
Il romanzo di Laura Pariani Piero alla guerra si snoda su tre diversi conflitti condannandone l'insensatezza: la Grande guerra sul fronte del Carso, la Seconda guerra mondiale nella ritirata italiana di Russia e il conflitto tra Argentina e Inghilterra nel 1982 per le isole Malvinas.

Guerra e sentimenti si intrecciano nel romanzo Di amore e di guerra di Mino Milani, riportando alla luce le difficoltà che gli anni di guerra hanno rappresentato per i più giovani, costretti alle armi e privati della leggerezza tipica della loro età.

Sempione ’45. Il salvataggio della galleria di Guido Petter racconta la storia realmente accaduta di un gruppo di ragazzi della Val d’Ossola che hanno sventato l’esplosione della galleria del Sempione escogitata dai tedeschi.

Per la saggistica con Il gioco della guerra. L’infanzia nelle cartoline del primo conflitto mondiale Walter Fochesato descrive l'immagine dell'infanzia come strumento di propaganda bellica concentrandosi sul primo conflitto mondiale fra cartoline, locandine e depliant.

Raccontare la guerra. I libri per bambini e ragazzi che bisogna conoscere di Walter Fochesato offre una ricostruzione di come il tema della guerra sia rientrato a far parte della letteratura per bambini e ragazzi. Grazie all’apporto di diversi autori e attraversando più momenti storici, quest’opera restituisce un quadro di come il modo di raccontare la guerra ai più giovani sia cambiato, passando da una visione moraleggiante a una che riesca a restituire gli orrori bellici attraverso lo sguardo di bambini e ragazzi.

«Perché nulla fu più come prima, nessuno di quei milioni di uomini che per cinque anni si erano ammazzati nelle trincee di tutto un continente, se sopravvissuto alle più moderne tecnologie di distruzione, sarebbe potuto rimanere sé stesso» scrive Mauro Begozzi nella presentazione del volume Prigione di trincee. Memoriale inedito della grande guerra del giovane soldato Giuseppe Cuzzoni, curato da Roberto Leggero. Il diario di Cuzzoni offre uno sguardo sulla vita quotidiana durante la Prima guerra mondiale e rappresenta una testimonianza di grande valore soprattutto per i giovani di oggi, perché possano continuare a percepire l’orrore di quegli anni e non lo dimentichino considerandolo, alla stregua «delle guerre puniche», un semplice capitolo da studiare sul libro di storia.
È un memoriale anche quello che ci offre Silvana Abruzzese Lattmann in I colori della guerra. Tra prosa, poesia, tracce epistolari e riflessioni autobiografiche, l’autrice svizzera ripercorre i suoi ricordi, la paura provata durante i bombardamenti e il terrore di non ricevere risposte dalle persone care. «Scrivere sul computer e trovare documentazioni di ogni avvenimento bellico aprendo internet è agevole. Ma l’urlo della sirena che il mio orecchio udiva e la corsa delle gambe giù per le scale a cercare salvezza non appartengono a internet. Credo, forse assurdamente, che dare testimonianza sia un dovere. Continuerò dunque a scrivere gli avvenimenti accaduti nell’ormai lontano tempo della Seconda guerra mondiale».

Giuseppe Langella nella raccolta Reliquario della grande tribolazione. Via crucis in tempo di guerra riscopre nei piccoli oggetti quotidiani della trincea il non senso della guerra. «La memoria impressa nei luoghi che furono teatro del conflitto ha bisogno di essere continuamente interpretata e trasmessa da artisti mossi dalla passione e dal bisogno di ricordare». La raccolta nasce infatti dall’incontro tra l’autore e l’artista Edoardo Nonelli che ha composto la Croce con reperti bellici rinvenuti lungo le trincee d’Adamello.
Uno dei grandi effetti negativi delle guerre è la distruzione dell’economia: le materie prime diventano introvabili, i prezzi aumentano a dismisura e il popolo si impoverisce giorno dopo giorno. Percepiamo questi effetti oggi come si percepivano più di un secolo fa. La risicoltura e la grande guerra di Giuseppe Sarasso e Paolo Viana racconta le disastrose conseguenze della guerra sulla risicoltura e la reattività dei risicoltori italiani che svilupparono nuove alleanze, individuarono innovativi metodi di coltura ed esplorarono nuovi sbocchi economici.

Nei due volumi storici La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale. Volume I: Istituzioni e personaggi e La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale. Volume II: La popolazione e il fronte interno a cura di Cristina Vernizzi sono descritti i personaggi di Novara e dintorni che presero parte al conflitto, vengono approfonditi gli aspetti che più hanno inciso sull’organizzazione sociale e civile, sono inseriti approfondimenti sull’organizzazione sanitaria e sul ruolo delle donne che, da «angeli del focolare domestico» diventano membri attivi dell’economia e della società collettiva.

Per rendere ancora più concreta l’idea di cosa sia stata la guerra per chi l’ha vissuta e per la società dell’epoca, Andrea Pozzetta cura l’antologia Industriarsi per vincere. Le imprese e la Grande Guerra con immagini raffiguranti gli oggetti che sono diventati simbolo della guerra in Italia. Attraverso foto di borracce, cappelli, alimenti in scatola, picozze è possibile ripercorrere il ruolo delle aziende italiane nella mobilitazione industriale.

