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Poesia italiana

Vera deve morire

di Julian Zhara

editore: Interlinea

pagine: 64

«parole semplici, poche, dentro la bocca / come il picchiettìo del rubinetto / chiuso male»

Il millennio che muore

Un elogio del libro e della parola

di Sebastiano Vassalli

editore: Interlinea

pagine: 96

Da un maestro della parola narrata l’elogio del libro e della parola nella storia del mondo in un’opera giovanile provocatoria ma anticipatrice e ancora attuale.

Le cento più belle poesie d’amore italiane

Da Dante a De André

a cura di Guido Davico Bonino

editore: Interlinea

pagine: 184 + XII

«E tu che con gli occhi di un altro colore / mi dici le stesse parole d’amore» canta De André in Amore che vieni amore che vai, inserita da Guido Davico Bonino in questa raccolta d’autore sul sentimento più intenso dell’uomo. Dalla donna stilnovista di Dante che «tanto gentile e tanto onesta pare» al «pianger d’amore» di foscoliana memoria, le cento più belle poesie d’amore qui raccolte dalla tradizione italiana cullano «le dolcezze amorose» e danno voce anche al momento dell’addio, come confessa Alda Merini dopo che «tu mi hai tutta predata vorticoso / come un vento selvaggio». Ma resta sempre l’illusione che «amore che fuggi da me tornerai». Con illustrazioni d’arte a colori.

Attraversamenti

Poesia 2011-2017

di Beppe Mariano

editore: Interlinea

pagine: 116

«Attraversamenti di spazi, di tempi (di tempo), di vite: questo tocca al poeta. Attraversare esperienze (la propria esperienza inclusa) per testimoniarne l’orma, l’ombra, la traccia che sono le parole a segnare, a sostenere, nonostante la debolezza del loro naturale statuto. In questa raccolta di Beppe Mariano a parlare è la voce di un migrante, che pone immediatamente la domanda cruciale («mi sono salvato: perché io fra i tanti?»), che è poi la domanda di ogni salvezza, la domanda dei reduci, la domanda di chi scampa alla maledizione che altri subisce e che altri sommerge (e come non pensare ai Sommersi e i salvati di Primo Levi)» (dalla nota di Giovanni Tesio).

Pronomi personali

di Marco Corsi

editore: Interlinea

pagine: 128

Marco Corsi, promessa della poesia italiana secondo Franco Buffoni, inaugura la serie “Lyra giovani”: «lavoriamo per giorni sopra le parole; da giorni lavoriamo silenziosi intorno al nero. […] disegniamo immagini nere e silenziose. Lavoriamo di silenzio e di nero. Un nero che sembra la notte».

L’ultima volta in Italia

di Maddalena Bergamin

editore: Interlinea

pagine: 104

L'Italia personale, interiore e lontana di Maddalena Bergamin: «Chi ha detto che questo è il paese / del mare non sa delle nostre giornate / su tangenziali padane, della periferia / latina malmessa e delle grigie ore »

Sulla soglia della trasparenza

di Silvia Venuti

editore: Interlinea

pagine: 128

Già il titolo che l'autrice ha voluto dare a questo poemetto, "Sulla soglia della trasparenza", indica il senso della sua rice

Alzheimer d'amore

Poesie e meditazioni su una malattia

di Franca Grisoni

editore: Interlinea

pagine: 232

Per la prima volta una raccolta poetica per raccontare la malattia di Alzheimer firmata da Franca Grisoni. Versi dedicati e ispirati a chi lotta ogni giorno con questa patologia.

Il tuo Natale di fuoco

Poesie. lettere, pagine di diario, postille e inediti

di Clemente Rebora

editore: Interlinea

pagine: 220

«Signore, dammi il tuo Natale / di fuoco interno nell'umano gelo».

Un sabato senza dolore

di Alberto Nessi

editore: Interlinea

pagine: 120

«Partire la mattina presto» è l'atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del gran premio svizzero di letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani.

Il viaggio della parola

di Gian Luca Favetto

editore: Interlinea

pagine: 88

"Nel tintinnare delle parole è la prova che la lingua cammina" scrive Gian Luca Favetto nel nuovo viaggio letterario che fa fare alle parole

Spaziotempi minori

di Mario Laghi Pasini

editore: Interlinea

pagine: 160

Quaderno azzurro, Quaderno rosa, Quaderno giallo e Quaderno inesistente sono i “taccuini” su cui ha appuntato i suoi versi, lungo moltissimi anni, un poeta longevo qual è Mario Laghi Pasini. Senza mai pubblicarli. «Piccoli oggetti per me cari, concretizzati dal nulla. Che mi davano coraggio, nel flusso altrimenti poco comprensibile della vita. Una buona vita, peraltro, se mi guardo indietro. Incomprensibile, appunto». La «buona vita» di un ingegnere, con la passione della letteratura. Autore di racconti, anche pubblicati. E di versi tenuti invece chiusi nei «quaderni», per incertezza e pudore. Ora, venuto a sera del vivere concesso dalle stelle, Mario Laghi Pasini si risolve a ripassare in rassegna quegli oggetti, spolverarli, ricomponendo i quaderni in due sezioni (più una terza che, mutati il tempo e la fantasia… non ha conosciuto quaderni, neppure «inesistenti»), e poi disporli in una vetrina di pagine, in cui siano colti da lontani amatori di spaziotempi minori e minimi.

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