola fino alla dissoluzione. Più che un itinerario, una “vacanza” da cui non tornare, intesa nel senso etimologico di vuoto» (dalla Presentazione di Francesco Ottonello).

Canzoni alla fine

di Iryna Shuvalova

editore: Interlinea

pagine: 152

Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).Con testo originale ucraino a fronte.

Angeli e asfodeli

di Paula Meehan

editore: Interlinea

pagine: 76

Per Paula Meehan, una delle voci più autorevoli della poesia irlandese contemporanea, «la poesia è discorso pubblico, per quanto privato o intimo possa esserne il materiale»: lo testimoniano gli inediti raccolti in questo volume, scritti espressamente per accompagnare due mostre e un concerto, e percorsi da un filo rosso, vale a dire il continuo rispecchiamento fra poeta e mondo, memorie personali e storia collettiva, passato e presente. «I testi di Meehan nascono da un profondo dialogo fra l’io che scrive e il noi cui l’io sente di appartenere. È questa la particolare accezione della sua poesia politica, che muove dall’esigenza di dare rappresentanza a quella comunità in cui è radicata la sua esperienza biografica (i quartieri operai nel nord di Dublino) e che nel tempo si è aperta al confronto con una declinazione del noi ancora più ampia, che comprende il mondo naturale, il non umano, il mito» (dalla Presentazione di Carla Pomarè). Con testo originale a fronte.

Al figlio del pugile tremano le mani

Storie fragili di scuola

di Andrea Bianchetti

editore: Interlinea

pagine: 128

«Le scuole professionali / sono una terra di niente». Ecco una raccolta di poesie dedicata alla scuola professionale e ai ragazzi incontrati dall’autore nel corso dei suoi anni di insegnamento: studenti spesso sconfitti, persi, smarriti, senza punti di riferimento, a cui è importante far comprendere che «non esiste uno studente di serie A e uno studente di serie B. Tutti, perché esseri umani, hanno diritto alla migliore formazione che possiamo offrire». Le loro difficili storie hanno segnato indelebilmente, e inevitabilmente, anche quella dell’autore, che scrive: «io mi sono accorto, / mi sono accorto di tutti voi. / il mio paradiso portatile».

Una goccia di bene

di Paolo Steffan

editore: Interlinea

pagine: 148

I versi che compongono questo canzoniere, che si sostanzia di una «lirica filosofica, o poesia di pensiero in senso leopardiano», sono testimonianza di un lavoro ultradecennale sul reale, sul tempo, sulla bellezza. Un dialetto antico è in dialogo con l’italiano contemporaneo, nella costruzione di un discorso imperniato sui grandi temi di oggi e di sempre: il lavoro, l’amore, il rapporto uomo-natura, la memoria, il nesso realtà-linguaggio, la ricerca di Dio. La volontà di una voce solida – nuova ma in costante dialogo coi classici – di far ritrovare al lettore «la funzione “sociale”, o piuttosto “religiosa” e sempiterna, della poesia» si sposa con la costante consapevolezza che viviamo in una realtà “frantumata”, in cui forse ci resta «una goccia di bene / lerciato dal male». Con una nota di Rolando Damiani.

Christopher

di Matteo Bianchi

editore: Interlinea

pagine: 112

Christopher è una raccolta poetica ibrida, dolente e insieme precisa, concepita intorno a tre figure portanti: Christopher Channing (artista queer, attore teatrale, creatura notturna, in bilico tra il nudo e la maschera, tra la lingua inglese e la malinconia parisienne), Roberto Pazzi (il maestro, l’intellettuale esemplare, l’ultimo alfiere di una cultura che rifiuta il consumo e la finzione) e Napoleone Bonaparte (non il generale di Austerlitz, bensì il vinto dell’Elba, il nostalgico rifugiato nella propria disfatta). Tre individui diversi per epoca, postura, linguaggio, eppure accomunati da una stessa fragilità irriducibile, da un’identica quanto ostinata resistenza a scomparire del tutto.

L’ultima cena del mio corpo

di Alex Averbuch

editore: Interlinea

pagine: 144

Una selezione di alcuni dei più recenti testi del poeta ucraino Alex Averbuch, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa nella sua regione natale, Luhans’k. Dai versi di Averbuch emerge una pluralità di voci, tormentate dalle guerre e dalle deportazioni, mettendo al centro la storia dell’Ucraina tra presente e passato. Ma la sua poesia è tanto collettiva quanto individuale: «per Averbuch la centralità dell’esperienza corporea è, forse a prima vista paradossalmente, la negazione della chiusura solipsistica nell’io in favore di una costante ricerca di un dialogo con corpi che sono al contempo altri e parte stessa del sé» (dalla presentazione di Alessandro Achilli).Con testo originale ucraino a fronte