Le lettere di Clemente Rebora testimoniamo con ferocia la crisi drammatica della Prima guerra mondiale, mentre le sue poesie ne richiamano la natura e la desolazione. Questi forti sentimenti sono contenuti nella raccolta Tra melma e sangue. Lettere e poesie di guerra a cura di Valerio Rossi con una presentazione di Giovanni Tesio.
Pensando alle guerre o alla letteratura su questo tema spesso la mente ricorre subito alle due grandi guerre mondiali ma sono molti i conflitti in atto nel mondo, alcuni di questi purtroppo molto vicini a noi e i cui effetti si ripercuotono in maniera evidente sulla nostra quotidianità.
Interlinea propone diversi titoli non solo di prosa ma anche di poesia, in cui gli autori raccontano la propria esperienza, le brutture della guerra nel proprio paese e come la loro vita sia cambiata dall’inizio del conflitto.

L’ultima cena del mio corpo di Alex Averbuch racchiude una selezione dei brani più recenti dell’autore, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa della regione ucraina in cui lui stesso vive, Luhans’k. Poesia tanto collettiva quanto individuale al cui centro vi è l’esperienza corporea.

Canzoni alla fine di Yrina Shuvalova segna una svolta nella poetica dell’autrice ed è legata all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. «Una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte».

«Qui Kabanov sembra insegnarci che l’utopia della scrittura poetica è sempre uno degli strumenti più forti per (cercare di) arginare la violenza della storia» scrive Alessandro Achilli, curatore della raccolta poetica Nella lingua del nemico e altre poesie sulla guerra in Ucraina di Aleksandr Kabanov. L’autore, tra i più grandi poeti civili dell’Ucraina, descrive il già ostile rapporto culturale, sociale e politico tra Russia e Ucraina successivo all’occupazione russa della Crimea e la guerra attuale.
La violenza della guerra non risiede solo nella morte, nelle ferite inferte durante il conflitto; c’è un altro tipo di violenza, di cui talvolta ci si dimentica, che ha come vittime e protagoniste le donne: lo stupro. La raccolta poetica Stupro di guerra di Mariastella Eisenberg racconta proprio questo fenomeno, declinandolo dall’antichità fino ad oggi, ripercorrendo il dolore di madri «matrigne della propria carne» e di figli colpevoli solo di esistere.

«Parla degli orrori […] con sguardo severo sì, ma che nello stesso tempo rifiuta la rabbia cieca»: le poesie contenute in Terre che piangono di Susan Nalugwa Kiguli sono caratterizzate da un’immensa e rispettosa gratitudine. Una sentita riconoscenza verso tutte le figure femminili che l’hanno affiancata permettendole di diventare studiosa, ricercatrice e poetessa.

Guerra e pace nel Novecento e oltre a cura di Giovanna Ioli si inserisce nel solco delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra senza trascurare una riflessione più ampia sui conflitti in generale. A strumenti giuridici e filosofici si accordano quelli storici e percorsi nell’arte figurativa, nella sonorità dei canti popolari e nelle testimonianze.
Anche nella collana “Nativitas” si trovano titoli legati alle guerre e a chi, anche in un tempo che dovrebbe essere di gioia e di pace, è costretto a subire il dolore e l'orrore della violenza.
Un Natale in prigione. Ricordi di guerra di Roberto Denti racconta l’esperienza che visse l’autore nel 1944 nelle carceri di Cremona. Qui egli dedica tempo alla lettura, fa esperienza di umanità ed è testimone di un avvenimento straordinario che non ha mai raccontato prima. «Ancora adesso mi sento coinvolto – non colpevole – in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un’incredibile storia d’amore».

Natale di guerra a Gaza. Interviste, omelie e immagini curato da Ibrahim Nino e Valerio Rossi è il manifesto di speranza di una comunità che non vuole arrendersi alla guerra e cedere alla disperazione. Con testi di Papa Francesco e del cardinale Pierbattista Pizzaballa, il racconto di un’ennesima guerra che non coinvolge solo soldati ed eserciti, ma l’intera cittadinanza e che non si ferma nemmeno di fronte a una giornata di pace.

Anche la collana per bambini "Le rane" contiene titoli dedicati al tema della guerra, perché, come sostiene la scrittrice Anna Lavatelli, «i lettori, anche quelli in erba, non hanno paura di scontrarsi con le tragedie della Storia, quella scritta con la maiuscola. Il loro senso di giustizia, più intransigente di quello adulto, vuole essere sfidato su questo terreno: per capire, per crescere, per non dimenticare».

La guerra di Becky. L’Olocausto del lago Maggiore di Antonio Ferrara riapre una delle pagine più dolorose della storia del Lago Maggiore: in questa storia per bambini, infatti, l’autore riprende le vicissitudini di Becky e della sua famiglia e l’orrore che hanno dovuto vivere durante la prima strage di ebrei in Italia.

Ai lettori più giovani Anna Lavatelli dedica Il violino di Auschwitz, illustrato da Cinzia Ghigliano.

Rivolto ai più piccoli è anche Occhichiusi di Sebastiano Ruiz Mignone, la storia di un bambino bellissimo, ma tristissimo di nome Belloforte. Per consolare la sua tristezza la mamma gli insegna che è sufficiente chiudere gli occhi e pronunciare una formula magica per poter diventare invisibili.








