«Tante quindi le modalità di rivivere un momento storico fondamentale per un risveglio forte di democrazia, in altre parole per le sorti di una realtà – finché si voglia faticata – che siamo noi oggi ad abitare, nella speranza che non sia un buio futuro a smentirne i tratti essenziali, le conquiste costate lacrime e sangue».
Giovanni Tesio
A queste pagine ne sono seguite altre, sempre più recenti nel tempo, compilate da chi nutre il desiderio di non dimenticare, di continuare a fare rivivere quei sentimenti di ardore e speranza contro la morte e il sangue, che sono così tristemente attuali in ogni epoca.


«Quella pace e quella libertà hanno prodotto la Costituzione repubblicana, in cui tutti possono riconoscersi, e che rappresenta garanzia di democrazia e di giustizia». La nostra libertà. I discorsi per il 25 aprile del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella raccoglie i discorsi pronunciati in occasione del 25 aprile durante i dieci anni di presidenza. Una lettura preziosa, pensata soprattutto per le giovani generazioni, perché possano riflettere sull’importanza della pace e della lotta alla corruzione e alla violenza.
Delle date e ricorrenze importanti si ricordano i grandi fatti. Ci si prodiga per tramandare valori e ideali, affinché non vengano persi. Però spesso si lasciano nell’ombra e si dimenticano i piccoli avvenimenti, le donne e gli uomini che nei centri più sperduti del paese si sono prodigati per quegli stessi ideali, che hanno combattuto e che sono caduti. «Con la testa in mezzo all’erba». Note sui sessanta omegnesi caduti per la libertà, 1943-1945 di Filippo Colombara e Virginia Paravati si pone proprio questo obiettivo: restituire memoria e dignità ai partigiani caduti di Omegna, uno dei principali centri di lotta al nazifascismo del Piemonte orientale.

Con l’intento di non dimenticare le donne che hanno partecipato alla Resistenza, hanno combattuto e si sono prodigate per i propri diritti e il proprio paese nasce Voci di donne in Piemonte. Negli 80 anni della Repubblica curato da Elisabetta Dellavalle. Brevi biografie di donne piemontesi che hanno operato in diversi settori, tra arte, letteratura, medicina, musica e scienze sociali; alcune di loro sono state partigiane, sfidando un regime che le avrebbe volute in silenzio, nella convinzione che ognuna di loro «può entrare nella vita politica del paese. Come ha saputo lottare durante la guerra di Liberazione, capace di continuare il suo cammino verso la ricostruzione».

Tra le figure di spicco di questo periodo non può essere tralasciato Leone Ossola, il vescovo che guidò la diocesi di Novara negli anni più duri della seconda guerra mondiale. Ricordato per il suo equilibrio e la sua diplomazia, il 26 aprile 1945 il vescovo negoziò con i partigiani la resa dei tedeschi e dei fascisti, salvando così la città dal bombardamento degli alleati. Leone Ossola. Il vescovo della liberazione di Mario Perotti illustra la posizione del vescovo in questo complicato periodo storico, supportando la narrazione con frammenti di diari e un ricco apparato di immagini fotografiche.

Un’avventura avvincente per ragazzi e per adulti. Sempione ’45. Il salvataggio della galleria di Guido Petter racconta l’ingegnoso stratagemma inventato da un gruppo di giovani partigiani per sventare il tentativo dei nazisti di far esplodere la galleria del Sempione. I tedeschi avevano infatti posizionato chili di tritolo nella stazione di Varzo e per evitare una tragedia i ragazzi hanno dovuto mettere in atto un piano audace.

La quotidianità di ragazzi cresciuti durante la guerra, abituati a un coprifuoco forzato e alle ronde dei repubblichini è raccontata nel romanzo La prima stella. Valgrande '44 di Guido Petter. Tra le pagine aleggia il clima di costante paura e incertezza che ha portato i giovani a interrogarsi sui propri ideali e sui valori in cui credono.
È proprio pensando ai giovani che nasce il libro Non preoccuparti che muoio innocente. Lettere dei condannati a morte della resistenza novarese curato da Mauro Begozzi. «La proposta di questo libro è appunto offrire un diritto, soprattutto ai giovani: quello di sapere, di conoscere, di provare emozioni e sentimenti, di trovare qualcosa di loro e per loro». Attraverso le ultime lettere dei partigiani condannati a morte nei giorni successivi ai Quaranta giorni di libertà della Repubblica dell’Ossola, Begozzi ragiona su come a quei giovani sia stato strappato il diritto di crescere, di vivere, di comunicare con i propri genitori, nella speranza di spronare i ragazzi di oggi a riflettere sul proprio destino.

Milano 25 aprile 1945. Con Mussolini in Arcivescovado di Achille Marazza e curato da Giovanni A. Cerutti riprende gli avvenimenti del pomeriggio del 25 aprile 1945 in cui si svolsero le trattative tra il Comitato di liberazione nazionale, rappresentato da Achille Marazza e Riccardo Lombardi e Mussolini. Nelle pagine del diario di Marazza sono raccontate le ore di tensione che hanno preceduto la liberazione.

Non solo prosa. La Resistenza viene raccontata anche attraverso la poesia. In questa raccolta poetica curata da Giovanni Tesio, 25 poesie per il 25 aprile. I testi più belli compaiono i versi di grandi poeti, a partire da Saba per chiudere con De Luca. Perché «Se L’estate del ’43 non è ancora il 25 aprile, parte tuttavia di lì – da quella “resistenza” qui rievocata in “basso” commentario – il tragitto che condurrà, tra tante convulsioni, alla data finale del cosiddetto riscatto».

Un’ antologia è anche quella curata da Roberto Cicala, «Con la violenza la pietà». Poesia e resistenza. Antologia dei migliori poeti italiani. Un volume che si prefigge di non essere commemorativo, ma propositivo per le generazioni di allora e di oggi attraverso le testimonianze di quei poeti che commuovono, folgorano, provocano e interrogano.

Un salto nel buio di Mario Bonfantini e con testi di Eugenio Montale, come una delle precedenti raccolte poetiche, non riguarda direttamente l’anno della Liberazione, è infatti ambientato nella primavera-estate del 1944, momento culminante della crisi del fascismo e di avvio verso la Liberazione. Questa storia drammatica è legata alla biografia dell’autore che a giugno 1944 si buttò dal treno in corsa che lo stava deportando in Germania.

I saggi raccolti nel numero 74 della rivista "Autografo" 25 aprile: memoria, attualità, futuri a cura di Massimo Castoldi, indagano con metodi e approcci diversi la memoria e l’elaborazione letteraria di quella stagione di lotta e di riscatto, sia in autori che l’hanno vissuta come Andrea Zanzotto, Alfonso Gatto, Giorgio Bassani e Franco Loi, sia in coloro che hanno cercato di riproporla negli ultimi dieci anni con nuovi linguaggi narrativi.








