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Le guerre nel mondo e nella Storia

Le guerre nel mondo e nella Storia Le guerre nel mondo e nella Storia
Le guerre nel mondo e nella Storia
nessuna lingua può contenerlo
scrivere di guerra è come ingoiare
il filo spinato piano piano
centimetro per centimetro

Iryna Shuvalova

La guerra da sempre è un tema centrale nella vita degli uomini. È un’esperienza dolorosa e mostruosa che necessita di essere raccontata e spiegata attraverso il ricordo, la ricerca storica, il romanzo e la poesia. La penna degli autori traccia un sentiero che ripercorre i sentimenti e i fatti storici che coinvolsero loro stessi e il mondo intero in quell’abisso di orrore che è la lotta tra gli uomini.
Il catalogo di Interlinea propone diversi titoli legati al tema della guerra offrendo così una panoramica variegata che attraversa i vari generi letterari occupando una fetta importante del catalogo della casa editrice.



Il romanzo di Laura Pariani Piero alla guerra si snoda su tre diversi conflitti condannandone l'insensatezza: la Grande guerra sul fronte del Carso, la Seconda guerra mondiale nella ritirata italiana di Russia e il conflitto tra Argentina e Inghilterra nel 1982 per le isole Malvinas.

 

 

 

 

Guerra e sentimenti si intrecciano nel romanzo Di amore e di guerra di Mino Milani, riportando alla luce le difficoltà che gli anni di guerra hanno rappresentato per i più giovani, costretti alle armi e privati della leggerezza tipica della loro età.

 


 

 

Sempione ’45. Il salvataggio della galleria di Guido Petter racconta la storia realmente accaduta di un gruppo di ragazzi della Val d’Ossola che hanno sventato l’esplosione della galleria del Sempione escogitata dai tedeschi.

 

 




Per la saggistica con Il gioco della guerra. L’infanzia nelle cartoline del primo conflitto mondiale Walter Fochesato descrive l'immagine dell'infanzia come strumento di propaganda bellica concentrandosi sul primo conflitto mondiale fra cartoline, locandine e depliant.

 

 

 


 

Raccontare la guerra. I libri per bambini e ragazzi che bisogna conoscere di Walter Fochesato offre una ricostruzione di come il tema della guerra sia rientrato a far parte della letteratura per bambini e ragazzi. Grazie all’apporto di diversi autori e attraversando più momenti storici, quest’opera restituisce un quadro di come il modo di raccontare la guerra ai più giovani sia cambiato, passando da una visione moraleggiante a una che riesca a restituire gli orrori bellici attraverso lo sguardo di bambini e ragazzi.

 

 


«Perché nulla fu più come prima, nessuno di quei milioni di uomini che per cinque anni si erano ammazzati nelle trincee di tutto un continente, se sopravvissuto alle più moderne tecnologie di distruzione, sarebbe potuto rimanere sé stesso» scrive Mauro Begozzi nella presentazione del volume Prigione di trincee. Memoriale inedito della grande guerra del giovane soldato Giuseppe Cuzzoni, curato da Roberto Leggero. Il diario di Cuzzoni offre uno sguardo sulla vita quotidiana durante la Prima guerra mondiale e rappresenta una testimonianza di grande valore soprattutto per i giovani di oggi, perché possano continuare a percepire l’orrore di quegli anni e non lo dimentichino considerandolo, alla stregua «delle guerre puniche», un semplice capitolo da studiare sul libro di storia.

 

 


 È un memoriale anche quello che ci offre Silvana Abruzzese Lattmann in I colori della guerra. Tra prosa, poesia, tracce epistolari e riflessioni autobiografiche, l’autrice svizzera ripercorre i suoi ricordi, la paura provata durante i bombardamenti e il terrore di non ricevere risposte dalle persone care. «Scrivere sul computer e trovare documentazioni di ogni avvenimento bellico aprendo internet è agevole. Ma l’urlo della sirena che il mio orecchio udiva e la corsa delle gambe giù per le scale a cercare salvezza non appartengono a internet. Credo, forse assurdamente, che dare testimonianza sia un dovere. Continuerò dunque a scrivere gli avvenimenti accaduti nell’ormai lontano tempo della Seconda guerra mondiale».

