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Questa racclta inedita, in cui Mario Luzi dà voce alla coscienza e ai conflitti dell'umanità, e anche un atto poetico di resistenza civile per dire il suo no all'oltraggio della morte come cultura. Così troviamo le ragioni di un dialogo difficile e possibile tra un giovane musulmano e la sua amata ebrea, lo voce di un condannato a morte di un tempo antico e attuale, la voce di un condannato a morte di un tempo antico e attuale, la voce di un servo di scena su Pasolini e una moderna Antigone che dichiara il suo netto dissenso  a «ogni gesto / di arbitrio e di potere». Completa queste "parlate" la traduzione dalle scene cruciali dell'Amleto di Shakesperare. Il teatro è da tempo l'altro essenziale aspetto dell'opera di Luzi e tanto lo intriga per la controversia incessante che veste la voce umana nei diversi attori "parlanti" della sua Commedia, perpetua e nuova. Soprattutto ( come scrive Stefano Verdino), per quanto testimone non muto di una cupa stagione volgare, Luzi non vien meno alla sua intima vocazione civile, al suo cristianesimo come naturalità e allo scandalo di quella speranza contro lo scandalo della morte.

 

Biografia dell'autore

Mario Luzi

Mario Luzi
Mario Luzi è stato uno dei più autorevoli poeti contemporanei italiani. Nato a Firenze il 20 ottobre 1914 e spentosi nella stessa citàà il 28 febbraio 2005, la sua prima raccolta lirica risale al 1935 (La barca) con testi esemplari dell’ermetismo italiano. Da Al fuoco della controversia (premio Viareggio) a La passione, uno dei temi dominanti della sua poesia è l’angosciosa contrapposizione tra tempo ed eternità, tra individuo e cosmo. Luzi è anche autore di interventi saggistici e di traduzioni, da Racine a Shakespeare (come in Parlate, pubblicato da Interlinea, dove compaiono parti dell’Amleto). nel catalogo di Interlinea è possibile trovare anche L’adorazione dei Magi e dei pastori (con Pieter Bruegel) e Toscana mater.

In fretta. L'intervallo sta per finire. / E poi, signori, non mi piace sentenziare dal dopo. / Il dopo modifica gli eventi / grandi e minimi. Alcuni li snatura, / altri li invera, forse, nella loro / impreveduta essenza. Però non lo sappiamo