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Una Topolino amaranto

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Una Topolino amaranto
titolo Una Topolino amaranto
sottotitolo Ricordi di un medico degli animali
autore
Argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
Collana Biblioteca di narrativa, 26
marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato Libro
Pagine 208
Pubblicazione 2019
ISBN 9788868572426
 
Promozione valida fino al 31/12/2021
12,00 11,40
 
risparmi: € 0,60
Spedito in 2-3 giorni

Disponibile anche nel formato

Informazioni importanti

«Sulla Topolino amaranto… su, siedimi accanto, che adesso si va» cantava Paolo Conte andando con la memoria all’Italietta che sognava di viaggiare sulla mitica Fiat 500 soprannominata Topolino. La vettura è l’icona di un mondo narrato per la prima volta da Dante Graziosi, medico degli animali che accompagna i lettori sulla sua auto d’un tempo, negli anni a cavallo dell’ultima guerra, tra cascinali, osterie, personaggi e storie della nostra provincia italiana, quando la saggezza contadina insegnava che «si può sbagliare a curare un cristiano ma gli animali no, gli animali devono guarire, non ci sono santi!» Il romanzo, premiato al Bancarella, parla molto di natura, Resistenza e sentimenti, sempre visti dal volante di una Topolino: «meglio che tu apri la capotte / e con i tuoi occhioni guardi in su / beviti ’sto cielo azzurro e alto / che sembra di smalto / e corre con noi».

Una topolino amaranto

1° edizione 1992

 

Biografia dell'autore

Dante Graziosi

Dante Graziosi è nato a Granozzo, un borgo sull’acqua delle risaie alle porte di Novara, nel 1915. Alla pratica letteraria è giunto nella maturità. Medico veterinario, docente universitario di Igiene e zootecnia all’università di Torino, parlamentare, fondatore dell’organizzazione novarese dei coltivatori, ha pubblicato molti saggi scientifici di zootecnia prima di dedicarsi alla narrativa. Avendo conosciuto il Palazzo, ha scelto i valori genuini e semplici delle proprie radici e li ha voluti raccontare. L’esordio letterario è avvenuto nel 1972 con La terra degli aironi, una serie di racconti in cui (come nel successivo Storie di brava gente) sul filo dei ricordi lo scrittore fa rivivere tradizioni, ambiente e personaggi di una civiltà contadina tra Sesia e Ticino ormai al tramonto. È però all’attività di medico degli animali che ha dedicato nel 1980 il suo più celebre libro, Una Topolino amaranto, lettura molto adatta anche per le scuole, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 ha pubblicato Nando dell’Andromeda, romantica saga padana che ha per protagonista un camminante, uomo libero e poeta, al tempo delle mondine, della vita sull’aia, delle prime lotte politiche nelle campagne. L’autore, scomparso nell’estate del 1992, predilige intingere il pennino nell’inchiostro della memoria, nella fedeltà alle radici che contraddistingue la sua vena letteraria, affiorante anche nelle opere postume Le vane speranze di Guido Collasio e Racconti e ricordi.

Un brano dal libro

La più bella storia fu quella dell’asino Gerardo, lo stallone della monta equina che allora funzionava ancora in un ricovero in fondo al mattatoio, dove accoppiandosi alle cavalle serviva a produrre il mulo.
Il veterinario provinciale mi disse che Gerardo era un raffinato o un sadico o un libidinoso. Difatti da qualche tempo aveva imparato a rifiutare la cavalla se non c’era un particolare accorgimento, il suono del violino.
Pochi ci crederanno, ma era così; portato nel box con la cavalla in calore Gerardo levava il muso in alto, odorava, si recava davanti alla femmina, frogie contro frogie quasi a baciarla, ma non faceva il suo dovere di maschio.
Non si sa come, sta di fatto che una mattina sentì suonare un violino nella strada accanto, forse un girovago in cerca d’elemosina, allora si esaltò, rizzò le lunghissime orecchie e scosso da un tremito in tutto il corpo, sicuramente un tremito di gioia e d’amore, adempì brillantemente alle sue funzioni di stallone.
Al veterinario provinciale non era sfuggito il fatto, così che in seguito provò numerose volte con le suonate dei grandi maestri, da Beethoven a Chopin, un metodo infallibile che risolveva i problemi più ardui in pochi minuti con soddisfazione di tutti, lasciando interdetti coloro che si ostinavano a chiamare “asino” il raffinato Gerardo, campione della razza di Martina Franca.
Ricordava il dottor Cavallo che gli animali furono sempre al centro della storia umana: la mitologia, la leggenda, la storia sacra hanno abbondantemente approfittato di tutti gli animali.
L’asino ed il bue hanno riscaldato la grotta di Betlemme, l’asino portò il Redentore nella sua fuga in Egitto, il gallo cantò tre volte dopo gli spergiuri di Pietro, i leoni risparmiarono il profeta Daniele nella fossa dei supplizi, la balena offrì il ventre suo al profeta Giona e le oche del Campidoglio salvarono la città dai barbari invasori.

Rassegna stampa per Una Topolino amaranto

Da "L'Azione", Fabrizio Frattini su Interlinea

Notizie che parlano di: Una Topolino amaranto

Consigli di lettura per la ricorrenza nazionale della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista
A giugno online le puntate della serie tv di "Una Topolino amaranto" di Dante Graziosi

Eventi collegati a Una Topolino amaranto

Biblioteca Civica Carlo Negroni, il 04.04.2019 alle ore 18.00, Corso Felice Cavallotti, 6, Novara

Ma gli anni belli di quel mondo finito li rivedo ancora là, sulle dolci colline di Oleggio, di Mezzomerico e di Marano Ticino con le centinaia di piccole aziende nascoste tra il verde delle vigne o nei boschi della valle che scende fino al fiume azzurro. Come si può dimenticare il mercato bestiame di ogni lunedì, dove da giovane medico degli animali, in camice bianco, davo inizio alla mia settimana di lavoro ed ero l’ultimo arbitro dopo le contrattazioni tra gli allevatori! In quel mercato si assisteva ad uno spettacolo affascinante e farsesco, che sicuramente si perpetuava da secoli.

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