 

 



Giuseppe Langella
 nella raccolta Reliquario della grande tribolazione. Via crucis in tempo di guerra riscopre nei piccoli oggetti quotidiani della trincea il non senso della guerra. «La memoria impressa nei luoghi che furono teatro del conflitto ha bisogno di essere continuamente interpretata e trasmessa da artisti mossi dalla passione e dal bisogno di ricordare». La raccolta nasce infatti dall’incontro tra l’autore e l’artista Edoardo Nonelli che ha composto la Croce con reperti bellici rinvenuti lungo le trincee d’Adamello.

 

 

 

 

 Uno dei grandi effetti negativi delle guerre è la distruzione dell’economia: le materie prime diventano introvabili, i prezzi aumentano a dismisura e il popolo si impoverisce giorno dopo giorno. Percepiamo questi effetti oggi come si percepivano più di un secolo fa. La risicoltura e la grande guerra di Giuseppe Sarasso e Paolo Viana racconta le disastrose conseguenze della guerra sulla risicoltura e la reattività dei risicoltori italiani che svilupparono nuove alleanze, individuarono innovativi metodi di coltura ed esplorarono nuovi sbocchi economici.

 

 

 

Nei due volumi storici La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale. Volume I: Istituzioni e personaggi e La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale. Volume II: La popolazione e il fronte interno a cura di Cristina Vernizzi sono descritti i personaggi di Novara e dintorni che presero parte al conflitto, vengono approfonditi gli aspetti che più hanno inciso sull’organizzazione sociale e civile, sono inseriti approfondimenti sull’organizzazione sanitaria e sul ruolo delle donne che, da «angeli del focolare domestico» diventano membri attivi dell’economia e della società collettiva.  

 

  





Per rendere ancora più concreta l’idea di cosa sia stata la guerra per chi l’ha vissuta e per la società dell’epoca, Andrea Pozzetta cura l’antologia Industriarsi per vincere. Le imprese e la Grande Guerra con immagini raffiguranti gli oggetti che sono diventati simbolo della guerra in Italia. Attraverso foto di borracce, cappelli, alimenti in scatola, picozze è possibile ripercorrere il ruolo delle aziende italiane nella mobilitazione industriale.

 




Le lettere di Clemente Rebora testimoniamo con ferocia la crisi drammatica della Prima guerra mondiale, mentre le sue poesie ne richiamano la natura e la desolazione. Questi forti sentimenti sono contenuti nella raccolta Tra melma e sangue. Lettere e poesie di guerra a cura di Valerio Rossi con una presentazione di Giovanni Tesio.

 

 


 Pensando alle guerre o alla letteratura su questo tema spesso la mente ricorre subito alle due grandi guerre mondiali ma sono molti i conflitti in atto nel mondo, alcuni di questi purtroppo molto vicini a noi e i cui effetti si ripercuotono in maniera evidente sulla nostra quotidianità.

Interlinea propone diversi titoli non solo di prosa ma anche di poesia, in cui gli autori raccontano la propria esperienza, le brutture della guerra nel proprio paese e come la loro vita sia cambiata dall’inizio del conflitto.

 

 

L’ultima cena del mio corpo di Alex Averbuch racchiude una selezione dei brani più recenti dell’autore, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa della regione ucraina in cui lui stesso vive, Luhans’k. Poesia tanto collettiva quanto individuale al cui centro vi è l’esperienza corporea.

 

 

 

 

Canzoni alla fine di Yrina Shuvalova segna una svolta nella poetica dell’autrice ed è legata all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. «Una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte».

 

 

«Qui Kabanov sembra insegnarci che l’utopia della scrittura poetica è sempre uno degli strumenti più forti per (cercare di) arginare la violenza della storia» scrive Alessandro Achilli, curatore della raccolta poetica Nella lingua del nemico e altre poesie sulla guerra in Ucraina di Aleksandr Kabanov. L’autore, tra i più grandi poeti civili dell’Ucraina, descrive il già ostile rapporto culturale, sociale e politico tra Russia e Ucraina successivo all’occupazione russa della Crimea e la guerra attuale.