Fiabe antiche per un futuro digitale

Metafore e mostri nell’era dell’intelligenza artificiale

di Moreno Carosella

editore: Interlinea

pagine: 232

Un libro insolito e molto prezioso che offre la possibilità di riflettere in modo originale sulla questione dell’uso della tecnologia e della sua rilevanza per il futuro di tutti, in un periodo in cui si parla di questo tema molto spesso a sproposito e con una certa banalità. L’autore ha infatti compreso che l’antica sapienza popolare custodita in fiabe e leggende del meridione è tutt’altro che estranea al tipo di coscienza collettiva che deve guidare responsabilmente il rapporto con le tecnologie. Un rapporto senz’altro delicato, perché le tecnologie digitali e la cosiddetta intelligenza artificiale non sono affatto docili e neutri strumenti pronti a farsi usare da chiunque.

Pagine sparse e interviste

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: CVIII+244

Il volume riunisce le novelle sparse di Verga – quelle non confluite nelle raccolte d’autore (La caccia al lupo) e altre rimaste sul suo scrittoio incompiute (Novella sentimentale) o inedite (Un episodio del 31 Maggio) –, nonché prefazioni, recensioni, pensieri d’occasione e appunti mai dati alle stampe: testi minori, ma di sorprendente interesse anche per l’impegno elaborativo rivelato dagli autografi. Si accolgono inoltre le interviste, depositarie delle rare enunciazioni di poetica.

L’avventurosa vita di Emilio Isgrò

nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini

di Emilio Isgrò

editore: Interlinea

pagine: 176

Alla celebre affermazione di Flaubert, «Madame Bovary sono io», L’avventurosa vita di Emilio Isgrò risponde rimuovendo l’ultimo schermo: quello del personaggio mediatore tra il poeta e il suo pubblico. Ma non scompare soltanto il personaggio: scompare anche l’autore. La “storia” è qui raccontata da chi dovrebbe leggerla: 328 testimoni che danno di Isgrò un ritratto sconcertante e contraddittorio, lasciando spazio ad altre possibili testimonianze. Le moderne tecniche di “coinvolgimento”, anche quelle più avanzate, vengono così mostrate lucidamente e sarcasticamente per quello che sono: strizzate d’occhio a un pubblico di “intenditori”. Non c’è bisogno di precisare, perché il lettore non scambi il libro per un’autobiografia, che le dichiarazioni comprese nel romanzo (tranne una o due) sono tutte inventate. Da chi non si sa. Ma è meglio che il lettore non lo sappia se vuole godersi la realtà del romanzo.

Contra Pasolini

Nuova corrente 175

rivista: Nuova Corrente

pagine: 152

Prendendo spunto dal ciclo seminariale tenuto tra aprile e giugno 2022 presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, Contra Pasolini mira a grattare via una certa patina agiografica dalla figura di Pier Paolo Pasolini, fin troppo alimentata dalle celebrazioni del centenario allora in corso e, in fondo, limitante per l’autore stesso. Gli interventi raccolti in questa sede prendono in esame il dialogo-scontro tra Pasolini e un’altra figura culturale di rilievo, senza però limitarsi alla sola letteratura o al solo orizzonte italiano. Si esaminano così polemiche interne tanto al mondo delle riviste (che vanno anche oltre la leggendaria “Officina”) quanto all’ampia e più o meno ortodossa area marxista italiana; ma ci si spinge anche oltre, come Pasolini stesso aveva voluto, arrivando a toccare un mondo da noi generalmente lontanissimo come quello lusofono.   Sommario -Premessa-Fortini e Pasolini, di razza fraterna e nemica (Cecilia Bello Minciacchi)Sanguineti e Pasolini. Solidarizzare/desolidarizzare (Erminio Risso)-«E un giorno non mi capirai». Pier Paolo Pasolini e Massimo Ferretti (Marco Berisso)-Melissa senza Modena. Le polemiche tra Salinari e Pasolini (Gian Luca Picconi)-Jacobbi con/tra Pasolini e il Terzo Mondo (Alessandra Vannucci)-Glauber Rocha contra Pasolini. Dalla violenza decoloniale del Vangelo alla violenza esistenziale di Salò(Yuri Brunello)-Abstracts-Notizie sugli autori

Poepica

di Sergio Pozzi

editore: Interlinea

pagine: 96

Poepica è un viaggio tra lirica ed epica, dove versi e prose si alternano in venti brevi capitoli punteggiati da aforismi affilati. Sergio Pozzi intreccia ironia, riflessione e immagini potenti in una scrittura densa, volutamente ermetica, che invita il lettore a diventare parte attiva del testo. Come afferma l’autore: «ritengo che chi scrive non dovrebbe mai dire tutto, al fine di consentire un apporto personale al lettore, possibile parte attiva di un libro».

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