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Storie di maternità

Storie di maternità Storie di maternità
Storie di maternità

La parola più bella
sulle labbra del genere umano è “Madre”,
e la più bella invocazione è “Madre mia”.
È la fonte dell’amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.

 

Khalil Gibran


Centrale nella vita dell’uomo, la figura materna è spesso protagonista anche in letteratura. 

Sono state scritte molte opere i cui personaggi principali sono madri, donne che si sono scontrate con le difficoltà della vita, con la gioia di mettere al mondo un figlio e con gli inevitabili cambiamenti che questa nascita comporta. Molte di loro sono sole, altre hanno al loro fianco una famiglia, il marito o amici; ognuna ha vissuto una storia diversa, in ambienti sociali opposti, in epoche storiche distanti, ha superato ostacoli, dedicato l’intera vita al proprio figlio o deciso che la maternità non è la sua vocazione.

Il catalogo di Interlinea contiene molteplici titoli, nelle varie collane, che trattano questa tematica e nei quali la figura femminile è posta al centro.




Un rapporto intimo, una conoscenza profonda. Sopra il tavolo della cucina. Donne che intrecciano storie curato da Vilma Gervasoni e Rossella Köhler è un intreccio di storie raccontate attraverso le interviste di donne ad altre donne. Un libro collettivo che conduce il lettore alla scoperta di realtà e abitudini molto vicine alle proprie e, al contempo, di tradizioni lontane, appartenenti ad altre culture.
 





«Più spesso sono le donne a pronunciare, senza mediazioni, il desiderio di pace» così Lucilla Giagnoni spiega il motivo per cui la voce narrante di Vergine madre. Voce di donna nella Commedia di Dante è femminile. Questo spettacolo recitato dalla stessa Giagnoni e dal marito raccoglie sei tra i più famosi passi della Commedia dantesca che, curiosamente, delineano il profilo di un’immaginaria famiglia. La figura femminile di Francesca, l’uomo incarnato da Ulisse, il padre Ugolino, la figlia Piccarda, la madre, la Vergine madre che dà il titolo alla raccolta e sullo sfondo, un viaggio: un viaggio nella condizione umana.

 
«[…] l’horror vacui plasma il rapporto con la morte […]: evitiamo alla grande di guardarla in faccia, soprattutto se incarnata in quella figura “mitica” che è la madre,  la madre che ha perso la sua creatura».
Il dolore di una madre che perde un figlio è indescrivibile, non esistono parole sufficienti a incarnarlo e renderlo realmente comprensibile a chi lo vede dall’esterno. Ma del resto, esistono parole per delineare la maternità e la rete di sentimenti che comprende? Madri vestite di sole è una raccolta poetica di Mariastella Eisenberg il cui tema centrale è la perdita di un figlio e il cui obiettivo è di «essere un coro, assemblato alla meglio, di madri sfigliate e mutaciche, cui restituire la voce secondo il consiglio di Macbeth».

 


La gioia e lo struggimento di una madre di fronte alla nuova vita che ha dato alla luce sono il filo conduttore delle venti poesie che compongono la raccolta poetica L’anima in boccio di Cécile Sauvage curata da Maria Pia Sacchi. Un’istantanea dei momenti precedenti al parto, quando madre e figlio vivono ancora nello stesso corpo e si genera tra loro un legame indissolubile, solido, che li terrà uniti anche dopo la nascita. Scrive la curatrice: «Tradurre questa raccolta è stata un’emozione; […] risvegliare la memoria delle sensazioni vissute durante l’attesa dei figli; […] capire una volta di più che la maternità è sentimento universale ed è quanto fa risplendere di una luce naturalmente bella la natura femminile».




Donne in cerca di guai curato da Gianni Mussini, sposta invece l’attenzione sui mesi precedenti al parto, su una decisione che divide l’Italia e spesso si presenta alle madri: l’aborto. Attraverso testimonianze di personaggi dello spettacolo e dei volontari del CAV (Centro di Aiuto alla Vita) queste pagine raccontano la difficoltà di prendere una decisione così importante, i ripensamenti, i dubbi e la volontà di portare comunque a termine la gravidanza, nonostante le avversità. Un grido alla vita per madri, figli e famiglie.





Chi meglio di una donna può raccontare una donna? Antonella Diegoli costruisce frammenti di storie di altre donne attorno ai versi di Kahlil Gibran in L’amore cambia tutte le cose. Dieci frammenti in controcanto sulla vita. Prosa, poesia, cronaca, citazioni si intrecciano dando vita a un poema al cui centro vi è l’aborto.
 
 



La maternità viene raccontata attraverso generi diversi: poesia, narrativa, saggistica e non manca il teatro.