 

 

 


La violenza della guerra non risiede solo nella morte, nelle ferite inferte durante il conflitto; c’è un altro tipo di violenza, di cui talvolta ci si dimentica, che ha come vittime e protagoniste le donne: lo stupro. La raccolta poetica Stupro di guerra di Mariastella Eisenberg racconta proprio questo fenomeno, declinandolo dall’antichità fino ad oggi, ripercorrendo il dolore di madri «matrigne della propria carne» e di figli colpevoli solo di esistere.

 

 

 

 

 


«Parla degli orrori […] con sguardo severo sì, ma che nello stesso tempo rifiuta la rabbia cieca»: le poesie contenute in Terre che piangono di Susan Nalugwa Kiguli sono caratterizzate da un’immensa e rispettosa gratitudine. Una sentita riconoscenza verso tutte le figure femminili che l’hanno affiancata permettendole di diventare studiosa, ricercatrice e poetessa.

 






Guerra e pace nel Novecento e oltre
 a cura di Giovanna Ioli si inserisce nel solco delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra senza trascurare una riflessione più ampia sui conflitti in generale. A strumenti giuridici e filosofici si accordano quelli storici e percorsi nell’arte figurativa, nella sonorità dei canti popolari e nelle testimonianze.

 

 


Anche nella collana “Nativitas” si trovano titoli legati alle guerre e a chi, anche in un tempo che dovrebbe essere di gioia e di pace, è costretto a subire il dolore e l'orrore della violenza. 


Un Natale in prigione. Ricordi di guerra di Roberto Denti racconta l’esperienza che visse l’autore nel 1944 nelle carceri di Cremona. Qui egli dedica tempo alla lettura, fa esperienza di umanità ed è testimone di un avvenimento straordinario che non ha mai raccontato prima. «Ancora adesso mi sento coinvolto – non colpevole – in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un’incredibile storia d’amore».

 

 


Natale di guerra a Gaza. Interviste, omelie e immagini curato da Ibrahim Nino e Valerio Rossi è il manifesto di speranza di una comunità che non vuole arrendersi alla guerra e cedere alla disperazione. Con testi di Papa Francesco e del cardinale Pierbattista Pizzaballa, il racconto di un’ennesima guerra che non coinvolge solo soldati ed eserciti, ma l’intera cittadinanza e che non si ferma nemmeno di fronte a una giornata di pace.

 

 

 

 Il Natale nella Storia ha sempre avuto un valore forte: diversi avvenimenti si sono succeduti in questa data nel corso dei secoli e, contrariamente a quanto accade oggi, in onore di questa ricorrenza talvolta i conflitti sono stati messi da parte, come durante la Prima guerra mondiale. Questo e altri episodi di rilievo accaduti in questa data sono ripercorsi in Tra guerra e pace. I Natali che hanno fatto la storia a cura di Giacomo Rebecchi.
 



Anche la collana per bambini "Le rane" contiene titoli dedicati al tema della guerra, perché, come sostiene la scrittrice Anna Lavatelli, «i lettori, anche quelli in erba, non hanno paura di scontrarsi con le tragedie della Storia, quella scritta con la maiuscola. Il loro senso di giustizia, più intransigente di quello adulto, vuole essere sfidato su questo terreno: per capire, per crescere, per non dimenticare».

 

La guerra di Becky. L’Olocausto del lago Maggiore di Antonio Ferrara riapre una delle pagine più dolorose della storia del Lago Maggiore: in questa storia per bambini, infatti, l’autore riprende le vicissitudini di Becky e della sua famiglia e l’orrore che hanno dovuto vivere durante la prima strage di ebrei in Italia.

 




 



Ai lettori più giovani Anna Lavatelli dedica Il violino di Auschwitz, illustrato da Cinzia Ghigliano.
Tratto da una storia vera, il libro racconta della deportazione di Cicci, una ragazza amante della musica che nel campo di concentramento sarà costretta a suonare il suo violino per le SS.  Un esempio di come la musica sia presente in ogni momento della Storia e di come grazie ad essa ci si possa sentire liberi.

