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Primavera

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Primavera
titolo Primavera
autore
curatori ,
argomento Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
collana Edizione nazionale delle opere di Giovanni Verga, VIII
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine LXVIII + 196
pubblicazione 2020
ISBN 9788882129897
 
Promozione valida fino al 31/12/2020
30,00 28,50
 
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Informazioni importanti

Edizione critica

Concepite parallelamente a Nedda e pubblicate nel 1877, le novelle della raccolta Primavera confermano lo sperimentalismo verghiano che spazia dal gotico di maniera delle Storie del castello di Trezza all’atmosfera bohémienne di Primavera. La tematica dell’amore, indagata ai vari gradini della scala sociale in tempi e ambienti diversi, è affrontata da Giovanni Verga con una dinamica diegetica che avanza verso la scissione veristica tra autore e rappresentazione del reale.

Dall'Introduzione:
«Apparentemente priva di una fisionomia omogenea, la prima raccolta di novelle verghiane può essere definita il primo tentativo dopo Eva di mettere in pratica il lascito di Enrico Lanti: Enrico non solo muore eliminando così lo scomodo alter ego che da Una peccatrice tormenta lo scrittore, ovvero il giovane artista in cerca di successo nelle città capitali, ossessionato dall’idea di un eros d’eccezione; ma, facendo una diagnosi della propria situazione sentimentale e artistica, quel personaggio affida al narratore il compito dell’indagine psicologica del cuore umano. Primavera si presenta infatti come una fisiologia dell’amore nei vari gradini della scala sociale: la storia un po’ scapigliata di Paolo e della Principessa, i sogni galeotti dei borghesi della Coda del diavolo, le schermaglie del bel mondo condite di avventure in Certi argomenti, la doppia storia di gelosia e di amore e morte delle Storie del castello di Trezza, e infine il recupero di Nedda e la relazione quasi primordiale tra la protagonista «posta sull’ultimo gradino della scala sociale» e Janu, ancora amore e morte, ma per estrema miseria»

 

Biografia dell'autore

Giovanni Verga

Giovanni Verga, nato a Catania nel 1840, è il massimo esponente del Verismo, uno dei maggiori scrittori nella storia della letteratura italiana, letto e studiato a scuola. La sua prima formazione romantico-risorgimentale si svolse a Catania, dove, abbandonando gli studi giuridici, decise di dedicarsi esclusivamente alla letteratura. Trasferitosi a Firenze nel 1865 compose i suoi primi romanzi Una peccatriceStoria di una Capinera. Successivamente a Milano frequentò l’ambiente degli Scapigliati e in seguito alla scoperta del naturalismo francese maturò la sua svolta decisiva verso il Verismo che sarà segnato dai racconti e dai romanzi di ambiente siciliano come Vita dei campi, 1880; I Malavoglia, 1881; Novelle rusticane, 1883; Mastro don Gesualdo, 1889. Lo scrittore credette nel progresso ma si interessò ai vinti e ai deboli, con una visione della vita tragicamente pessimistica, in antitesi con l’ottimismo imperante nei suoi tempi. Morì a Catania nel 1922.
Di Giovanni Verga Interlinea pubblica l'Edizione nazionale delle opere in collaborazione con la Fondazione Verga di Catania (www.fondazioneverga.it

la Principessa: le ragazze del magazzino le davano quel titolo perchè aveva un visetto gentile e le mani delicate; ma sopratutto perch’era superbiosetta, e la sera, quando le sue compagne irrompevano in Galleria come uno stormo di passere, ella preferiva andarsene tutta sola, impettita sotto la sua sciarpetta bianca, sino a Porta Garibaldi.

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