La collana “Passio” di Interlinea contiene due titoli relativi a testi teatrali in cui il tema viene approfondito e proposto al pubblico con un ritmo diverso.

 

 

Cristo e la donna. Un inedito del 1943-1944
 di Giovanni Testori in cui l’autore compie un primo “corpo a corpo” letterario con la figura di Cristo, rappresentando una  religiosità inquieta e drammatica. Testori auspica che il suo testo possa essere rappresentato per le strade, come accadeva alle compagnie “scarrozzanti”, desidera produrre una rappresentazione che coinvolga gli spettatori e prenda quasi vita.

 



La maternità è un dono, fonte di gioia, preoccupazione, soddisfazione e, purtroppo, anche di dolore. Uno dei più grandi è desiderare la nascita di un figlio, ma non riuscire a generarlo. I coniugi Limpido di Silvano Petrosino è un monologo interiore, un flusso di coscienza reso attraverso l’assenza di punteggiatura. Restano solo i punti interrogativi, a marcare le domande della signora Limpido che avrebbe voluto un figlio, ma non è riuscita ad averlo e si interroga in continuazione sul perché. Una domanda alla quale è difficile dare una risposta e dalla quale ne scaturiscono altre. La lettura, le pause, il ritmo sono lasciati al lettore: solo in questo modo è possibile rendere giustizia al tormento della donna e solo così si può favorire l’empatia di chi si riconosce nella storia.

Sopra il tavolo della cucina

Donne che intrecciano storie

a cura di Vilma Gervasoni, Rossella Köhler

editore: Interlinea

pagine: 160

Sopra il tavolo della cucina – Donne che intrecciano storie è una raccolta di interviste fatte da donne ad altre donne

Vergine madre

Voce di donna nella Commedia di Dante

di Lucilla Giagnoni

editore: Interlinea

pagine: 72

Il racconto del percorso femminile all'interno della Commedia dantesca

Madri vestite di sole

di Mariastella Eisenberg

editore: Interlinea

pagine: 168

Le poesie che compongono la presente raccolta di Mariastella Eisenberg hanno il titolo piuttosto sconcertante di Madri vestite di sole. Perché vestite di sole? Perché, potremmo dire anche noi, la verità è nuda e il dolore è nudo.Nel prologo breve ma intenso, l’autrice ce ne dà presto una ragione. Il tema ricorrente di queste poesie, il filo rosso che le tiene insieme sarà la perdita di una figlia, una sua “creatura”, come dice lei stessa, e il solo modo di parlarne sarà la verità, giusto il titolo di Baudelaire, Mon coeur mis à nus, che sembra richiamare il titolo di Mariastella Eisenberg Madri vestite di sole. La poesia ha il compito di informare e si incarica di unire gli ascoltatori e i lettori nella partecipazione corale degli eventi che vengono rappresentati. Il tono di queste poesie è sommesso, di persona che parla a un amico, anche se rotto e a volte quasi balbettante. È lo stile diretto di chi vuole la verità, nuda, fuori da ogni ornamento.

L’anima in boccio

di Cécile Sauvage

editore: Interlinea

pagine: 112

«Tutti quelli che ascolteranno queste poesie non potranno più pensare alla maternità come hanno fatto prima»

Donne in cerca di guai

Avventure di maternità

a cura di Marina Casini, Claudio Magris, Gianni Mussini

editore: Interlinea

pagine: 88

Testimonianze di donne che con coraggio hanno deciso di proseguire la gravidanza, un viaggio nella maternità raccontato da grandi nomi della musica, del cinema e della letteratura: Meini, Costa, Avati, Zeffirelli, Bocelli, Celentano, Eminem, Alexia e Nek

L'amore cambia tutte le cose

Dieci frammenti in controcanto sulla vita

di Antonella Diegoli

editore: Interlinea

pagine: 68

L'esperienza della maternità in tutte le sue sfaccettature in una raccolta di racconti

Cristo e la donna

Un inedito del 1943-1944

di Giovanni Testori

editore: Interlinea

pagine: 96

Un testo teatrale di Giovanni Testori, un confronto letterario inquieto e drammatico con la figura di Cristo

I coniugi Limpido

di Silvano Petrosino

editore: Interlinea

pagine: 64

Un monologo interiore, un lungo flusso di coscienza di una donna che, come accade a tante, si domanda perché non è riuscita a generare un figlio, perché non è potuta essere madre. Una domanda che non ha una risposta e che genera tanti altri interrogativi, ma che non smette di tormentarla e che quindi va affrontata. «La protagonista di I coniugi Limpido non pensa con la punteggiatura. Il suo è davvero un fiume di pensieri, domande, suggestioni, ricordi, contraddizioni che ogni donna può ritrovare nell’inenarrabile e antico mistero generativo femminile» (Silvia Barbieri).

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