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Narrativa italiana

Monterosa blues

di Lorenzo Arco

editore: Interlinea

pagine: 168

«In bilico tra la bellezza di un ricordo e la necessità di raccontare»: ecco la favolosa storia di Miki, vissuta tra il Novarese e l’Ossola degli anni settanta.

Un Natale in prigione

Ricordi di guerra

di Roberto Denti

editore: Interlinea

pagine: 48

Nel dicembre del 1944 Roberto Denti (uno dei più famosi librai italiani ma anche apprezzato scrittore per ragazzi) si trova nelle carceri di Cremona. Lì, ventenne, fa esperienza di umanità e ha tempo per letture nuove e formative, ma soprattutto è testimone di un fatto straordinario che fino a oggi non aveva voluto raccontare: lo fa ora con la semplicità della memoria, senza artifici retorici: «Ancora adesso mi sento coinvolto – non colpevole – in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un’incredibile storia d’amore».

Dentro mi è nato l'uomo

di Angelo Del Boca

editore: Interlinea

pagine: 224

Angelo Del Boca, il maggiore storico del colonialismo italiano, inizia a scrivere come narratore. Ritorna qui il suo libro d’esordio, che Cesare Pavese volle pubblicare

Playstation, caffettiere e altri racconti

Gli oggetti della nostra storia

a cura di Fulvio Panzeri, Roberto Righetto

editore: Interlinea

pagine: 184

A cura di Fulvio Panzeri e Roberto Righetto. Presentazione di Alessandro Zaccuri.

Il frustino

di Sibilla Aleramo

editore: Interlinea

pagine: 160

La storia dell'amore impossibile di con Giovanni Boine, nel celebre romanzo "Il frustino", scritto nel 1932 a un punto cruciale della sua parabola esistenziale, una riflessione sui grandi temi dell'amore e della passione, della vita e della morte.

Il cavallo di Caligola

di Pier Angelo Soldini

editore: Interlinea

pagine: 296

A cura di Roberto Carlo Delconte, presentazione di Franco Contorbia. Ritorna un libro costruito come un vero e proprio "romanzo-diario".

La forma della foglia

di Pier Angelo Soldini

editore: Interlinea

pagine: 254

Torna il secondo romanzo-diario di Pier Angelo Soldini, che affronta ancora una volta i temi che gli sono più cari.

Natale a Marradi

L'ultimo Natale di Dino Campana

di Sebastiano Vassalli

editore: Interlinea

pagine: 64

Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, al quale aveva già dedicato "La notte della cometa". Scrive Vassalli: "È il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra che, nonostante la retorica ufficiale, non ha in sé proprio niente di epico... Eppure per Dino Campana l'ultimo giorno felice fu il Natale a Marradi. Perché Dino e Sibilla Aleramo siano andati a Marradi, dove lei non era mai stata, proprio in quel giorno di Natale del 1916, non si sa... Forse prima di perdersi in quel crepuscolo della ragione dove stava precipitando da più di un anno, lui ha voluto mostrare i suoi luoghi d'infanzia all'unica persona che aveva avuto un moto d'affetto nei suoi confronti...".

Macchine

Storie di passioni

di Paolo Pomati

editore: Interlinea

pagine: 168

Storie di passioni: racconti di vite perse e ritrovate

Dopo il fiore

di Virginia Galante Garrone

editore: Interlinea

pagine: 192

Virginia Galante Garrone raccoglie i ricordi delle sue scuole: le scuole frequentate come alunna

La fiera di Novara e altre storie della memoria

Un'antologia

di Dante Graziosi

editore: Interlinea

pagine: 160

Per la prima volta un’antologia di alcuni dei migliori racconti di Dante Graziosi, il cantore della Terra degli aironi

Natale sotto la Mole

Scrittori torinesi raccontano

a cura di Giovanni Tesio

editore: Interlinea

pagine: 160

Una città si specchia nelle luci, e nelle ombre, del Natale attraverso le storie private e collettive dei suoi scrittori. Un bambino che scrive una lettera, dal retrogusto amarognolo, a Gesù Bambino, un misterioso furto di un bue nel presepio, un'agenzia di parenti in affitto, un bambino che ha qualcosa da insegnare a un generale. Dieci autori torinesi che, con i loro racconti, come scrive il curatore Giovanni Tesio, "rovesciano un cliché, frugano dietro il prevedibile, cercano di spremere un senso che viene dalla constatazione di un tempo alieno, estraneo, a volte amaro, crudo, nudo, drammatico e persino tragico" che è quello del Natale.

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