 

 





Rivolto ai più piccoli è anche Occhichiusi di Sebastiano Ruiz Mignone, la storia di un bambino bellissimo, ma tristissimo di nome Belloforte. Per consolare la sua tristezza la mamma gli insegna che è sufficiente chiudere gli occhi e pronunciare una formula magica per poter diventare invisibili.

 

Piero alla guerra

di Laura Pariani

editore: Interlinea

pagine: 96

Un mosaico di storie racconta la follia della guerra cantata dalla ballata "La guerra di Piero"

Di amore e di guerra

di Mino Milani

editore: Interlinea

pagine: 164

I difficili anni della guerra e della sua giovinezza raccontati dallo scrittore Mino Milani in un romanzo di formazione, nel segno della letteratura e dell'amore

Sempione ’45

Il salvataggio della galleria

di Guido Petter

editore: Interlinea

pagine: 144

Un’avvincente avventura che racconta una storia vera della Resistenza: un libro per ragazzi che interessa anche gli adulti. L’autore racconta il salvataggio, avvenuto in val d’Ossola nell’aprile del 1945, della galleria del Sempione che collega Italia e Svizzera, che i tedeschi si preparavano a far saltare per impedirne l’uso agli alleati. Un gruppo di giovani partigiani, non potendo far esplodere le sessanta tonnellate di tritolo depositate nella stazione di Varzo (perché l’esplosione distruggerebbe l’intero paese), durante la notte riescono a salvare la galleria con un piano audace e sorprendente. L’autore, Guido Petter, studioso e scrittore per ragazzi, ha partecipato alla Resistenza in Ossola e sul lago Maggiore ed è stato docente di psicologia dell’adolescenza all’Università di Padova. Tra i suoi libri per ragazzi, Una banda senza nome e Nel rifugio segreto (Giunti), La barca dei desideri e L’inverno della grande neve (Mursia).

La guerra di Becky

L’Olocausto del lago Maggiore

di Antonio Ferrara

editore: Interlinea

pagine: 80

1943: per sfuggire ai bombardamenti su Milano, la piccola Becky e la sua famiglia si trasferiscono a Meina, sul lago Maggiore, dove il padre ha un albergo. Tratto da una storia vera.

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 96

Una toccante storia per ragazzi raccontata da un violino, custode del messaggio della giovane Cicci, vittima delle leggi razziali e deportata ad Auschwitz. Una storia vera per ricordare l'orrore della Shoah dalla penna di Anna Lavatelli e illustrata da Cinzia Ghigliano.

Occhichiusi

di Sebastiano Ruiz Mignone

editore: Interlinea

pagine: 32

Belloforte è un bambino bellissimo ma molto solo. Un giorno, la mamma gli insegna un gioco: basta chiudere gli occhi e pronunciare una frase magica per diventare invisibile...

Il gioco della guerra

L'infanzia nelle cartoline del primo conflitto mondiale

di Walter Fochesato

editore: Interlinea

pagine: 160

L'immagine dell'infanzia nella comunicazione visiva al tempo della prima guerra mondiale è un tema finora poco sondato e discusso.

Prigione di trincee

Memoriale inedito della Grande Guerra

di Giuseppe Cuzzoni

editore: Interlinea

pagine: 164

Un memoriale di un soldato durante la Grande Guerra, un diario inedito di grande valore storico.

I colori della guerra

di Silvana Abruzzese Lattmann

editore: Interlinea

pagine: 68

I ricordi e le vivide immagini della guerra raccontate da chi l'ha vissuta, una testimonianza della seconda guerra mondiale tra poesia, prosa, memorie autobiografiche e tracce epistolari.

Reliquiario della grande tribolazione

Via crucis in tempo di guerra

di Giuseppe Langella

editore: Interlinea

pagine: 48

Via crucis in tempo di guerra prende vita dai versi di Giuseppe Langella, che racconta la Passione attraverso un commovente spaccato poetico della vita quotidiana dei soldati della Prima Guerra Mondiale

La risicoltura e la grande guerra

di Giuseppe Sarasso e Paolo Viana

editore: Interlinea

pagine: 104

La definirono l’inutile strage. La Prima Guerra Mondiale fece sedici milioni di morti, nove sui campi di battaglia e sette tra i civili.

