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Un sorso di Gattinara e altri racconti

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Un sorso di Gattinara e altri racconti
titolo Un sorso di Gattinara e altri racconti
autore
curatori ,
argomento Letteratura Narrativa italiana
collana Biblioteca del Piemonte Orientale, 13
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 192
pubblicazione 2006
ISBN 9788882125646
 
Promozione valida fino al 31/12/2020
15,00 14,25
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Un incontro inconsueto, una storia d'amore, un'avventura dell'amico maresciallo dei carabinieri, un ritorno ai paesaggi della giovinezza: in questa antologia il narrare di Soldati si spinge fino alla vertigine dei mascheramenti, dei sentimenti veri distorti da azioni false, dei casi di coscienza nati dal quotidiano e cresciuti fino a dimensioni abnormi. I suoi personaggi sono colti nel momento della verità, in un gesto o in un atteggiamento che contraddice radicalmente tutto il loro essere ed essere stati.
 

Biografia dell'autore

Mario Soldati

Mario Soldati, scrittore e regista cinematografico, nacque il 17 novembre 1906 a Torino. Qui compì i primi studi presso i Gesuiti, poi si laureò in Lettere e in seguito frequentò a Roma l’Istituto superiore di storia dell’arte. Nel 1929 conseguì una borsa di studio e si recò in America, dove rimase fino al 1931 e da cui nacque il primo libro America, primo amore. Nel corso della sua lunga carriera accostò all’attività di giornalista e narratore quella di autore cinematografico, portando sullo schermo numerosi romanzi della fine dell’Ottocento. Morì a Tellaro, nei pressi di La Spezia, nel 1999. Nel corso del 2006 ricorre il centenario della nascita di Soldati. L’anniversario è stato ricordato con diverse iniziative in tutta Italia.

Eventi collegati a Un sorso di Gattinara e altri racconti

Cantina Travaglini, il 07.09.2018 alle ore 17.30, Strada delle Vigne 36, Gattinara (VC)

Notte nebbiosa e umida. Salutati gli amici, ero uscito dalla villetta e avevo preso, per rincasare, il sentiero del bosco. Dopo qualche passo mi ero fermato, avevo spento il flash. Buio, quasi completo. Oltre il nero dei rami e delle foglie, soltanto il grigiore smorto ed eguale della nebbia, appena un po’ più scura dalla parte del monte, appena un po’ più chiara dalla parte del lago: o, forse, era mia immaginazione, perché sapevo il lago là. Nel silenzio assoluto, udivo però come degli scricchiolii, dei leggerissimi tonfi, spaziati, tranquilli. Non c’era vento. Gocce che cadono dai rami? Ripresi a camminare tendendo la mano per sentirle. Ma no, quei piccoli tonfi non erano gocce, erano le prime foglie secche. Poi, subito, incominciai a incontrare le ragnatele. Sospese attraverso il sentiero, invisibili, mi si appiccicavano al viso a ogni passo. Alzai il braccio col flash, e continuai così, trinciandole nel buio davanti a me.
Arrivato a casa, trovo il Carletto ancora alzato, con il suo mezzo whisky. Dice: «Ragnatele? Indizio sicuro. Aria secca. Domani, tempo bello».
«Così, finalmente, andremo a Gattinara» dico io. «E lei, per tutto l’autunno e per l’inverno finché proprio non gela, avrà qualche cosa di meglio del whisky».
«Speriamo» mormora il Carletto, non troppo convinto. «Il vero Gattinara non esiste più. È un nome, così, come un altro. Un’etichetta. Roba truccata. Vino fatto coi fichi secchi e le carrube, che gli danno quel gusto maderizzato».
Ma io credo ai nomi. Credo che, se si va in fondo a un nome, si trova sempre qualche cosa di genuino. Ingenuo ed ostinato, concludo: «Andremo proprio a Gattinara, e là vedremo un po’».

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