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Un sorso di Gattinara e altri racconti

Un sorso di Gattinara e altri racconti
titolo Un sorso di Gattinara e altri racconti
autore
curatori ,
argomento Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 192
pubblicazione 2006
ISBN 9788882125646
 
15,00
 
Un incontro inconsueto, una storia d'amore, un'avventura dell'amico maresciallo dei carabinieri, un ritorno ai paesaggi della giovinezza: in questa antologia il narrare di Soldati si spinge fino alla vertigine dei mascheramenti, dei sentimenti veri distorti da azioni false, dei casi di coscienza nati dal quotidiano e cresciuti fino a dimensioni abnormi. I suoi personaggi sono colti nel momento della verità, in un gesto o in un atteggiamento che contraddice radicalmente tutto il loro essere ed essere stati.
 

Biografia dell'autore

Mario Soldati

Mario Soldati, scrittore e regista cinematografico, nacque il 17 novembre 1906 a Torino. Qui compì i primi studi presso i Gesuiti, poi si laureò in Lettere e in seguito frequentò a Roma l’Istituto superiore di storia dell’arte. Nel 1929 conseguì una borsa di studio e si recò in America, dove rimase fino al 1931 e da cui nacque il primo libro America, primo amore. Nel corso della sua lunga carriera accostò all’attività di giornalista e narratore quella di autore cinematografico, portando sullo schermo numerosi romanzi della fine dell’Ottocento. Morì a Tellaro, nei pressi di La Spezia, nel 1999. Nel corso del 2006 ricorre il centenario della nascita di Soldati. L’anniversario è stato ricordato con diverse iniziative in tutta Italia.

Eventi collegati a Un sorso di Gattinara e altri racconti

Cantina Travaglini, il 07.09.2018 alle ore 17.30, Strada delle Vigne 36, Gattinara (VC)

Notte nebbiosa e umida. Salutati gli amici, ero uscito dalla villetta e avevo preso, per rincasare, il sentiero del bosco. Dopo qualche passo mi ero fermato, avevo spento il flash. Buio, quasi completo. Oltre il nero dei rami e delle foglie, soltanto il grigiore smorto ed eguale della nebbia, appena un po’ più scura dalla parte del monte, appena un po’ più chiara dalla parte del lago: o, forse, era mia immaginazione, perché sapevo il lago là. Nel silenzio assoluto, udivo però come degli scricchiolii, dei leggerissimi tonfi, spaziati, tranquilli. Non c’era vento. Gocce che cadono dai rami? Ripresi a camminare tendendo la mano per sentirle. Ma no, quei piccoli tonfi non erano gocce, erano le prime foglie secche. Poi, subito, incominciai a incontrare le ragnatele. Sospese attraverso il sentiero, invisibili, mi si appiccicavano al viso a ogni passo. Alzai il braccio col flash, e continuai così, trinciandole nel buio davanti a me.
Arrivato a casa, trovo il Carletto ancora alzato, con il suo mezzo whisky. Dice: «Ragnatele? Indizio sicuro. Aria secca. Domani, tempo bello».
«Così, finalmente, andremo a Gattinara» dico io. «E lei, per tutto l’autunno e per l’inverno finché proprio non gela, avrà qualche cosa di meglio del whisky».
«Speriamo» mormora il Carletto, non troppo convinto. «Il vero Gattinara non esiste più. È un nome, così, come un altro. Un’etichetta. Roba truccata. Vino fatto coi fichi secchi e le carrube, che gli danno quel gusto maderizzato».
Ma io credo ai nomi. Credo che, se si va in fondo a un nome, si trova sempre qualche cosa di genuino. Ingenuo ed ostinato, concludo: «Andremo proprio a Gattinara, e là vedremo un po’».

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