La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale

vol. I: Istituzioni e personaggi

a cura di Cristina Vernizzi

editore: Interlinea

pagine: 176

Un lavoro di ricerca meticoloso sul ruolo che le istituzioni ebbero in un preciso periodo storico, importante quanto tragico, che aprì il XX secolo e sul contributo dato dalla popolazione. La mostra e il volume Le istituzioni del Novarese e la Prima Guerra Mondiale hanno avuto il merito di far conoscere ai novaresi un importante capitolo della storia del nostro Paese. La Prima Guerra Mondiale determinò infatti ripercussioni di tipo organizzativo non solo sul piano strettamente militare e dell’attività al fronte, ma anche di gestione della vita civile. Il volume su La città di Novara e il Novarese nella Prima Guerra Mondiale. Le istituzioni e i personaggi ha inoltre un secondo, importante merito, ovvero quello di riportare alla luce storie nella Storia. Parliamo di uomini che, con il proprio sacrificio, hanno contribuito a scrivere le vicende salienti del nostro Paese. Insieme con i garibaldini vengono infatti ricordati anche personaggi novaresi come Mario Cattaneo e Michele Burlotto, facendo scoprire aspetti delle loro biografie che meritano evidenza e che ne decretano l’esemplarità.

La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale

vol. II: La popolazione e il fronte interno

a cura di Cristina Vernizzi

editore: Interlinea

pagine: 232

La prima guerra mondiale è stata segnata da lutti e distruzioni ed è un dovere di tutti, istituzioni e società civile, conservarne la memoria, affinché le generazioni a venire possano ripercorrere quelle toccanti esperienze. Si presentano qui indagini storiche approfondite che hanno evidenziato il ruolo significativo delle istituzioni sul territorio, il valore dei provvedimenti emanati per affrontare le molteplici problematiche che in un periodo complesso hanno riguardato la popolazione, le attività produttive e l’assetto sociale tutto. In particolare, sono stati trattati quegli aspetti che più di altri hanno inciso sull’organizzazione sociale e civile: il ritorno degli emigrati, l’arrivo dei profughi dalle zone di combattimento, le requisizioni di beni di prima necessità, le limitazioni di movimento e di trasporti in un territorio dichiarato “zona di guerra”. Dalle relazioni degli illustri storici e studiosi è emersa l’importanza dell’organizzazione sanitaria nell’assistenza medica ai militari, tra il fronte e nelle retrovie, e anche nel sostegno alle famiglie dei caduti e agli orfani. Apprezzabile e degno di nota lo studio dedicato all’apporto delle donne in ogni momento del conflitto: il loro ruolo, per la prima volta, passò da “angelo del focolare domestico” a membro attivo dell’economia e della società collettiva.

Industriarsi per vincere

Le imprese e la Grande Guerra

a cura di Alessandro Barbero, Andrea Pozzetta

editore: Interlinea

pagine: 208

Borracce, gavette, panni di lana e carne in scatola, munizioni, automezzi, vanghe e piccozze. La prima guerra mondiale è stata anche uno straordinario sforzo tecnico e produttivo che ha visto impegnate officine, manifatture, grandi e piccole aziende in una mobilitazione industriale senza precedenti. Attraverso documenti, immagini, cartoline e fotografie storiche, l’edizione del volume Industriarsi per vincere ripercorre il ruolo delle aziende italiane di fronte all’emergenza bellica, in un inedito sguardo sul “fronte interno” in grado di raccontare la quotidianità del conflitto. Un’opera antologica interamente dedicata a oggetti e strumenti divenuti veri e propri simboli degli italiani in guerra, su cui si è costruita l’identità collettiva di generazioni di soldati. Un libro fondamentale che ci racconta come la Grande Guerra fu una fase di grandi trasformazioni da cui discese la nostra idea di “modernità”.

Tra melma e sangue

Lettere e poesie di guerra

di Clemente Rebora

editore: Interlinea

pagine: 240

Uno dei maggiori poeti del Novecento testimonia la crisi drammatica della prima guerra mondiale

L’ultima cena del mio corpo

di Alex Averbuch

editore: Interlinea

pagine: 144

Una selezione di alcuni dei più recenti testi del poeta ucraino Alex Averbuch, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa nella sua regione natale, Luhans’k. Dai versi di Averbuch emerge una pluralità di voci, tormentate dalle guerre e dalle deportazioni, mettendo al centro la storia dell’Ucraina tra presente e passato. Ma la sua poesia è tanto collettiva quanto individuale: «per Averbuch la centralità dell’esperienza corporea è, forse a prima vista paradossalmente, la negazione della chiusura solipsistica nell’io in favore di una costante ricerca di un dialogo con corpi che sono al contempo altri e parte stessa del sé» (dalla presentazione di Alessandro Achilli).Con testo originale ucraino a fronte

Canzoni alla fine

di Iryna Shuvalova

editore: Interlinea

pagine: 152

Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).Con testo originale ucraino a fronte.

Nella lingua del nemico e altre poesie sulla guerra in Ucraina

di Aleksandr Michajlovič Kabanov

editore: Interlinea

pagine: 136

«Le tue ceneri in mano ho tenuto»: Un libro intenso sul tema del rapporto culturale, sociale e politico tra Russia e Ucraina grazie a uno dei maggiori poeti civili ucraini viventi che, usando la «lingua del nemico», da tempo racconta l’occupazione russa della regione della Crimea e la guerra attuale, purtroppo prevista. L’invasione militare viene trattata con un approccio personale che diventa una testimonianza viva e un monito sugli sviluppi futuri della tensione tra Russia e Ucraina con il resto del mondo occidentale. «Qui Kabanov sembra insegnarci che l’utopia della scrittura poetica è sempre uno degli strumenti più forti per (cercare di) arginare la violenza della storia» (Alessandro Achilli).

Stupro di guerra

di Mariastella Eisenberg

editore: Interlinea

pagine: 72

Lo stupro di guerra è arma antica che continua ad essere usata sotto ogni cielo e con continuità, vittime le donne, e non solo; soprattutto non una sola volta, perché il frutto della violenza le costringe a negarsi come madri diventando matrigne della propria carne. Questo è, forse, l’aspetto più atroce della violenza subita, rivederla continuamente nell’innocenza dei figli partoriti, incolpevoli e colpevoli di esistere. Ecco il tema del libro di Mariastella Eisenberg, declinato nell’antichità attraverso Andromaca, già sposa di Ettore e madre di Astianatte, e poi come schiava di Pirro madre di Molosso; fino ai giorni nostri attraverso Amina, vittima di Boko Haram e madre anch’ella di una bambina senza nome.    

Terre che piangono

di Susan Nalugwa Kiguli

editore: Interlinea

pagine: 184

Susan Kiguli, poetessa ugandese pubblicata qui per la prima volta in Italia, ha una peculiarità: parla degli orrori - come il genocidio del 1994 in Rwanda o le violenze nel suo paese - con uno sguardo severo che nello stesso tempo rifiuta la rabbia cieca. Uno sguardo e una parola che rimangono teneri e avvolgenti: «Ti ho osservata / con il curioso interesse di una bimba confusa / mentre hai incarnato la filosofia sopravvivi e vinci / sono convita che / se imparassi queste lezioni e le apprendessi bene / avrebbe inizio una rivoluzione / una rivoluzione per sostenere / la splendida nella quale sono nata». Edizione per il premio del festival internazionale di poesia civile di Vercelli a cura di Antonella Sinopoli con traduzione di Marta Zonca.

Guerra e pace nel Novecento e oltre

a cura di Giovanna Ioli

editore: Interlinea

pagine: 168

L'Italia "ripudia la guerra", davvero? Con questo interrogativo che richiama la vagheggiata "pace perpetua" stilata nell'articolo 11 della Costituzione, Gustavo Zagrebelsky annuncia la trama interdisciplinare di questo volume, che intende inserirsi nel solco delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, senza tuttavia rinunciare a una riflessione più ampia sui conflitti in generale. Nella prima parte del volume, infatti, agli strumenti giuridici e filosofici del grande costituzionalista si accordano quelli storici di Massimo Luigi Salvadori e le voci di due eccezionali corrispondenti - Bernardo Valli e Domenico Quirico. Nella seconda parte del libro le tastiere di altri studiosi si accordano sulle vicende di scrittori e poeti italiani (Simona Costa, Guido Davico Bonino, Franco Contorbia, Piero Gelli, Bianca Montale), cui si aggiungono percorsi nell'arte figurativa (Alessandra Ruffino), nella sonorità teatrale dei canti popolari (Emilio Jona e Franco Castelli) e nella testimonianza orale di un povero contadino del Monferrato (Elio Gioanola).

Raccontare la guerra

I libri per bambini e ragazzi che bisogna conoscere

di Walter Fochesato

editore: Interlinea

pagine: 312

«La presa di coscienza del “non senso” della guerra credo che passi attraverso l'esame delle guerre stesse e non in una debole e sovente noiosa perorazione attorno alla pace» scrive Walter Fochesato in questo saggio aggiornato che offre un'ampia ricostruzione di come il tema della guerra sia entrato nei libri per bambini e ragazzi. Da Cuore a Il piccolo alpino, passando per la Grande Guerra, le tragiche guerre del fascismo e l'Olocausto, fino a giungere ai conflitti dei nostri giorni, con l’apporto di autori come Robert Westall, Uri Orlev, Tomi Ungerer, Roberto Innocenti e Lia Levi. Dopo un tempo in cui la letteratura è stata viziata da pesanti condizionamenti pedagogico- moralistici, negli ultimi decenni si è cercato di raccontare la guerra e i suoi orrori attraverso gli occhi dei ragazzi stessi, affidandosi al primato della narrazione. Con un testo finale di Enrico Macchiavello dedicato al graphic novel.

Un Natale in prigione

Ricordi di guerra

di Roberto Denti

editore: Interlinea

pagine: 48

Nel dicembre del 1944 Roberto Denti (uno dei più famosi librai italiani ma anche apprezzato scrittore per ragazzi) si trova nelle carceri di Cremona. Lì, ventenne, fa esperienza di umanità e ha tempo per letture nuove e formative, ma soprattutto è testimone di un fatto straordinario che fino a oggi non aveva voluto raccontare: lo fa ora con la semplicità della memoria, senza artifici retorici: «Ancora adesso mi sento coinvolto – non colpevole – in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un’incredibile storia d’amore».

Natale di guerra a Gaza

Interviste, omelie e immagini

a cura di Papa Francesco Jorge Bergoglio, Ibrahim Nino, Pierbattista Pizzaballa, Valerio Rossi

editore: Interlinea

pagine: 112

«Qui Dio piange con gli occhi dei bambini» ha detto padre Gabriel Romanelli, di recente ferito negli attacchi alla chiesa cattolica di Gaza. È una terra devastata dal dolore e dalla morte. Qual è il senso del Natale in una situazione di questo genere in cui tutto sembra portare alla disperazione? Sono raccolte in queste pagine testimonianze che ci giungono dalla città di Gaza, dove nonostante tutto non si vuole cedere alla disperazione. È una piccola comunità sempre all’opera quella che vive il ricordo della natività in questa città, sostenuta dalla certezza – espressa dal patriarca Pizzaballa – che «un bambino è nato per noi e ha riempito di speranza la storia e il mondo intero» e che «dobbiamo custodire i nostri cuori per essere capaci di ricostruire». Il ricavato è devoluto alla parrocchia di Gaza.Con testi del patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e di papa Francesco

Tra guerra e pace

I Natali che hanno fatto la storia

di Alessandro Barbero, David H. Fischer e Paolo Emilio Taviani

editore: Interlinea

pagine: 116

L’attualità ci ha abituato di nuovo alla guerra e può essere di conforto ricordarsi che nella prima guerra mondiale il conflitto ebbe una tregua a Natale, data in cui sono successi altri eventi storici che questo libro raccoglie con i testi di testimoni e studiosi d’eccezione: dall’incoronazione di Carlo Magno e di Guglielmo il conquistatore al primo presepe di Francesco d’Assisi e a un tragico naufragio di Cristoforo Colombo, fino a George Washington che attraversa il fiume Delaware. In quei 25 dicembre la storia si è fatta sentire.

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